Scarborough, questo weekend si corre la Gold Cup

In concomitanza con la Cookstown 100 si correrà questo weekend anche la prestigiosa Scarborough Gold Cup, una road race vinta in passato da nomi quali Geoff Duke, Giacomo Agostini, Carl Fogarty, Barry Sheene, David Jefferies, John McGuinness e Guy Martin. 

 

Rob Hodson a Scarborough il mese scorso, prima road race post-Covid (foto: Gary Howlett)

Il tracciato dell’Oliver’s Mount, nel North Yorkshire in Inghilterra, ha tuttavia già ospitato la prima road race “della ripresa”, il Barry Sheene Classic del 15 e 16 agosto. Una sorta di test in vista dell’attesa Gold Cup, che prende il via oggi lungo le 2.43 miglia dello stradale inglese per la 68^ volta nella storia.

29 le gare in programma, con un testa a testa assicurato tra i protagonisti degli ultimi tempi, Dean Harrison e Lee Johnston (quest’ultimo vincitore di 4 gare lo scorso mese e della Gold Cup 2019). A fare compagnia ai due sfidanti ci saranno poi Jamie Coward, Ian Lougher, Mike Norbury, Joey Thompson, Rob Hodson, Tom Weeden, Dave Hewson, Dominic Herbertson. Tra i sidecar atteso è l’esordio dei fratelli Birchall, che si scontreranno con l’esperienza dei Ramsden, Conrad Harrison e Lee Crawford. Farà la sua apparizione anche John McGuinness per un Parade Lap sulla Kawasaki Quattro Plant.

Interessante cambio di casacca provvisorio proprio per Harrison: dopo l’annuncio che il suo team Silicone Engineering avrebbe preso una pausa in questo 2020, “Deano” si presenta a Scarborough con la squadra inglese RC Express. E chissà che questo non preannunci una novità per il 2021… Lee Johnston resta invece fedele ad Ashcourt Racing, mentre Dean vestirà anche i colori Kawasaki Greenall Racing per le gare Classic al Mount.

 

Il tracciato

Il percorso dell’Oliver’s Mount, lungo 3.88 chilometri, gira in senso antiorario e presenta tanto curvoni veloci e aperti quanto curve a gomito da prima marcia. Si parte dal brevissimo rettilineo del paddock per infilarsi subito nel primo vero imbuto del circuito, il “rampino” a sinistra noto come Mere Hairpin, dal quale vengono scattate le foto classiche dell’evento e teatro troppo spesso di memorabili scar map“carambole”. La sua conformazione e la scalata verso la collina successiva richiamano vagamente il Ramsey Hairpin dell’Isola di Man. Sequenza di marce l’una dopo l’altra per affrontare la salita di Sheene’s Rise che porta alla cima di Quarry Hill, dove inizia il tratto guidato delle Esses (ora Grant’s), un destra-sinistra veloce e molto stretto.

Uscire bene dalla Grant’s è fondamentale per lanciarsi lungo lo strettissimo rettilineo noto come Back Straight, estremamente sconnesso e costeggiato da cespugli, luogo purtroppo dell’incidente fatale di Billy Redmayne lo scorso anno. Al termine del rettilineo, nuova scalata per affrontare il secondo tratto guidato dell’Oliver’s Mount, quello dove si trova il Memorial: sinistra, leggera destra e nuovamente sinistra per lanciarsi verso il breve allungo che porta alla seconda curva a gomito, la destrorsa Drury’s Hairpin.

Quest’ultima coincide anche con l’inizio della sezione discendente del circuito. Ci si lascia alle spalle la collina (da cui si gode un panorama mozzafiato della città di Scarborough affacciata sul mare) e si affronta il tratto rettilineo e boscoso verso il Mountainside Hairpin, a sinistra, una delle ultime chance per attaccare gli avversari prima del traguardo. La sezione che segue è da incorniciare, la quintessenza delle road races: accelerazione dall’Hairpin e dentro tutte le marce affrontando il Jefferies Jump, un terrificante scollinamento in curva dove le moto si dimenano tra impennate e salti, altro luogo prediletto dai fotografi e chiaramente anche da “DJ”. Seguono Weaponness Lane e il Bottom Straight, rettilineo situato al di sotto della zona del traguardo, per poi affrontare l’ultima “esse” nota come Farm Bends, un sinistra-destra in salita che riporta sul breve allungo principale.

 

 

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