TT Zero – Guy Martin con McGuinness sulla Mugen Shinden

Il ritorno di Guy Martin al Tourist Trophy ha fatto certamente notizia, ma l’impegno del basettone di Grimsby per il 2017 sembra davvero essere totale. O comunque diverso da tutto ciò che Guy ha fatto in precedenza. 

Oltre ad essere stato ingaggiato (sì, ingaggiato , prendendo soldi da un team per la prima volta, a suo dire) nientemeno che da Honda Racing assieme al grande John McGuinness, Martin sarà in sella anche ad un’altra figlia della Casa di Tokyo, la Mugen Shinden per il TT Zero.

Per Guy sarà l’esordio nella categoria delle moto elettriche al TT con un marchio che vince ininterrottamente da tre anni, prima con lo stesso “McPint” e nel 2016 con Bruce Anstey. Guy fu invece in sella alla Victory al TT Zero 2015 in sostituzione dell’infortunato William Dunlop, conquistando un quarto posto.

Se la classe elettrica è presente all’Isola di Man dal 2010 (con un evento test nel 2009
chiamato TTXGP), la nipponica Mugen è approdata al Tourist Trophy solo nel 2012, facendo registrare un impressionante crescendo di risultati negli anni a venire e siglando una doppietta  McGuinness-Anstey sia nel 2014 che nel 2015.

Alla prima apparizione il TT Zero fu vinto dall’americano Mark Miller su Moto Czysz, mezzo dall’evidente superiorità rispetto ai più “acerbi” concorrenti: Miller rifilò ben 2 minuti a Rob Barber, secondo classificato. Nel 2011 l’americano non riuscì a replicare, avendo come compagno di squadra nientemeno che Michael Rutter, che si aggiudicò la seconda edizione nella storia del TT Zero. Doppietta di Moto Czysz, che dal 2012 dovette però fare i conti con una new entry, un concorrente che avrebbe potuto dare filo da torcere: Mugen Shinden fece il suo esordio tra le elettriche al Tourist Trophy con John McGuinness, che riuscì a piazzarsi al secondo posto dietro a Rutter e davanti a Miller.

Il dominio di “The Blade” Michael Rutter proseguì anche nel 2013, quando Moto Czysz si aggiudicò la quarta vittoria consecutiva in 4 anni di gare. Alle spalle di Rutter ancora John McGuinness su Mugen, che avrebbe poi dominato le tre edizioni successive. Impressionante l’avanzamento tecnologico nella categoria delle elettriche: dal picco di 96.82 mph di media nel 2010 si è passati alle 109.675 mph nel 2013 fino alle 119.279 mph fatte segnare nel 2015 da McGuinness (ovviamente con partenza da fermo, trattandosi di un solo giro di gara).”McPint” fu rallentato però da un problema lo scorso anno, consegnando la vittoria al compagno di squadra Anstey. La fine del rapporto tra “il Kiwi” e Mugen era già stata annunciata dalla moglie di Bruce qualche settimana fa, lasciando dunque presagire l’esordio di Guy Martin al suo posto. L’obiettivo 2017, ovviamente per Mugen, è quello di superare il muro delle 120 mph.

mcgLa moto con cui John e Guy affronteranno (e con ottime probabilità vinceranno) il Tourist Trophy 2017 sarà la nuova Shinden Roku, direttamente derivata dalla Shinden Go e che verrà presentata a Marzo al Motorcycle Show di Tokyo. McGuinness e Martin voleranno invece in Giappone ad aprile per conoscere il nuovo mezzo.

Un sfida ad armi totalmente impari quella del TT Zero, categoria che vede da sempre meno di 10 partecipanti al via (talvolta meno di 5), terreno di scontro tra un colosso come Mugen Honda e progetti ben più modesti spesso di stampo universitario. Persino il nostro Carlo Gelmi si stancò un paio di anni fa di questa situazione e rinunciò a far correre la sua R6E Vercar Moto all’Isola di Man. Quest’anno poi, in aggiunta all’assenza di Moto Czysz dopo la scomparsa del proprietario Michael, con buone probabilità sarà assente anche Victory, che fece segnare nel 2016 un secondo posto con William Dunlop, ma attualmente in stato di chiusura del marchio da parte del colosso proprietario Polaris.

 

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