North West 200 – Doppietta del newcomer Storm Stacey, vittoria anche per McWilliams

Si è conclusa da poco una giornata a dir poco entusiasmante alla North West 200, che ha regalato grandi emozioni, grandi bagarre e parecchie sorprese. Sabato 9 maggio il sole ha baciato il Triangle dell’Irlanda del Nord, anche se il freddo si è fatto sentire parecchio. 

Numeroso come sempre il pubblico, con migliaia di appassionati provenienti da ogni parte del mondo pronti per le 6 gare in programma.

 

Supertwin Race 1

Peter Hickman (Foto: Tommy Vennard)

Scatta poco dopo le 10 locali la gara inaugurale di questa edizione della North West 200. Dopo un minuto di silenzio dedicato a Kamil Holan, scomparso a causa di un incidente a Station Corner durante le qualifiche di giovedì, si accendono i motori al Triangle per la Supertwin Race 1: sono Peter Hickman, Paul Jordan e Jeremy McWilliams ad occupare la prima fila in griglia e al via è proprio il veterano McWilliams a mettersi davanti a tutti. Il 62enne nordirlandese cerca subito di scappare dagli inseguitori, creando un certo gap con il gruppo di Hickman, Seeley, Jordan e Coward. Alla staccata di University Corner, però, Paul Jordan è costretto a lasciare i freni, facendosi sfilare da numerosi piloti e rientrando oltre la decima posizione. Davanti, solo Hickman tiene il passo di McWilliams, senza però riuscire ad attaccarsi veramente alla R7 Flitwick fino al quarto ed ultimo giro, quando succede di tutto. Non solo McWilliams si trova ora improvvisamente tra le grinfie di Hicky, ma anche Seeley è riuscito ad avvicinarsi pericolosamente al duo di testa. Chi sorprende più di tutti, però, è Paul Jordan, autore di una rimonta micidiale e arrivato persino ad insidiare i contendenti alla vittoria. Le ultime battute lungo la Coast Road sono al cardiopalma: chiunque potrebbe vincere, ma lo fa Peter Hickman, con un McWilliams (secondo) piuttosto amareggiato, non solo per la mancata vittoria: Jeremy afferma al parco chiuso che i marshal non avevano esposto la bandiera dell’ultimo giro e lui era convinto di averne ancora uno per ritentare l’attacco su Hicky. Terzo posto per il connazionale Alastair Seeley sulla Aprilia Binch Racing, all’esordio in questa categoria. Quarto Paul Jordan (Aprilia Jackson), che dopo un recupero impressionante e dopo aver fatto segnare il giro più veloce di gara vede il podio sfuggirgli per un soffio. Decimo posto per il nostro amico svizzero Mauro Poncini, undicesimo Andrea Majola sulla Paton Majo Racing by EA.

Ai microfoni della BBC si parla della Yamaha R7 vincitrice, marchiata PHR (Peter Hickman Racing). A Davey Todd (compagno di Hickman ma dichiarato “unfit” dai medici della North West e costretto a saltare le gare) viene chiesto: “Questa moto è stata costruita da Peter?”. E Todd risponde: “No, non faresti mai costruire una moto a Peter!!”

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Superbike Race 1

Glenn Irwin su Ducati Nitrous Competitions (foto: Tommy Vennard)

La prima gara delle 1000cc vede l’assenza di un certo numero di piloti: chi sceglie di escluderla per regolamento (sono possibili massimo 3 gare al giorno per i newcomer, 5 per gli altri), chi per salvaguardare il motore per il TT, come Maurizio Bottalico.

La gara viene inizialmente fermata per la caduta di Erno Kostamo (rider ok) e alla ripartenza dei 6 nuovi giri è Glenn Irwin a portarsi subito davanti a tutti, con un Dean Harrison alle calcagna che non lo lascerà mai andare per tutta la durata della corsa. Dietro di loro il sorprendente newcomer Storm Stacey, sulla Ducati Bathams con la svolazzante pettorina arancione da esordiente: uno stile di guida eccellente, un talento cristallino proveniente dal BSB che è però costretto a ridimensionare le sue aspettative per problemi al cambio. La sfida è ora tutta tra Irwin e Harrison, tra il re delle Superbike alla North West e un fenomeno del TT che però al Triangle non ha mai vinto. Sul traguardo sarà proprio Irwin a trionfare (su Ducati Nitrous Competitions), portando a 12 il numero di vittorie consecutive in questa categoria. Dietro di loro succede di tutto: Michael Dunlop e Peter Hickman, che circolavano attorno alla decima posizione nei primi giri, sono autori di una brillante rimonta. Dunlop sale sul terzo gradino del podio con la Honda MD Racing (scelta all’ultimo minuto al posto della Ducati Panigale V4, che secondo Michael necessita di più sviluppo da parte sua). Quarto posto per Hickman, poi Josh Brookes, Ian Hutchinson e Storm Stacey (che conquista già il titolo di miglior newcomer nella storia della North West 200).

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Michael Dunlop su Ducati V2 Scars Racing (foto: Tommy Vennard)

Supersport Race

Dopo l’annullamento delle gare di giovedì sera, gli organizzatori hanno dovuto effettuare tagli al programma scegliendo di sacrificare una delle due gare Supersport. One shot, quindi, per le medie cilindrate. Favorito in questa categoria il “local man” Michael Dunlop, su Ducati Panigale V2 Scars Racing. La gara risulterà alquanto travagliata, interrotta per ben due volte da bandiera rossa. La prima volta per una rocambolesca caduta di Ian Hutchinson a Millroad Roundabout (Hutchy sta bene e i commentatori hanno scherzato dicendo che è caduto nella rotonda “su un letto di fiori”). Alla ripartenza si è subito delineata un’altra lotta a due: protagonista ancora Dean Harrison, questa volta con Michael Dunlop. Alle loro spalle la bagarre è accesissima tra Alastair Seeley, Josh Brookes, Paul Jordan e Richard Cooper, fino all’interruzione della gara al quinto dei sei giri per un incidente occorso a Jordan e Cooper a Millroad Roundabout, mentre lottavano per il podio. I due piloti stanno bene e Cooper si è scusato ai microfoni della BBC per aver coinvolto il nordirlandese nella caduta.

Michael Dunlop viene quindi dichiarato vincitore: si tratta del trionfo numero 9 nella categoria Supersport per “the bull”, con Deano (Honda Racing) ancora una volta sul secondo gradino del podio ma autore del nuovo lap record di categoria (118.748 mph). Terzo posto per l’australiano Josh Brookes sulla Suzuki Carl Cox by Uggly&Co.

In ritardo per il podio, Michael dichiara in modo ironico ai microfoni della BBC che non era sicuro di aver realmente vinto perchè “sapete, qui le regole cambiano sempre…!”.

Tredicesimo Mauro Poncini, autore di un salvataggio ripreso in diretta dalla BBC. Ritirato, purtroppo, Maurizio Bottalico a causa di un problema al freno anteriore sulla Yamaha R6 del team spagnolo Basomba Racing.

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Superstock Race 

Storm Stacey

Che gara. Che gara pazzesca. La prima rocambolesca partenza vede Storm Stacey e Richard Cooper, in testa alla corsa, andare entrambi “per prati” a University Corner, mentre poco dopo viene esposta l’ennesima bandiera rossa. Alla ripartenza della gara di 4 giri, Cooper non si presenterà in griglia a causa della moto danneggiata, mentre Stacey ci sarà e darà assoluto spettacolo. Al via è proprio lui, in sella alla BMW Alpha Racing, a guadagnare l’holeshot. Il gruppo di testa rimane compatto nel corso del primo giro con Stacey, Brookes, Harrison, Hutchinson e Dunlop, perdendo Harrison poco dopo per noie tecniche sulla sua Honda Racing. Il gruppo inizia a sgranarsi e negli ultimi due passaggi si delinea un trio che darà spettacolo: Michael Dunlop, Josh Brookes e Storm Stacey, con l’esordiente che si esibisce in staccate “da BSB” con tanto di gamba fuori… Si arriva all’ultimo giro con il fiato sospeso, ancora increduli che un newcomer stia battagliando con road racer del calibro di Dunlop e Brookes. Alla staccata di York Corner Stacey infila Michael all’interno, ma sul rettilineo Dunlop si riporta in testa grazie al gioco delle scie; Brookes è sempre della partita, con i tre racchiusi in meno di mezzo secondo. Alla staccata di Mather’s Cross Stacey passa di nuovo al comando, sopravanzato da Michael alla successiva chicane di Magherabuoy. Al Metropole è ancora il newcomer davanti a tutti e, complice una momentanea perdita dell’anteriore da parte di Michael, il gioco è fatto: Storm Stacey vince la Stock Race alla sua prima North West 200. Era dai tempi di Bruce Anstey che non si assisteva ad un evento del genere. Al parco chiuso sarà festa grande, a partire dal mentore di Storm Stacey, Michael Rutter.

Con grande piacere tagliano il traguardo rispettivamente al quarto e quinto posto Ian Hutchinson e John McGuinness. Gara egregia anche per il nostro Maurizio Bottalico, che chiude in 12^ posizione sulla M1000RR Crowe Racing.

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Supertwin Race 2

Jeremy McWilliams (Foto: Tommy Vennard)

La seconda gara delle bicilindriche (ora unite alla nuova categoria Sportbike) è una vera e propria rivincita di Jeremy McWilliams. Terzo in griglia dietro a Hickman e Jordan, il veterano nordirlandese scatta bene al via portandosi subito in testa. Alle sue spalle Peter Hickman sulla sua R7 Swan Racing, Alastair Seeley sull’Aprilia Binch Racing e un Paul Jordan su Aprilia Jackson costretto a rimontare dopo un “giro sull’erba” a Mather’s Cross. La tattica di Hicky sembra chiara: il pilota inglese cambia passo all’ultimo giro per ricucire lo strappo su McWilliams, ma è purtroppo costretto al ritiro per un problema tecnico. A questo punto, con Jordan distaccato di circa 8 secondi, l’ultimo mezzo giro di Jeremy McWilliams è una vera e propria parata trionfale: il 62enne impenna, saluta il pubblico, butta fuori la gamba, fino a tagliare il traguardo tra l’entusiasmo generale. Ad eccezione di sua moglie, che lo accoglie con una strigliata per aver sbattuto contro il marciapiede (con tanto di rischioso salto) nell’immettersi sul rettilineo di partenza! Secondo posto per Paul Jordan, mentre Seeley completa ancora una volta il podio.

Ottima gara per Andrea Majola sulla Paton Majo Racing, che chiude in 9^ piazza, mentre lo svizzero Mauro Poncini termina in 11^.

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Superbike Race 2

Storm Stacey

La main race di questa North West 200 non è andata esattamente secondo i piani, ma ha regalato comunque un grande spettacolo. In griglia Dean Harrison davanti a tutti, al suo fianco Glenn Irwin, ma al via è Storm Stacey a portarsi subito in prima posizione. E’ deciso, veloce, e ormai senza pettorina arancione. A York Corner Stacey attacca Irwin costringendolo ad allargare e perdere svariate posizioni (“E’ un po’ aggressivo… ma è nuovo. Ha grande talento” dirà Irwin nelle interviste post-gara). Brookes e Harrison rimangono con Stacey alla testa della gara, ma nel corso di un passaggio Irwin  riesce già a recuperare sui primi. Al secondo giro inizia la battaglia con il newcomer: sul rettilineo che porta a University Corner, Stacey non riesce a tenere a terra l’anteriore della sua BMW Alpha Racing e viene passato da Dean e Irwin, salvo poi tornare davanti con una staccata micidiale a Mather’s Cross. Anche Hickman è ormai della partita e si preannuncia una bagarre di altissimo livello. A Juniper’s Chicane, però, alcuni marshal segnalano ai piloti di tenere una traiettoria più larga a causa di olio sul tracciato… Situazione alquanto pericolosa e discutibile, che porta infatti, poco dopo, all’esposizione delle bandiere rosse.

Mentre inizialmente ci si preparava a una ripartenza per una gara di tre giri, l’organizzazione ha poi deciso di dichiarare i risultati sulla base delle posizioni sul traguardo all’ultimo giro: urgeva infatti la necessità di riaprire le strade, regola alla quale le road races devono assolutamente attenersi.

Con enorme sorpresa, quindi, Storm Stacey viene dichiarato vincitore di questa “main race”: due gare vinte da esordiente è qualcosa a cui non siamo abituati nelle International Road Races. Secondo posto per Dean Harrison (Honda Racing), terzo Glenn Irwin (Ducati Nitrous Competitions).

Maurizio Bottalico chiude questa sua seconda North West 200 in tredicesima posizione nella Superbike Race, sulla M1000RR Crowe Performance.

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Cala così il sipario su una North West 200 che, per questa giornata di sabato, ci ha regalato davvero grandi emozioni. Ma il nostro pensiero non può che andare anche a giovedì, a Kamil Holan e alla sua famiglia.

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