Armoy Road Races – Mike Browne nella storia

Quando si parla di piccole national road races, la prima a cui si pensa è senza dubbio Armoy

Mike Browne (foto: Tracey’s pictures)

Nonostante sia nata solo nel 2009, Armoy è considerata una delle corse su strada più attese e affascinanti del calendario, ancor più quest’anno dove il numero di road races si è ridotto drasticamente.

Si svolge su un tracciato di 3 miglia stretto e ricco di saliscendi, presso l’omonimo villaggio di Armoy, che richiama alla memoria le gesta leggendarie di Joey Dunlop, Frank Kennedy, Mervyn Robinson e Jim Dunlop (la cosiddetta “Armoy Armada”, contrapposta, più o meno metaforicamente, al gruppo dei “Dromara Destroyers”). Questi road racers, infatti, erano soliti testare le loro moto proprio tra le stradine della contea di Antrim, presso Armoy, imprimendo in modo indelebile questo nome nella memoria degli appassionati. E i vari tratti del circuito raccontano proprio questa storia.

 

Il tracciato – Si parte lungo il rettilineo di Hillside Road, interrotto dalla chicane artificiale Armoy Homes (introdotta per questioni di sicurezza come Magherabuoy e Mather’s Cross alla NorthWest 200); all’uscita si piega subito veloci a sinistra al McCaughan’s Corner (dal nome della famiglia che vive nella casa sulla curva). Si affronta il veloce saliscendi verso sinistra chiamato Dean’s Rise e poi si entra nel villaggio di Armoy. Proprio al centro si arriva a Robbo’s Corner, una brusca curva a sinistra dedicata a Mervyn Robinson. Inizia poi il suggestivo tratto di The Cuttings, una sorta di tunnel tra gli alberi che porta ad Acheson’s Leap, con curva a destra e salto veloce. Poi un destra-sinistra rapido a Turnarobert e si arriva a Church Bends, stretta curva a destra che prosegue con due curve a sinistra più ampie attorno alla chiesa. Si entra nel tratto più stretto del tracciato, a Lagge Dams: si percorre Lagge Road per circa un miglio (con tanto di salti e avvallamenti) fino al salto di Dunlop’s Leap. Siamo nel punto più a nord del tracciato, al Balaney Cross Hairpin: si frena forte, si riapre il gas lungo Hillside Road (la strada principale che collega Ballycastle ad Armoy), lo si richiude leggermente per la veloce sinistra di Kennedy’s Corner e poi ancora a gas spalancato fino al traguardo.

 

Le gare

L’Armoy Road Race 2025 ha tenuto alto il tasso di divertimento e adrenalina in questa stagione un po’ scarna, con gare mozzafiato e tanti potenziali vincitori, nonostante l’assenza dei due nomi più noti e attesi, Michael Dunlop e Davey Todd. Mentre l’inglese è impegnato questo weekend nel BSB, Michael ha invece tenuto fede alla promessa fatta prima della gara dello scorso anno: non avendo raggiunto un accordo economico con gli organizzatori di Armoy, ha annunciato che non ci sarebbe più tornato.

Presenti invece il nordirlandese Paul Jordan, gli irlandesi Micko Sweeney e Mike Browne, i manxmen Conor Cummins e Marcus Simpson, gli inglesi Jamie Coward, Phil Crowe e Sam West, il finlandese Erno Kostamo. Per un totale di circa 150 iscritti, tra cui 20 esordienti.

Paul Jordan in sella alla Supertwin (foto: Baylon Mccaughey)

Venerdì 25 luglio il via alle danze con le sessioni di prove e le prime gare in serata, ovvero la Supertwin e la Supersport. La gara delle bicilindriche viene vinta da Paul Jordan (Aprilia Jackson Racing) con tanto di nuovo record di categoria; alle sue spalle Micko Sweeney (Aprilia MSR) e il mannese Joe Yeardsley (Aprilia Scott Racing).

La Supersport 1 va invece a Mike Browne sulla Yamaha Russell Racing (molto bello rivedere Gary Dunlop, figlio di Joey, come meccanico nel team di Alister Russell. La squadra è, più o meno, quella per la quale correva suo cugino William Dunlop durante il suo incidente fatale a Skerries nel 2018). A +6 secondi da Browne troviamo Michael Sweeney (Yamaha EM Building), terzo Paul Jordan (Honda Jackson Racing).

Anche al mattino del sabato Armoy si risveglia con un meteo non troppo promettente e la giornata sarà purtroppo arricchita da qualche attesa a causa del maltempo. Nonostante le condizioni dell’asfalto non ottimali, tuttavia, le gare si sono svolte senza intoppi e con grandi bagarre. Per la prima volta, inoltre, l’intero evento è stato trasmesso in streaming dalla BBC Northern Ireland.

Dopo un avvio con la Junior Classic (vittoria di Nigel Moore), Junior Support (Kevin Lavery), Moto 3 (Chris Maher) e Lightweight (Barry Davidson  – presente anche il grande Jeremy McWilliams, ritiratosi in gara), tutta l’attenzione si sposta sulla seconda Supersport Race: 7 giri tiratissimi, che vedono ancora una volta trionfare l’irlandese Mike Browne (Yamaha Russell), questa volta non senza aver tentato il tutto per tutto per rimanere davanti a Paul Jordan, che taglia il traguardo a mezzo secondo da Mike sulla Honda Jackson. Terzo è di nuovo Michael Sweeney (a ben 16 secondi), che ha la meglio in un’estenuante bagarre con Conor Cummins e Jamie Coward.

Dopo una lunga sosta a causa della pioggia, si riprende con la Open Race, la prima gara dedicata alle 1000cc: Jordan è in pole, seguito da Browne e Cummins, ma al via è Sweeney a portarsi davanti a tutti scattando molto bene dalla seconda fila. Il tracciato è all’80% asciutto e al 20% bagnato e le condizioni non sono esattamente sicure, come dichiarerà Browne nell’intervista post gara. Eppure l’irlandese attende solo uno dei 6 giri previsti per affondare l’attacco sul connazionale. Dietro, è bagarre tra Jordan e Kostamo, con Cummins che perde in fretta parecchie posizioni. Al terzo passaggio anche Kostamo è fuori dai giochi per un problema tecnico, mentre Browne fa volare la sua Honda Russell nel favoloso tratto di Lagge Jump, tagliando infine il traguardo con 8 secondi di vantaggio su Sweeney (BMW MJR); completa il podio Paul Jordan (Honda Jackson), seguito da Jamie Coward, Neil Kernohan, Conor Cummins, Sam West, Liam Chawke, Kevin Keyes, Mike Gahan.

E’ quindi il turno della Senior Classic, vinta da Andy Hornby. Poi “in pista” le Supertwin, con una gara che, dopo qualche brivido iniziale con la rimonta di Jordan su Barry Furber e Micko Sweeney, si cristallizza su queste posizioni quasi fino alla fine. Vince dunque il nordirlandese di Magherafelt, che fa doppietta con la vittoria di ieri sera sulla Aprilia Jackson; secondo Baz Furber (Yamaha), terzo, a sorpresa, è il giovane Sean Brolly su Aprilia, che dopo essere partito dal secondo gruppo batte Sweeney e agguanta l’ultimo gradino del podio.

Grandi emozioni anche per la Classic Superbike Race che, dopo numerosi colpi di scena, vede la vittoria dell’amato irlandese Andy Farrel (Ducati 888) davanti a Sam West (Ducati 996) e Roddy Taylor (Suzuki 750).

Sweeney e Cummins in bagarre (foto: Baylon Mccaughey)

La penultima gara di giornata è la Senior Support Race: una gara “stupenda e a tratti terrificante”, come l’hanno giustamente descritta i commentatori della BBC. Sean Brolly (Ducati) e Kevin Lavery (Yamaha) si sono dati battaglia dal primo all’ultimo giro, finendo in quest’ordine con un distacco di soli 6 centesimi di secondo, con la moto di Lavery costantemente sconnessa sui salti e Brolly vittima di un dritto da brividi su un marciapiede. Completa il podio il giovanissimo nordirlandese Lee Hara (Yamaha, a +29).

Si arriva infine alla gara più attesa, la Superbike Race, meglio conosciuta ad Armoy come “Race of Legends“. In griglia, davanti a tutti, i tre favoriti: Jordan, Browne, Sweeney. Al via, Browne incappa in una cattiva partenza e ne approfitta proprio Jordan. Browne cerca presto di liberarsi di Sweeney, sfiorando anche il contatto, per poi avventarsi sul leader della corsa e scavalcarlo all’inizio del quarto passaggio. Dietro a Sweeney è bagarre per il quarto posto, con continui sorpassi tra Coward, Cummins, Simpson e Crowe. Al termine dei 7 giri, Mike Browne (Honda Russell) taglia il traguardo per primo, con 4 secondi di vantaggio su Paul Jordan (Honda Jackson), con Micko Sweeney (BMW MJR) a collezionare l’ennesimo podio in questa edizione. Quarto posto per Conor Cummins sulla BMW di John Burrows, poi Jamie Coward, Phil Crowe, Marcus Simpson, il newcomer Kevin Keyes, Erno Kostamo e James Chawke.

Mentre Paul Jordan viene incoronato “man of the meeting”, Mike Browne scrive il suo nome nella storia delle road races con 4 vittorie in questa edizione di Armoy. Ma soprattutto, questo nuovo rullo compressore delle road races, dall’aspetto di un “Guy Martin in miniatura”, si unisce ad un club molto esclusivo, quello dei pochissimi vincitori della Race of Legends: Michael Dunlop (10 vittorie), Davey Todd (2) e Ryan Farquhar (1). Ed ora anche Mike Browne.

 

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2 reazioni a Armoy Road Races – Mike Browne nella storia

  1. M.B ha scritto:

    Mi piacerebbe comprare i suoi libri in formato cartaceo.
    Verranno ristampati?

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