Tutta la verità sugli ultimi mesi: parla Michael Dunlop

Per gentile concessione dei nostri amici di Road Racing Ireland, riportiamo la traduzione in italiano del “Michael Dunlop Column” presente nell’ultimo numero del mensile irlandese. Un’interessante spiegazione di tutti i dettagli delle ultime vicende, scritta direttamente da Michael, come ogni mese. Il figlio di Robert Dunlop, il neo-acquisto BMW, colui che negli ultimi tempi ha fatto tanto parlare di sé e del suo presunto ritiro dalle corse, racconta ai lettori la sua versione dei fatti. 

Ecco la traduzione integrale della rubrica di Michael Dunlop, presente nel numero di marzo del magazine Road Racing Ireland:

 

Sono sicuro che molti di voi si saranno chiesti che cosa stesse accadendo recentemente nel piccolo mondo di Michael Dunlop. E a volte me lo sono chiesto anch’io. All’inizio dell’anno non avevo ancora idea di poter correre e dissi ai miei sponsor, ai miei meccanici ed ai miei amici che, se avessero voluto cercare altri piloti o andare in altre direzioni, di farlo pure, non mi sarei sentito offeso. Gente come Winston McAdoo, però, mi informò che se io non avessi corso lui si sarebbe ritirato, mentre altri come John Brown e Gerard Rice dissero che avrebbero voluto stare solo con me. Era tutto molto rassicurante ma, come dissi alla fine della scorsa stagione, avrei corso solo se tutto fosse stato a posto per me. Non volevo essere presuntuoso o sarcastico, ma dopo quello che ho raggiunto nel 2013 ho capito che potrei non trovarmi ancora in questa posizione. Ho sacrificato molte cose nella mia vita per arrivare qui e non credo sia giusto cedere e accettare qualsiasi cosa pur di correre.

Mi sono state fatte molte offerte ma nessuna sembrava giusta per me, quindi sono andato avanti con la mia vita normale. Sono stato occupato a sistemare la mia Honda RS250, che voglio riportare alla livrea di quando vinsi l’Irish Championship. Alcuni amici mi hanno anche coinvolto con il rally, una bella esperienza: abbiamo costruito una piccola macchina da rally che forse guiderò a qualche evento nelle prossime settimane.

E ancora stavo ricevendo le solite telefonate da chi voleva sapere cosa intendessi fare quest’anno. Rispondevo come feci all’inizio con BMW: “Ragazzi, non ho intenzione di correre e voi fareste meglio ad ingaggiare qualche altro pilota che va forte”. Poche settimane dopo ricevetti un’altra telefonata da Lee Nicholls, Marketing Manager di BMW Motorrad, e parlammo del ruolo che BMW aveva intenzione di assumere nelle road races. Ascoltai ma non presi impegni e passò un’altra settimana. Lee mi richiamò e mi disse che se Michael Dunlop non avesse corso quest’anno, allora anche BMW non avrebbe corso. Pensai che questa fosse davvero un’affermazione pesante e ad essere sincero mi fece riflettere a lungo. Per la prima volta in vari mesi sentii che un team mi voleva veramente e non lo stava nascondendo. Mi dissero che non si aspettavano che io fossi il ragazzo perfetto tutto il tempo, ma che volevano il vero Michael Dunlop, che avrebbe regalato loro successi al TT, il loro sogno.

Poi mi chiamò Stuart Hicken di BMW Buildbase per spiegarmi altri aspetti delle intenzioni di BMW riguardo alle corse su strada e la loro idea iniziava a piacermi. Quindi proposi loro di venire a Belfast per parlare faccia a faccia. Andai a prendere Lee e Stuart in aeroporto e pranzammo al ristorante King’s Head, davanti alla King’s Head Hall. Al tavolo mi ribadirono le loro intenzioni ed io ascoltai attentamente. Prima di salutarci dissi: “Sentite ragazzi, se dovesse concretizzarsi tutto questo dobbiamo essere al 100% dall’inizio. Non ci sarebbero contratti di due anni passando il primo anno a fare sviluppo, perché io voglio sfrecciare a Bray Hill sapendo di avere possibilità di vittoria”. Non fui molto incline ad avere un team con due piloti, perché le idee e le soluzioni avrebbero potuto essere separate, finendo con il lavorare in diverse direzioni. No, volevo tutti e tutto in BMW concentrati su un unico punto, per poter vincere.

Aggiunsi anche che se davvero avessero voluto me, allora avrebbero dovuto esaudire una delle mie ambizioni, cioè correre nel British Superbike Championship. Mio

Michael Dunlop con il padre Robert

Michael Dunlop con il padre Robert

padre Robert fu un buon pilota nel BSB, finendo secondo in campionato anni fa con la Norton e quindi non fu riconosciuto solo come pilota da strada. E’ qualcosa che vorrei provare prima che sia troppo tardi e potrei non avere più un’altra opportunità. Penso di poter dire la mia in quelle gare, dopo l’esperienza nell’endurance lo scorso anno.

Riportai Lee e Stuart all’aeroporto e promettemmo di non dire niente per il momento. Ma sembrava che altri stessero parlando per me sui media e i social network, dicendo che avrei fatto questo e quello, ma onestamente non era stato raggiunto alcun accordo in quel momento. Sì, mi piaceva l’idea ma per esperienza so che non bisogna parlare prima del tempo, prima di aver visto cosa mi avrebbe realmente proposto BMW.

Innanzitutto avrebbero costruito una BMW S1000RR Superbike per le corse su strada, iniziando con una carena dal nuovo design e un motore sviluppato in modo speciale. Avrebbero tolto delle parti dalla loro vecchia BMW del Mondiale Superbike, che può ancora essere usata per regolamento e questo è un vantaggio. Se le parti originali avessero dovuto essere rimpiazzate o modificate lo avrebbero fatto. I loro migliori tecnici ed elettronici avrebbero lavorato sulla moto direttamente in fabbrica in Germania e l’avrebbero spedita poi in Inghilterra al workshop Hawk Racing. La Superbike sarebbe stata costruita con il TT bene in mente, con la promessa che non avrebbero tralasciato neanche un particolare, il che mi ha rassicurato.

Una nuova BMW S1000RR mi è stata spedita a casa per studiarla e prepararla per la classe Superstock. Hanno talmente tanta fiducia in me da lasciarmi preparare da solo una delle loro moto per correre, moto che non userò solo nelle classi Superstock ma anche per qualsiasi National Road Race a cui vorrò partecipare.

Per quanto riguarda il BSB, hanno accettato di costruirmi una delle loro moto adatta per quel campionato: correrò con il Team Buildbase i primi due round a Brands Hatch e Oulton Park. Il terzo round, Snetterton, è dopo la North West e il TT, perciò valuteremo la situazione, ma rimarrò comunque il pilota di riserva di Ryuichi Kiyonari e James Westmorland per il resto della stagione. Questo è qualcosa che altri team non avrebbero nemmeno preso in considerazione per me. Correre in questi primi due round del BSB significherà perdere i meeting di Pasqua e la Tandragee. Non ho ancora parlato con gli organizzatori della Cookstown 100 per correre al loro evento con la BMW Superstock.

Contrariamente ai rumors, non ho ancora fatto un test con BMW, tutto quello che ho fatto è solo un breve giro per le strade locali con questa BMW ancora in assetto stradale. Ma non sono riuscito a farmi un’idea, era molto freddo e bagnato. Dato che BMW non ha una Supersport, sono felici di lasciarmi guidare qualsiasi moto io voglia anche nelle Internationals.

Tutto era positivo da parte di Lee e Stuart, ma volevo ancora che facessero un’offerta ai miei fedeli sponsor. Ho avuto gli stessi sponsor per anni e nessuno di loro mi ha scaricato, anche quando ne ho dato loro l’opportunità, come ho detto all’inizio. Tutti gli sponsor hanno confermato il loro appoggio. Ad essere sincero, sembravano ancora più emozionati di me e la cosa mi ha dato molta carica. Non c’era stato ancora alcun aspetto negativo da quando la cosa era iniziata, ma la decisione finale spettava a me.

Come ho sempre detto, se fosse capitato l’accordo giusto avrei seriamente considerato di correre ancora quest’anno. BMW mi ha fatto sentire molto desiderato e potrebbe diventare una relazione simile a quella di Joey Dunlop quando si è legato ad una Casa per il resto della sua carriera. BMW è una grandissima Casa rispettata a livello mondiale e potrebbero esserci molte opportunità per me in futuro, sia nelle gare di moto, che di auto, camion, jet-sky o qualsiasi cosa mi piaccia.

Ci sono stati alcuni piccoli problemi da risolvere prima di mettere nero su bianco il mese scorso, ma ora siamo pronti a partire il più velocemente possibile. Tutti i boss BMW hanno già prenotato per venire al TT, dove avrò anche un assistente personale che mi organizzerà le pubbliche relazioni, invece di sentirmi dire che devo essere qui e là mentre cerco di organizzare la mia squadra sull’Isola.

E’ un grosso progetto per BMW espandersi verso le corse su strada dopo così tanti anni, md1sono molto eccitato. So che ci sono alcuni scettici che dicono che stavo pianificando tutto questo da tempo, ma posso assicurare che tutto questo è nato da poche settimane. Come ho detto prima, se mi aveste detto a Capodanno che sarei stato in questa situazione vi avrei chiesto se foste a posto di testa! Sì, sarebbe stata dura prendersi un anno lontano dalle corse ma mi stavo tenendo occupato ed ero felice di rilassarmi e riprendermi un po’ della vita che avevo perso. Non avevo intenzione di smettere con questo sport, ma ho sempre detto che sarei tornato quando si fosse presentata la giusta occasione, quando avrei avuto ancora determinazione.

Non c’è da nascondere che BMW vuole avere successo nelle corse su strada e che credono fermamente che io sia il pilota che può dar loro questo successo. Non siamo qui per arrivare secondi, potrebbe non essere facile, ma quando arriverà sarà ancora più bello. Ho solo bisogno di guidare la moto, trovare il feeling con lei, naturalmente ci saranno delle cadute perchè dovrò trovare il limite. Più in fretta ci lasceremo alle spalle le cadute, meglio sarà per tutti, perchè come ho detto voglio arrivare a Bray Hill ed essere della partita.

La Superbike avrà i colori factory BMW (molto belli) alle gare Internazionali, mentre guiderò la BMW Superstock e la Supersport che troverò nei colori MD Racing. Ci sono ancora dei posti liberi per dei potenziali sponsor e BMW è stata molto collaborativa nel permettere ai miei sponsor personali di essere parte del progetto. Winston & Jason McAdoo, John Brown, Gerald & Siobhan Rice, Gary Ryan, Seamus Byrne, Martin & Maria, tutti miei fedeli sponsor, più Gareth Robinson che è tornato con me. Anche Shoei è ancora con me e mi hanno appena comunicato che faranno una replica del mio casco nei prossimi mesi.

Mi sono goduto qualche mese lontano dai riflettori, ma ora testa bassa e sedere alzato, si torna a correre!

Ecco tutto. Grazie per la vostra pazienza e il vostro continuo supporto.

 

Michael *3

 

Per chi volesse abbonarsi al mensile irlandese Road Racing Ireland: http://roadracingireland.com/dir/

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Una reazione a Tutta la verità sugli ultimi mesi: parla Michael Dunlop

  1. Gabriele Pezzotta ha scritto:

    Good luck mate!

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