TT World Series: il progetto spiegato da Paul Phillips

Circola ormai da giorni la notizia della nascita di un “TT World Series”, una sorta di Campionato del Mondo di corse su strada più o meno equivalenti al Tourist Trophy. 

Quello che da molti viene dato come “cosa fatta”, tuttavia, è ancora un progetto in fase piuttosto embrionale, nonostante se ne parli dal 2011. La svolta degli ultimi giorni è la notizia che il Governo dell’Isola di Man sta cercando un Promoter per questo TT World Series. Il progetto quindi è ancora agli esordi e dovrà sottostare a varie approvazioni, ma l’idea è quella di far partire un vero e proprio mondiale di road races dalla stagione 2017-2018. Già nell’inverno 2016 l’intento è quello di creare degli “eventi test”.

L’obiettivo primario è l’espansione dell’immagine del Tourist Trophy a livello mondiale (o meglio, laddove ancora non viene percepita); anche per questo la scelta dell’emisfero Sud, con un’ipotesi di 6 tappe invernali in Australia, Sudafrica, Sud America e Sud-est asiatico. Le gare dovrebbero svolgersi in parte con partenza singola come al TT e in parte con partenza in massa come alla North West 200, con un gruppo di 20-30 piloti.

Il governo dell’Isola crede fermamente che tutto questo porterebbe un grosso beneficio all’immagine del Tourist Trophy ed un incremento delle visite in giugno, nonché un certo ritorno economico. Ora si cerca un Promoter che si occupi della completa organizzazione di questo “TT World Series” (ricerca location, ricerca sponsor, acquisizione diritti televisivi, hospitality, merchandising ecc…).  Il Promoter sarà chiamato a lavorare fianco a fianco con il Motorsport Development Team del governo dell’Isola di Man, attuale organizzatore del Tourist Trophy.

Per fare maggiore chiarezza abbiamo contattato proprio il manager Motorsport dell’Isola di Man, Paul Phillips.

 

Paul, qual è esattamente lo scopo di questo “TT World Series”?

Lo scopo è quello di far crescere a livello internazionale l’immagine del Tourist Trophy e di conseguenza i benefici che il TT porta all’Isola di Man in termini di profitto e contributi fiscali, oltre al fatto di promuovere l’Isola come destinazione turistica e commerciale. 

 

Non pensate che questo possa far perdere al TT la propria “natura”, diventando troppo commerciale?

No. Uno di punti fondamentali di cui il Promoter dovrà tenere conto è quello di assicurarsi che l’ethos e la natura del TT rimangano immutati, ad esempio mantenendo il paddock aperto a tutti come requisito per ogni evento.

 

Questo “TT World Series” ovviamente includerà solo corse su strada?

Sì.

 

Gli altri tracciati dovranno avere dei requisiti particolari di somiglianza al TT, ad esempio la lunghezza?

Pensiamo che dovrebbero essere minimo di 5 miglia, con alcuni molto più lunghi. Ci immaginiamo gare lunghe, con un rifornimento come al TT.

 

Il “TT World Series” includerà gare come la North West 200, l’Ulster GP, Macao? State magari pensando di reintrodurre vecchi tracciati come Vila Real?

Questo dipende dal Promoter, ma è improbabile che ci saranno le gare che hai elencato, per una serie di ragioni come il calendario, la posizione geografica e gli accordi commerciali che ognuna di queste gare ha.

 

Viste le dimensioni mondiali di questo progetto, presumo che pochi piloti possano permettersi trasferte così lunghe per le gare. Questo significa che ci saranno top riders contro vari piloti locali? 

Vorremo avere un gruppetto di top riders del TT che possano prendere parte a tutte le tappe del Campionato, poi sì, ci saranno wild card locali ad ogni round.

 

E voi amici, cosa ne pensate di questo progetto?


(Foto: Pacemaker Press Belfast)

 

 

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20 reazioni a TT World Series: il progetto spiegato da Paul Phillips

  1. Dan ha scritto:

    Secondo me è un idea bellissima personalmente mi piace molto e credo che effettivamente porterà un certo vantaggio al TT

  2. marco grasso ha scritto:

    una cagata pazzescsa

  3. Davide ha scritto:

    Secondo me la linfa vitale del tt appunto è che é unica e inimitabile !!! Sono nostalgico io penso che dovrebbe avere ancora meno visibilitá x rimanere pure e semplice come in passato

  4. Oreste ha scritto:

    Penso che questo progetto del TT World Series sarà difficoltoso prima di realizzarsi completamente, non che l’idea non mi piaccia mah! la vedo dura…forse in certe nazioni potrebbe attaccare.

    Saluti

  5. Mr Ballimoney ha scritto:

    Iniziamo così e poi finiamo come la Dorna con il motomondiale. A me l’ idea non piace per niente. Il bello delle Roadraces è che nella maggior parte sono rimaste “genuine” e con non troppo business che gira. E non vorrete poi mettere il fascino dell’ ULster o della Northwes o della Scarborough con delle gare inventate in giro per il mondo.
    No a me non piace per niente e poi verrebbero a crearsi 2 gruppi di piloti , gli ufficiali con l’ appoggio delle case e i poveracci che non possono permettersi certo di fare il giro del mondo. Non snaturiamo le nostre belle Roadraces vi prego.

    • Michael Rudolf05 ha scritto:

      Questi timori non sono del tutto infondati. In effetti il problema esiste. Ma credo fermamente che l’Organizzazione possa e DEBBA garantire l’omogeneità di trattamento che ha (quasi sempre) distinto le gare su strada. Dipende più dall’imprinting che si dà al campionato stradale, che deve essere avulso dalle mode ‘boiaiole’ imposte alla massa come conquista di ‘modernità’. Il carattere anti-moderno è la base su cui fondare un eventuale campionato di gare stradali. Il problema è tutto qui. Poi, le gare ‘classiche’ N.W.200, U.G.P., T.T. Southern 100, Killalane etc, non saranno ma esportabili in toto e manterranno il loro carattere. Altre però appariranno, diverse, ma eguali nell’essenza- questo DEVE essere un punto fermo. Tra parentesi nelle gare Irlandesi e dell’Ulster ma anche alla Southern, le 125, 250, 400SS corrono ancora ed è importante che continuino anche qui. E’ il T.T purtroppo ad avere (parzialmente) ‘tradito’ la tradizione motoristica.

  6. Ronnie ha scritto:

    Mmmmm son combattuto.
    Da una parte sarebbe bello vedere sfide come quelle del mondiale TT di una volta.
    Dall’altra ho paura si snaturi troppo un mondo ancora “poco inquinato”…
    La speranza è che tutto questo possa portare conoscenza a più persone del bellissimo pianeta road races e dei loro protagonisti.

  7. Michael Rudolf05 ha scritto:

    Sarebbe una cosa fantastica.
    Il mondo della motoristica, delle gare, degli appassionati avrebbe qualcosa di veramente esplosivo su cui finalmente concentrarsi . Il finto mondo proposto dai ‘media corretti’ perde pezzi ormai da tempo. Basti guardare il ‘top’ proposto, come F1, e per quanto riguarda le due ruote la ‘motoGP’: con l’abbandono futuro di Valentino avrà il colpo definitivo. La SBK assomiglia (volutamente) sempre più ad una pallida copia della motogp. Questo modo falso di presentare le gare e la motoristica, pieno di frociate e puttanelle a cottimo è lo specchio della società sterile ed atomizzata di oggi dove apparire conta più di tutto, oltre al soldo ovviamente. Una bella virata di 120° è ampiamente desiderabile.

  8. Oreste ha scritto:

    Allora vorrei aggiungere qualcosa a tutti i commenti letti in questo articolo inizio dagli appassionati e arrabbiati per certi nuovi progetti delle road race.Noi utenti abbiamo questo sito unico in Italia che unisce la passione delle road dà l’opportunità di scambiare liberamente opignoni basta non superare il limite con le parole per il rispetto di tutti mah! nessuno si dedica a scrivere costantemente. Quindi difficile rispondere alle vostre perplessità,se io fossi un multi milionario per quanto mi piacciono le rod race le organizzerei in tutto il pianeta specialmente dove non piove quasi mai in modo da evitare molti incidenti per il fondo stradale bagnato e quante strade fantastiche ci sarebbero da calcare con molti piloti dà scoprire che non hanno la possibilità di correre al miticoTT

    Saluti

    • Ronnie ha scritto:

      Oreste ciao però ti dirò che a me che son cresciuto con le imprese d Joey Dunlop sul bagnato al TT un po’ dispiace non veder più correre sul Mountain quando piove…

  9. Oreste ha scritto:

    Ciao Ronnie,il tuo primo pensiero è stato bello e lucido; certo mi trovi in piena sintonia con i piloti road race perchè quello che fanno loro lo sanno fare in pochi poi Joey riusiva a guidare sulla montagna con tutta la nebbia ad occhi chiusi. Infatti al centenario del TT Vale Rossi faceva cenno a MCGuinnes che i piloti del TT sono matti chiaramente fra i piloti la battuta viene accettata con stima a favore delle road race grazie per avermi risposto.

    Saluti

  10. Michael Rudolf05 ha scritto:

    In effetti il problema sussiste. Ma già abbiamo un campionato stradale in Italia ed Europa : in Italia c’è il CIVM e francamente qualche gara stradale in più in bellissimi e notissimi circuiti stradali non farebbe che del bene, a patto di rispettare le norme delle gare stradali e mettere al bando le pagliacciate della finta motoristica di oggi: dai mega sponsor, agli enti apolidi di finanziamento, fino agli spettacolini demenziali da cabaret sportivo e da stadio. Con buona pace di tutti, anche per chi, una sigaretta fumata in pit lane o la parola ‘culo’ suona troppo ‘politicamente scorretta’. Va travasata la mentalità delle vere corse stradali.

  11. Oreste ha scritto:

    Ciao Michael,credo anchio che con un regolamento ferreo si possa mantenere la competizione delle moto alla pari vedremo come andrà a finire con il TT World Series.

    Saluti

  12. Michael Rudolf05 ha scritto:

    Ti ringrazio per la sintonia. Certo, è un’operazione molto difficile. Con un’organizzazione Irlandese e dei Moto-club ‘storici’ locali (quindi FUORI dal flusso finanziario). L’operazione potrebbe andare. Certo, scordiamoci le ‘dirette televisive e le interviste ai piloti. Poco male fosse solo questo. Credo che il campionato Europeo su Strada e il CIVS possano essere dei refenti ideali. Mah, si vedraà come verrà gestita tutta l’operazione. Certo è che un decollo abortito porterebbe con sè solo negatività per le nostre vere corse.

  13. Michael Rudolf05 ha scritto:

    Anche perchè, e qui termino- le gare su strada dovrebbero essere aperte agli appassionati, ai ‘gentlemen rider’, oltre che ovviamente alle stelle della specialità. Insomma, una crescita del CIVS.

  14. Oreste ha scritto:

    Si mi fermo sù questo articolo è uscita una bella discussione,i gentlemen rider di un tempo quando in Emilia Romagna e in tutta Italia si correva su strade correvano gli anni 60/70

    Saluti

  15. Sergio ha scritto:

    Sono da sempre molto combattuto su questo argomento. Se da un lato il fascino delle corse stradali è irresistibile, bisogna anche tenere conto che il mondo è andato avanti. Una volta correre in strada era la regola perchè non c’erano circuiti come oggi, ma oggi che ci sono trovo difficile accettare l’idea di correre rischi su strada. Forse lasciare tutto come è (chi corre su strada ne conosce ed accetta tutti i rischi, quindi rispetto le scelte personali) continuando con quello che c’è, ma forse aumentare ancora i circuiti stradali non è una buona idea. Questo è un lato. L’altro lato è che con l’aumentare dei costi di trasferta e della visibilità del campionato legata al marketing i costi salirebbero vertiginosamente e già vedo i mega van degli ufficiali che partono alla volta di tutta Europa e non solo, lasciando agli altri il gettone per la presenza quando va bene. Sarebbe la perdita dello spirito road race autentico e l’avvento del business a tutti i costi anche qui. Uno come Ezpeleta già mi pare di troppo. Vederne crescere di nuovi mi preoccupa un pò.

  16. Gabriele ha scritto:

    Il TT si corre dal 1907, in molti purtroppo non lo sanno/se lo ricordano/hanno presente quanto è importante questa cosa!
    Quando parlo del TT, a qualcuno che non lo conosce, la prima cosa che gli dico è che questa gara si corre dal 1907.

  17. ricgsx ha scritto:

    A mio avviso creare un nuovo campionato internazionale oltretutto ipotizzando di creare nuove competizioni ad hoc non ha molto senso.
    Esiste già l’IRRC,piuttosto sarebbe bello riunire all’interno di questo campionato tutte le grandi classiche e un po’ di eventi locali finora misconosciuti.
    Cmq vedo il tutto molto costoso e improponibile per la stragrande maggioranza dei piloti…

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