Intervista a Jamie Hamilton. Il team di Farquhar ha un’arma vincente

“The Hammer”, il martello. Basta dare un’occhiata ai risultati del 2012 della categoria Supertwins per capire che il soprannome è più che azzeccato. 

Jamie Hamilton, classe 1991, è uno dei più giovani road racers attualmente in circolazione e, senza dubbio, uno dei più promettenti.

Nordirlandese di Ballyclare, nasce nella patria delle corse su strada e ha la fortuna e il merito di essere considerato il “pupillo” nientemeno che di Ryan Farquhar.

Durante il Manx GP 2012, Ryan ha appeso il casco al chiodo dopo la morte dello zio e pilota Trevor Ferguson, ma fortunatamente non ha abbandonato il mondo delle road races: Farquhar continua a seguire il suo team KMR Kawasaki puntando soprattutto sui giovani talenti, tra cui appunto il simpaticissimo Jamie Hamilton.

Lo scorso anno “the Hammer” si è chiaramente distinto come uno degli specialisti della categoria Supertwins, piazzandosi più volte proprio alle spalle del “maestro”: 2° alla Cookstown 100, 3° alla Tandragee, 2° a Bush, 1° alla Southern 100, 2° alla Dundrod 150 e all’Ulster GP, 1° a Killalane e 3° a Scarborough, solo per citare alcuni ottimi risultati di categoria.

 

Jamie, lo scorso anno hai praticamente corso tutte le Nationals oltre alle gare Internazionali. Quali sono i tuoi piani per il 2013?

Anche quest’anno ho intenzione di fare tutte le gare che posso. Farò la NorthWest 200, il Tourist Trophy, la Southern 100, l’Ulster GP, i meeting di Scarborough e tutte le gare nazionali irlandesi.

Non farai gare su pista?

No, non ne ho in programma per quest’anno, andrò in circuito solo per dei test.

Quali sono i tuoi obiettivi?

Non mi piace dire quali obiettivi ho, mi mette pressione. Ma nella mia testa so cosa voglio e so che se sarò felice sarò super veloce!

Le road races sono il tuo lavoro o fai anche altro?

No, lavoro anche part-time come fabbro per un’azienda che fa cancelli automatici.

Quanto è difficile per un giovane pilota di road races trovare degli sponsor?

Al momento è davvero difficile trovare nuovi sponsor, anche se io sono molto fortunato perché ho un buon supporto da tutto il team e ho sempre cercato di mantenere gli sponsor che ho avuto negli anni passati e che mi stanno vicini per aiutarmi.

Qual è la gara a cui sei più felice di partecipare?

Mi sono piaciute davvero tutte le gare che ho fatto perché mi sono divertito, ma quella che spicca su tutte è la Southern 100, dove ho avuto la mia prima vittoria (nel 2012, ndr).

Com’è stato il tuo primo Tourist Trophy l’anno scorso? Sei stato il miglior newcomer dell’edizione 2012!

Il mio primo TT è stato fantastico. Non ho sentito alcuna pressione pur essendo un newcomer. E’ stata un’esperienza totalmente differente dal resto. Ed è stato bellissimo essere il newcomer più veloce, specialmente perché ero anche il pilota più giovane.

Dimmi…Bray Hill a manetta o no?

Sono riuscito a farla al massimo solo durante le prove del mercoledì sera con partenza da fermo, ma ero su una Superstock. Credo che se stai guidando una Superbike sia un po’ dura…

Parliamo di Farquhar. Cosa rappresenta per te? Immagino che sia ben più di un team manager.

Per me Ryan è una leggenda. Ora che sono nell’ambiente road racing ho moltissimo rispetto per quello che ha raggiunto nella sua carriera. Siamo anche diventati buoni amici da quando guido le sue moto.

Sei d’accordo con la sua scelta del ritiro dalle competizioni? 

Sì, Ryan non ha nient’altro da dimostrare. Ma penso che sarà dura per lui…

Qual è il ricordo più bello della tua carriera finora?

La mia prima vittoria nel BSB, la mia prima vittoria nelle road races e anche essere stato il newcomer più veloce al TT!

 

(Fonte foto: Road Racing Core – Michele Fumagalli)

 

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