Armoy Road Races – Mike Browne e Paul Jordan al top, debutto con vittoria per Cooper

La road race di Armoy è certamente la “national” più attesa e frequentata dell’intero calendario di corse su strada, nonostante la sua giovane età. Nata nel 2009, si svolge su un tracciato di 3 miglia stretto e ricco di saliscendi, presso l’omonimo villaggio in Irlanda del Nord.

Mike Browne, dominatore assoluto del meeting (Foto: Tommy Vennard)

Il nome richiama alla memoria la cosiddetta “Armoy Armada“, gruppo formato dai leggendari Joey Dunlop, Frank Kennedy, Mervyn Robinson e Jim Dunlop, che erano soliti testare le loro moto proprio tra le stradine della contea di Antrim, senza che gli abitanti del posto battessero ciglio. Una storia che evidenzia quanto sia radicata la passione per le corse su strada in Irlanda del Nord. E alcuni punti del tracciato raccontano tutto questo grazie ai loro nomi: Dunlop’s Leap, Robbo’s Corner, Turnarobert, Kennedy’s Corner.

Anche quest’anno, la Armoy Road Race ha attirato un folto gruppo di piloti, con una entry list succulenta: Mike Browne, Paul Jordan, Conor Cummins, Dominic Herbertson, Micko Sweeney, Nathan Harrison, Marcus Simpson, Phil Crowe, Sam West. E, con la pettorina da newcomer, nientemeno che Richard Cooper e Derek McGee (quest’ultimo non perchè fosse un vero debuttante ma a causa della lunga assenza dalla road race nordirlandese). Prima di entrare nel dettaglio delle gare, la risposta alla domanda che in tanti si saranno fatti: Michael Dunlop? Assente. Tiene fede alla promessa fatta nel 2022, quando, dopo un diverbio con gli organizzatori per questioni economiche, ha annunciato che non avrebbe mai più corso alla sua “gara di casa”.

Dopo una serie di meeting insolitamente baciati dal sole (Kells, Tandragee, Southern 100, Walderstown), venerdì 24 e sabato 25 luglio si è tornati purtroppo al classico clima nordirlandese: freddo e pioggia, con alcune delle gare dichiarate “wet” e parecchie defezioni da parte dei piloti.

Dopo le qualifiche, venerdì sera sono andate in scena le prime due gare, preparando un antipasto a dir poco elettrizzante per la giornata di sabato con un arrivo al fotofinish sia per la Supertwin che per la Supersport race. Protagonisti in entrambi i casi Paul Jordan e Mike Browne: nella Supertwin è stata la Paton Melbray/Laycock di Browne a tagliare per prima il traguardo per  0.054 secondi davanti all’Aprilia Jackson di Jordan, con il newcomer Richard Cooper in terza posizione attardato di soli 2 decimi (in sella alla Kawasaki di Ryan Farquhar). Quarto posto per Micko Sweeney, quinto Dom Herbertson.

Paul Jordan sulla Ducati Panigale V2 Jackson Racing (Foto: Tommy Vennard)

Il nordirlandese Paul Jordan ha però restituito il favore nella Supersport Race, andando a vincere sulla Ducati Jackson Racing per soli 23 centesimi di secondo su Browne (Yamaha Russell Racing), con Joe Yeardsley al terzo posto a +3; quarto Cooper, quinto Herbertson.

La giornata di sabato è invece iniziata con difficoltà a causa di un consistente ritardo per dell’olio perso sul tracciato durante il warm-up lap della Supersport Race. Alla ripartenza, di nuovo tutto fermo per una bandiera rossa a causa di un highside di Dominic Herbertson. La classifica finale vedrà questa volta Mike Browne in trionfo, regolando la V2 di Jordan di ben 5 secondi, con Cooper in terza posizione. Quarto posto per Derek McGee sulla Ducati Burrows Engineering, quinto Conor Cummins (Suzuki Madbros).

La prima gara Open della giornata si è svolta sulla distanza di 7 giri. Interessante osservare le scelte dei piloti in caso di tracciato bagnato, perchè non tutti si sono presentati in griglia con le 1000cc: tra questi Paul Jordan e Derek McGee, che hanno optato per le Ducati V2. Scelta che evidentemente non pagherà, con i due rispettivamente in quarta e quinta posizione in una gara dominata ancora una volta dall’inarrestabile Mike Browne (Honda Russell), che rifila ben 16 secondi a Conor Cummins (BMW Conrod Racing); terzo Dominic Herbertson (BMW KTS).

Debuttante in trionfo: Richard Cooper (47) in bagarre con Paul Jordan (22) prima della vittoria in Supertwin (Foto: Tommy Vennard)

E’ quindi il turno della Supertwin Race, gara che ieri aveva esaltato spettatori e addetti ai lavori con la grande bagarre Browne-Jordan: questa volta a smorzare l’entusiasmo dei due (nord)irlandesi ci pensa l’esordiente Richard Cooper: in sella alla Kawasaki preparata dall’esperto Farquhar, il pilota inglese centra la vittoria alla sua prima volta ad Armoy, regolando la Paton di Browne (+1) e la RS660 di Jordan (+1.1). Quarto è Herbertson sulla Triumph KTS, quinto Neil Kernohan sulla sua Aprilia. Ma non è tutto: il debuttante segna anche il nuovo lap record di categoria in 1’47”012. Fantastico Cooper!

Ultima gara di giornata, l’attesa “Race of Legends“. In una gara ridotta a sei giri dopo un’interruzione per la caduta di Marcus Simpson, Mike Browne e Paul Jordan portano a termine lo spettacolo iniziato ieri, con una bagarre conclusa con Browne vincitore per mezzo secondo sul pilota di Magherafelt. Dietro alla Honda Russell Racing e alla Honda Jackson Racing troviamo la BMW M1000RR guidata da Phillip Crowe, il grande e grosso pilota inglese che da due anni fa correre nel suo team Maurizio Bottalico. Una bella soddisfazione per Crowe, dopo aver saltato la Open Race perchè, testuali parole di Phil, “se piove io non corro”.

Quarto posto per il manxman Conor Cummins sulla BMW del suo personalissimo team, poi Dominic Herberston, Micko Sweeney, Ryan Whitehall, Brian McCormack, Kevin Keyes e James Chawke a chiudere la top ten.

La corona di “re di Armoy” rimane quindi nelle mani di Mike Browne, dichiarato anche “man of the meeting”. E’ la seconda vittoria consecutiva della prestigiosa gara per Browne, che già dal 2025 si era aggiunto all’elitario gruppo di vincitori della Race of Legends: Michael Dunlop, Ryan Farquhar e Davey Todd.

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