Steve Mercer, l’addio alle road races

Arriva oggi inaspettato il ritiro dalle road races da parte di Steve Mercer, con un messaggio diretto e molto esplicativo postato sulla sua pagina Facebook. 

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Steve Mercer al TT 2017 (foto: LapConcepts)

Il 35enne di Maidstone (Kent, nel sud dell’Inghilterra) dichiara di “appendere il casco al chiodo” nelle corse su strada, rivolgendo ora le sue attenzioni alla “più sicura” pista.

Mercer, pilota da top 20, aveva esordito al Tourist Trophy nel 2009 conquistando il titolo di miglior newcomer di quell’edizione. Da sempre pilota non professionista ma gran lavoratore che sapeva affiancare le corse alla sua attività di operaio, Steve ha militato negli anni per il Team Penz13.com, il Traction Control di Keith Flint, Honda Jackson Racing ed infine RC Express per la stagione 2017.

TT, Ulster GP, North West, Macao, il curriculum di Mercer è ricco di ottime prestazioni nelle International Road Races. Ma anche segnato da brutti incidenti, tra cui l’orrendo crash con Jamie Hamilton al TT 2015 e l’ultimo proprio al Tourist Trophy 2017.

Se voci di corridoio parlano anche di qualche dissapore all’interno della squadra inglese Rc Express, le parole di Mercer si rivolgono ad una scelta strettamente personale. L’unico rimpianto? Essersi fermato a 129.343 mph di media all’Isola di Man senza entrare per un soffio nel “club delle 130”.

 

“Ci ho pensato molto dopo il TT. Credo che sia il momento giusto per me per abbandonare le road races. Gli ultimi 8 anni in cui ho corso al TT sono stati ricchi di avvenimenti con molti lati positivi ma anche molti negativi.

image1 (50)Ho 35 anni e due meravigliosi bambini, una bellissima moglie e una grande famiglia che mi ha supportato dalla mia prima gara nel 2003. Ma con dei figli diventa molto più difficile mentalmente salire in moto e lanciarsi a tutta velocità giù per Bray Hill, sentendomi in colpa poiché potrei non tornare più. Dopo il mio incidente all’11mo miglio e pur essendomela cavata, mi sono chiesto perché lo faccio.

Certo, adoro farlo, non ci sono  soldi di mezzo, non traggo alcun profitto da questo. Lo faccio per le emozioni e gli obiettivi personali (l’unico che non ho raggiunto è un giro a 130 mph). Quando sono tornato al paddock dopo quell’incidente all’11mo miglio, mio figlio di 5 anni mi ha chiesto “Papà ma ti puoi uccidere correndo in moto?”. Non sapevo proprio cosa rispondere. 

La risposta la conosciamo tutti, sappiamo tutti che è uno sport molto pericoloso ed egoista. Ma pian piano queste cose mi hanno colpito e l’adrenalina e il divertimento sono venuti meno.

 

Non riguarda solo me, ho una famiglia che ha bisogno di me, ed è più importante di qualsiasi gara motociclistica. 

Sento che il mio tempo nelle road races è passato, ho vissuto al massimo e ne sono uscito vivo. Ho fatto tantissime amicizie nel paddock e ho magnifici ricordi che non dimenticherò mai. Mi sono divertito a guidare per alcuni dei migliori team contro i migliori road racers del mondo. 

Voglio essere onesto con me stesso, non mi va più di spingere forte in strada e prendermi grossi rischi. Mi sento ancora giovane e in forma e so che posso ancora essere veloce ma ora voglio farlo solo in pista. Sono molto concentrato sull’Endurance, la disciplina in cui sento di aver avuto più successo. 

Certo, anche lì ci sono rischi ma molto meno del TT. Sento che posso dare tutto in pista essendoci la sicurezza delle vie di fuga se qualcosa va storto; non c’è la sicurezza al 100%, lo sappiamo tutti, ma sono un pilota e sento il bisogno di correre ed è lì che voglio essere in futuro. 

Sono anche un grande appassionato di Enduro, una disciplina che voglio approfondire  e vedere dove mi porterà. 

Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a raggiungere il grande sogno del TT, che è stato una parte importante della mia vita.

Buona fortuna a tutti. 

Steve”

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Una reazione a Steve Mercer, l’addio alle road races

  1. franco calissi ha scritto:

    Buona fortuna a te Steve,va dove ti porta il cuore

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