Ad una settimana dall’evento, cancellata la Athea Road Race

Brutte notizie per l’ultima National della stagione: gli organizzatori della Athea Road Race hanno annunciato la cancellazione dell’evento, previsto per il 12 e 13 settembre dopo ben 15 anni di stop. 

Michael e William Dunlop ad Athea (Foto: Aidan Lynam)

Una perdita sentita quella della piccola corsa su strada nella contea di Limerick, in Irlanda, che fu teatro negli anni d’oro di grandi bagarre tra piloti come Martin Finnegan, Victor Gilmore, Darren Lindsay, Raymond Porter, Guy Martin, Keith Amor, Ryan Farquhar e più recentemente John Burrows e i fratelli Dunlop (William vinse la sua prima road race proprio ad Athea, in sella ad una 125cc).

La comunicazione del Club organizzatore è arrivata su Facebook giovedì 3 settembre, ad una sola settimana dall’evento, e nella sua parte principale recita:

“La motivazione ufficiale per la cancellazione è che alcuni tratti di strada necessitano manutenzione e non hanno passato l’ispezione del MCI (Motorcycling Ireland, organo governativo)”. Il Club si assume alcune responsabilità, ma prosegue: “Non ci sono regole scritte per queste ispezioni, né linee guida per i Club per prepararsi all’ispezione, non ci sono report scritti né possibilità di appello. Questo processo può quindi diventare molto caotico e confuso e si basa su opinioni multiple senza uno standard”. Viene anche spiegato che l’ispezione era stata richiesta dal Club molto tempo prima, ma è avvenuta solo la settimana precedente l’evento, senza quindi lasciare il tempo di agire. Il Club suggerisce, tra le righe, che ci sia stato un palese tentativo di sabotaggio, non della gara in sè, quanto dell’organizzazione.

Dispiace moltissimo, per tutti. Per i piloti iscritti, per i tanti appassionati, ma soprattutto per chi ha lavorato senza sosta un anno intero per riportare in vita una bellissima corsa su strada. Ma qui sorgono una serie di riflessioni e anche la volontà, scusateci, di toglierci qualche sassolino dalla scarpa. Perchè dietro ad ogni notizia si nascondono poi i soliti retroscena, scambi di messaggi, di opinioni, di scoop…

Premessa: chi ci segue da tempo sa quanto amiamo (ovviamente) le corse su strada, sa quanto le abbiamo seguite e supportate per moltissimi anni. Quindi, ciò che leggerete non è certo una “lamentela improvvisata”.

Noi, ad Athea, ci saremmo dovuti andare. Era tutto pronto: richiesta di accredito inviata, voli, macchina a noleggio e alloggio prenotati e pagati. E questi viaggi che a volte sosteniamo sono spese pagate di tasca nostra, sono ferie prese dal lavoro, perchè, lo sapete, non siamo una redazione che fa questo nella vita. Eravamo ovviamente consapevoli che un po’ di rischio ci sarebbe stato, perchè le piccole National non godono di ottima salute. Un paio di mesi fa ci eravamo messi in contatto con gli organizzatori che, felici di avere Road Racing Core sul posto, avevano addirittura pubblicato una notizia sui social a riguardo.

Il problema, quindi, non è la cancellazione della gara in sè, che a volte va purtroppo messa in conto. Il problema sono il come e il perchè.

Questa cancellazione è stata comunicata una settimana prima, solo con un post su Facebook (dando per scontato che tutti usino questa piattaforma). Nessuna notizia sul sito (sul quale continuano a comparire le date di gara e l’acquisto di ticket), nessun comunicato via mail per la stampa, tantomeno una comunicazione diretta. Alla notizia della cancellazione sono poi seguite le dimissioni di vari membri del Club, annunciate con lunghi post su Facebook con sfoghi molto personali, fatti sull’account ufficiale della gara. Il motivo? I commenti negativi che hanno ricevuto.

Ora, sappiamo bene che molte road races sono organizzate da volontari e il loro lavoro (non retribuito) ha un valore inestimabile. Non è nostra intenzione criticare nessuno. Ma certi teatrini crediamo non facciano parte di un ruolo di questo genere, volontario o non volontario.

Quanto a ciò che denuncia il Club, ovvero la mancanza di standard e regole, non potremmo essere più d’accordo: siamo fermamente convinti che, per sopravvivere, le National irlandesi dovrebbero rivoluzionare completamente la loro gestione, affidandosi a un organo centrale con regole uguali per tutti e, potendo, con personale dedicato e retribuito.

L’ambiente delle road races è all’apparenza bellissimo, ma non è sempre così.

Noi oggi ci ritroviamo con un grande dispiacere per la gara annullata, ma anche con una sensazione di “abbandono” e un bel po’ di soldi buttati nel cesso (scusate il francesismo).

Serve in alcuni casi più consapevolezza, più precisione e, senza offesa per nessuno, più professionalità. Solo così si potrà avere una speranza concreta di sopravvivenza.

 

(Qui il link alla pagina Facebook del Club di Athea per leggere tutti i post citati sopra)

 

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