Intervista a Cameron Donald, l’icona australiana delle road races

Barba folta, cappellino, tatuaggi e guanti da moto: il simpaticissimo australiano Cameron Donald non passa certamente inosservato nei paddock delle road races. 

E non passa inosservato il suo carattere buono e la sua disponibilità, sempre accompagnato dai dolci sorrisi della sua futura moglie Karen Anderson. Una coppia perfetta che ci ha accolti nell’hospitality Wilson Craig durante lo scorso Ulster Grand Prix, per una interessante chiacchierata. “Cam” è uno dei nomi grossi delle corse su strada, con una carriera breve ma intensa, che molto probabilmente è ormai volta al termine. Ma di lui rimarrà sempre un bellissimo ricordo, il ricordo di quegli occhi azzurri e quel sorriso gentile, che scompaiono una volta abbassata la visiera per lasciare il posto ad una manetta incredibile…

 

Cameron, come giudichi la tua stagione finora?

Beh… Così così. Ho fatto poche gare qui in Gran Bretagna, ne ho fatte alcune a casa in Australia e in Nuova Zelanda. Alla NorthWest200 c’è stato un diluvio, quindi non è andata bene. Al Tourist Trophy ho fatto un secondo posto nella Superbike, ma nel resto della settimana ho avuto molti problemi.

Non è andata come volevi, insomma…

Purtroppo no… Sono felice del secondo posto, ma volevo di più. Quando corro voglio sempre il massimo. Ora siamo qui e speriamo di finire bene la stagione.

Hai parlato del TT… Qual è il tuo punto preferito, la sezione o la curva migliore?

Mah… E’ difficile scegliere una zona in particolare, anche perchè ci sono molte sezioni che mi piacciono. Mi piace molto il Mountain, specialmente la salita. Il punto è che il mio tratto preferito cambia ogni anno… Magari è la sezione nella quale ho faticato l’anno prima, quindi ci ho lavorato sopra, migliorandomi e facendola diventare più bella l’anno successivo.

E la più spaventosa?

La sezione più spaventosa? Direi la compressione di Barregarrow, ma anche Bray Hill. Il fatto di doverla affrontare con precisione e buttarsi nella compressione. Sono entrambe molto spaventose. Ma anche Ballagarey, velocissima a destra, è una curva che si prende molto forte, in pieno e totalmente concentrati… Davvero impressionante!

In pieno?

Esattamente!

E Bray Hill? Full gas?

Bray? Se la prendi bene puoi farla in pieno, ma non succede tutte le volte, solo alcune. Durante la settimana del TT la faccio in pieno quattro, cinque volte.

E riguardo a questo Ulster GP? Sarà un bello spettacolo, speriamo per il tempo!

Sì, non vedo l’ora! Ho saltato l’edizione dell’anno scorso perché correvo l’Endurance. Mi camkazdevo riabituare al tracciato e riprendere velocità, ma il circuito mi piace, il manto stradale è ottimo. E poi è bello gareggiare qui con altri piloti, sarà interessante.

Penso che il livello quest’anno sia ancora più alto, cosa ne dici?

Sì, credo proprio di sì. Al momento ci sono diversi piloti che vanno molto molto bene. Sia Guy che Michael hanno fatto altre gare nelle scorse settimane e tra loro c’è molta rivalità. E poi penso che i piloti forti ora li conti con due mani… Bruce Anstey e tutti gli altri sono davvero forti.

Dean Harrison sta andando bene…

Sì, ma anche Conor, William e la lista continua…

Che relazione hai con Wilson Craig? Hai corso per lui anni fa, poi sei passato a Tas Suzuki, ora sei nuovamente qui. C’è un bel rapporto tra voi due, vero?

Certamente! Quando sono venuto a correre per la prima volta in Gran Bretagna nel 2006, Wilson è stato uno dei miei primi sponsor. Siamo molto uniti ed è una persona assolutamente genuina con la quale lavorare.

E’ come una famiglia?

Sì! Vedi, a volte nei cosiddetti team ufficiali hai tra le mani i migliori equipaggiamenti, ma devi anche far fronte al lato commerciale e ad altri problemi. E poi c’è sempre un sacco di gente. Wilson invece ha un team piccolo, unito e lavora molto bene.

Parliamo ancora dell’Ulster GP. C’è un tratto in particolare dove si può vincere o perdere una gara?

L’Hairpin, dall’altra parte del circuito. Senza dubbio! Ci sono molte opportunità di sorpasso anche nelle ultime curve, ma se stai guidando la gara all’ultimo giro devi stare attento all’Hairpin. Anche perché lì è facile toccarsi e far cadere altri piloti.

E il punto più difficile? Intendo dire, quello dove si trattiene il respiro e ci si butta… Un po’ come la ex Mather’s Cross  alla NorthWest o Ballagarey al TT.

Sì, ce ne sono un paio nella parte opposta del circuito, come Wheeler’s. Le tre curve dall’altra parte, Budore, Wheeler’s e Jordan’s Cross, richiedono la massima concentrazione.

Qualche domanda su di te ora. Perché hai scelto l’86 come numero di gara? Ha un valore o un significato particolare per te?

E’ stato il numero che ho usato alla mia prima gara quando ero più giovane e mi è sempre piaciuto. E poi c’era un talent show quando ero piccolo, “1986”. Pensavo: “1986, che figata!”. Così quando posso uso ancora questo numero.

E’ una sorta di numero fortunato per te?

Lo è stato! Anche se non sempre è andata così, ma mi piace tenere lo stesso numero. camOvviamente non posso tenerlo al TT e ad altre gare, ma quando posso mi tengo l’86. Tutto ha avuto inizio da lì, quindi resta il mio numero.

E cosa fa Cameron Donald quando non corre qui in Gran Bretagna?

A casa in Australia lavoro per delle riviste di moto. Faccio test con le moto, le provo… Faccio anche corsi di guida. Sì, sostanzialmente è quello che ho fatto negli ultimi due anni. E poi lavoro part-time come idraulico. In Australia fai più soldi come idraulico che correndo in moto, ma mi diverto di più… Voglio dire, è molto più bello lavorare per le riviste, testare le moto… E’ divertente, mi piace davvero.

Ultime domande. Cosa c’è sul tuo iPod al momento?

Un sacco di musica! Ma ultimamente ascolto… Cosa stavo ascoltando sull’aereo venendo qui? Beh, mi sono ascoltato un paio di album di Bob Dylan.

Davvero?

Sì sì! La mia ragazza ascolta costantemente Bob Dylan. Perciò ascolto Bob Dylan…! Il resto varia molto. Ascolto i Rage Against the Machine, gli Slayer, i Soulfly, i Pantera… Molta musica pesante. Ma lei (Karen, ndr) mi sta cambiando! Mi fa sentire i Led Zeppelin, Bob Dylan, Jimi Hendrix…

E’ più old school Karen!

Terribilmente old school! Dice sempre che vorrebbe essere Janice Joplin! Abbiamo due generi musicali molto diversi, ma è bello!

Grande! Grazie mille Cameron!

Grazie a voi!

 

 

(Foto copertina: www.bablphotography.com
Altre foto: RoadRacingCore)

 

 

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2 reazioni a Intervista a Cameron Donald, l’icona australiana delle road races

  1. Gabriele Pezzotta ha scritto:

    Very good job mates!

  2. marco grasso ha scritto:

    Amo lo stile di guida di Cameron e il suo sguardo dietro la visiera.Il suo eventuale ritiro, sarebbe un peccato perchè lo considero uno dei migliori road racer del pianeta! Go Cam

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