Da Parigi al Tourist Trophy, la storia delle corse

La storia delle gare di moto risale a molto, moltissimo tempo addietro. 

Secondo le fonti principali di questo ambito, infatti, la prima corsa documentata si sarebbe effettuata nel maggio 1891 a Parigi su un percorso di 20 chilometri attorno a Longchamps. In quell’occasione, i concorrenti erano solamente due e a imporsi fu tale Merelle su triciclo De Dion-Bouton, dopo il ritiro del suo rivale Serpollet, il quale pochi anni dopo si sarebbe convertito in un eccelso costruttore di automobili. In seguito, con vari miglioramenti delle costruzioni e dell’aerodinamica delle moto, si diede vita a una serie di corse di altissimo livello, la prima delle quali è stata la Parigi-Bordeaux dell’estate del 1895, nella quale la distanza di quasi 600 km (da percorrere nella modalità di andata e ritorno) era sia uno stimolo sia un ostacolo nel rendimento sulla lunga distanza. In quell’occasione il vincitore fu Émile Levassor, il quale completò i 1.178 chilometri totali previsti dal circuito in 48 ore, ben sei in meno del pilota arrivato poi secondo.

Da quelle prime sperimentazioni sono passati 130 anni, un lasso di tempo sufficiente per una serie di evoluzioni in tutti i sensi, sia per quanto riguarda le moto sia per quanto riguarda la maniera di guidarle. Oggi, al di là dei tanti campionati su pista, ne esiste uno capace di entrare nel cuore di tutti gli appassionati di moto da corsa le cui manovre vengono effettuate su strada. Parliamo di quel Tourist Trophy, sull’impressionante tracciato dello Snaefell Mountain Course, uno dei tracciati più pericolosi al mondo.  Se quest’anno, tuttavia, l’annullamento di molte gare ha gettato un’ombra sulle road races, è stata accolta con grande gioia la notizia di una nuovissima  manifestazione sull’isola di Wight, prevista per ottobre 2021. Il grande favorito alla vittoria secondo le più recenti scommesse sul motociclismo è di nuovo Michael Dunlop, nordirlandese nato nel 1989 in una famiglia iconica e già capace di trionfare già 18 volte al Tourist Trophy. Tuttavia, con ancora oltre tredici mesi di margine, è chiaro che gli equilibri da ora potranno cambiare, anche se sarà molto importante soprattutto il modo in cui i piloti si potranno preparare in maniera autonoma, dato che saranno poche le gare possibili per effettuare un rodaggio vero e proprio.

Dalla prima grande corsa in quel di Parigi all’adattamento di tanti tracciati nelle più piccole isole britanniche, le gare motociclistiche su strada hanno cambiato gradualmente pelle e oggi rappresentano un avvenimento molto più spettacolare, seppur più di nicchia, rispetto ai campionati più commerciali come quelli della MotoGP e della Superbike, dove il marketing la fa da padrone. L’adrenalina e l’ebbrezza di questo tipo di corse, invece, è qualcosa di totalmente unico, con tracciati che si snodano tra centri abitati, tratti pianeggianti, costieri o montuosi il cui manto è spesso piuttosto dismesso. Una sorta di rally a due ruote, insomma, nel quale le condizioni meteorologiche possono influenzare non poco l’esito della gara. Di strada, insomma, se n’è fatta in questo ambito. E tutto lascia presagire che il nuovo circuito sull’isola di Wight sarà foriero di gare ancora più rischiose e spettacolari. 

 

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