Road races, BSB e Mondiale: intervista al meccanico Sam Neate

Ventitrè anni, inglese di Barton-le-Clay, figlio d’arte dell’ex pilota al Manx GP e preparatore di moto classiche Steven Neate.

sam

L’abbraccio tra Sam Neate e Stuart Easton dopo la vittoria al Macau GP 2014 (foto: Luca Colombara)

Lui è Samuel Neate, Sam per gli amici, uno di quei volti che rischi di incontrare ad ogni gara. Già, perché nonostante la sua giovanissima età Sam ha un curriculum altamente invidiabile: meccanico da anni nel British Superbike Championship, meccanico PTR nel Mondiale Supersport, meccanico nelle road races per team quali Padgett’s e Paul Bird Motorsport.

Con la squadra inglese di Clive Padgett ha lavorato nientemeno che per John McGuinness, ormai un amico, tanto che Sam è praticamente di casa a Morecambe. E con Padgett’s ha condiviso anche la fantastica esperienza del Tourist Trophy 2010, con le 5 vittorie su 5 gare disputate da parte di Ian Hutchinson. Con Hutchy è tornato a lavorare quest’anno: dal 2013, infatti, Neate è chassis technician presso Paul Bird Motorsport, contribuendo alle 3 vittorie al TT 2015 di Hutchinson e al ritorno entusiasmante di Stuart Easton nel BSB. Ma leggiamo le sue parole.

 

Sam, sei piuttosto giovane ma hai già un’esperienza invidiabile nel mondo delle corse, basti pensare al grandioso TT 2010. Qual è stato finora il momento più bello e soddisfacente della tua carriera?

Vero, frequento il mondo delle corse da quando avevo tre giorni di vita credo. Mi sembra di essere più vecchio! Penso che il momento più soddisfacente per me sia stata la vittoria di Stuart Easton, per cui lavoravo, nel round BSB a Oulton Park. Tutti credevano che Stuart fosse finito come pilota. E’ stato bellissimo invece vederlo ottenere un risultato che io credevo assolutamente che meritasse. Il ritorno dopo tutti gli infortuni che ha avuto è stato speciale per tutti noi. E bello per Stuart mettere a tacere chi dubitava di lui.

 

Dev’essere stato fantastco! Tu hai avuto esperienze come meccanico nelle road races, nel BSB e nel Mondiale Supersport. Ci sono delle differenze tra questi ambienti, nel metodo di lavoro, sia dal punto di vista dei meccanici che dei piloti? Qual è secondo te l’approccio più significativo in termini di precisione e determinazione?

Sì, ho già fatto molte esperienze e posso dire che le road races sono le più critiche in termini di lavoro. Se commetti un piccolo errore lavorando su una moto per una corsa su strada, la conseguenza può essere fatale nel peggiore dei casi, oppure può rovinare l’intera sessione. Il pilota potrebbe rimanere bloccato a 23 miglia dal paddock e questo incasina tutto. Nelle corse su strada le prove sono limitate, quindi è necessario che tutto funzioni bene sin da subito. Certo, sono importanti anche nel BSB e WSS, ma lì sai bene che se qualcosa va storto hai il tempo di sistemarlo. In PBM ci impegniamo moltissimo a far sì che tutto sia a posto ancora nel workshop, per renderci la vita più facile in circuito. Paul è probabilmente il boss più determinato per cui abbia mai lavorato. Sono sicuro che gode nel dimostrare agli altri che hanno torto, e se ad esempio questo significa avere le cose migliori per le moto o il team, avremo le cose migliori. Lavora bene così.

 

Durante un’intervista dopo il TT 2015, Ian Hutchinson dichiarò che era preoccupato per il cambio della gomma posteriore durante la gara Superstock, poiché non è una cosa semplice da fare soprattutto in un momento febbrile come quello. Affermò anche, ridendo, che ti disse “non voglio vedere un dado che rotola per la pit lane durante il pit stop”. Quanta pressione senti in quei momenti? Cosa ti passa per la testa?

Non volevo assolutamente farlo! Non volevo assolutamente fare il cambio gomma per Ian! Non avrei mai voluto tornarmene al parc fermè e prendermi insulti da “Birdy” per aver fatto casino. Ma poi abbiamo fatto tre prove nel gazebo e alla terza eravamo praticamente a posto. Questo però non cambiava il fatto che io fossi nervoso. Quando ho acceso la pistola per togliere il dado, tutto ciò che sentivo era Ian che urlava “benzina, benzina, arghhhh!”. E questo mi ha aiutato a non pensare troppo alla tensione di ciò che stavo facendo. 

 

Chi è il pilota con cui hai lavorato che ti ha maggiormente colpito dal punto di vista della determinazione, del talento e dell’aspetto umano?

Determinazione: Ian Hutchinson. Assurdamente determinato. Sa ciò che vuole e normalmente lo ottiene anche.

Talento: Stuart Easton. Il pilota con cui ho lavorato con il talento naturale maggiore. 

Aspetto umano: John McGuinness. E’ come lavorare con il tuo migliore amico.

 

So che hai corso nel Classic Endurance in squadra con tuo fratello. Hai mai pensato di partecipare ad una road race come pilota?

Sì, sogno sempre di tornare a correre. Il Classic Endurance è molto divertente e non manda in bancarotta mio padre come la Superstock! Comunque sono ancora giovane, magari un giorno…

 

Vista la tua grande esperienza, noti che generalmente i piloti si fidano totalmente dei loro meccanici o c’è qualcuno che vuole controllare di persona prima di salire in moto?

I piloti con cui ho lavorato generalmente si fidano. Ad Hutchy invece piace sapere cosa si sta facendo e credo che sia giusto anche così. Lui stesso faceva il meccanico in un negozio e quindi sa che cosa si sta facendo; a volte sento un po’ di pressione a lavorare di fronte a lui. Non mi è mai piaciuto essere osservato molto. Ma al TT non hai scelta. Devi solo ignorare la gente attorno o finirai per commettere un errore.

 

C’è una gara in particolare a cui sei legato come meccanico, per il tracciato, la gente, l’ambiente? E c’è una gara o un evento a cui vorresti partecipare come meccanico almeno una volta nella tua carriera?

Il TT è sempre stato il mio evento preferito. Ci si diverte anche molto alla sera. Di giorno riesco anche a scappare per un’oretta. Mi piace l’ambiente, è come avere il workshop del BSB in un campo con tutti i tuoi amici. Mi piace. Ciò che sogno invece è fare una stagione come meccanico in MotoGP. Non ho legami sentimentali nella vita privata e quindi niente mi può trattenere dal girare il mondo. Vedremo, magari un giorno…

In bocca al lupo Sam!

Con le parole chiave , , , , , , , , , , . Aggiungi ai preferiti : permalink.

Una reazione a Road races, BSB e Mondiale: intervista al meccanico Sam Neate

  1. Oreste ha scritto:

    Avete fatto Benissimo Voi di RRCORE a fare un intervista di chi si trova dietro le quinte dando Lustro al MECCANICO SAM NEATE e aggiungo che con questa Gente si Vincono le Corse e vale per ogni TEAM

    Saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.