Una North West “della Madonna”: intervista a Maurizio Bottalico

“Ho fatto una North West della Madonna”: testuali parole di Maurizio Bottalico, che abbiamo intervistato qualche giorno dopo il suo rientro dall’Irlanda del Nord e in procinto già di ripartire verso l’isola di Man per il Tourist Trophy. 

Foto: Tommy Vennard

Quella di Bottalico è stata effettivamente una gran prestazione al “Triangle”, tracciato stradale che Maurizio vedeva solamente per la seconda volta e che ha affrontato con la BMW M1000RR del team inglese Crowe Performance e con la Yamaha R6 della squadra spagnola Basomba Racing.

 

Raccontaci come sono andate le tue gare alla North West 200 e cosa è successo, perchè il risultato finale a volte non svela i retroscena di gara…

E’ stata una North West abbastanza complicata e prima delle gare ho girato davvero poco. Il primo giorno ha piovuto e avevo problemi con entrambe le moto; giovedì è stato fermato tutto per ore a causa di un brutto incidente e, in serata, al posto delle gare abbiamo fatto delle qualifiche ridotte. Il sabato, nella gara Supersport ero in top 10 ma mi sono dovuto ritirare per un problema al freno anteriore.

Per le gare della 1000, invece, sono soddisfatto. Nella Superstock partivo 18° e al primo giro ero 6°; ho fatto tutta gara con Mike Browne e Dominic Herbertson, ad un passo da McGuinness, segnando dei tempi molto buoni. E soprattutto sono riuscito ad abbassare notevolmente il record italiano che avevo già ottenuto l’anno scorso e che ho ritoccato di circa 5 secondi. Purtroppo a metà dell’ultimo giro ho affondato un po’ troppo la staccata a University Corner e ho fatto un dritto, nel rientrare ho perso tempo e ho chiuso 12°. Ma per tre giri e mezzo ho tenuto quel passo e sono stato insieme ai big. Nella gara Superbike partivo nel secondo gruppo con il 31° tempo e quando hanno esposto la bandiera rossa mi trovavo in 13^ posizione; stavo risalendo bene, peccato non abbiano più fatto ripartire la gara perchè sentivo di poter arrivare in top ten.

 

Qual è stata la maggior soddisfazione di questa North West?

Poter dire di aver fatto una gara stando con i big delle road races internazionali. Se me lo avessero detto l’anno scorso mi sarei fatto una risata e avrei detto che non è ancora il momento! E invece sì, quantomeno alla North West, dopo la prestazione di Macao ho avuto un’ulteriore conferma. Questo vuol dire che ho messo a frutto i chilometri e l’esperienza dell’anno scorso e che quest’inverno ho lavorato molto bene su me stesso sia mentalmente che fisicamente. 

 

Come ti sei trovato con la M1000RR e con la R6? 

La Yamaha R6 Basomba Racing era totalmente nuova per me, ci sono salito per la prima volta mercoledì alla North West. Abbiamo avuto qualche problemino tecnico ma penso che nel complesso sia una moto che al TT ci può far divertire… Non nascondo che il gap rispetto a Ducati e Triumph c’è, ma vedremo al TT, alla North West ci ho girato veramente poco. 

La M1000RR l’avevo già assaggiata a Macao ed è una moto che a me piace tantissimo. Con il team ci ho già lavorato per una stagione, con la S1000RR, poi da Macao siamo passati alla M1000RR.

 

Foto: David Maginnis

North West 200 e TT sono road races molto diverse: quale pensi sia più in linea con il tuo stile di guida?

La North West somiglia più a un circuito, mentre il TT è pura road race. Venendo dalla pista, sicuramente mi trovo molto più a mio agio alla North West, avendo ancora poca esperienza nelle road races. Ma dopo un anno con la 1000 al TT penso di poter fare un bel salto di qualità in questa edizione. 

 

Guardando alla North West come evento, dicci un pro e un contro a livello generale.

Guardando il programma generale penso che l’unica pecca è che sia troppo corto. Se piove, ad esempio, è un problema perchè si gira lo stesso ma riesci a prendere pochi riferimenti se poi la gara la fai sull’asciutto. Un programma un po’ più lungo aiuterebbe sicuramente. Per il resto, credo che gli organizzatori facciano un lavoro eccellente, soprattutto dal punto di vista della sicurezza; ovviamente partendo dal presupposto che si tratta di corse su strada e per quanto si cerchi di metterle in sicurezza non potranno mai esserlo al 100%. 

 

Ora l’attenzione è rivolta al TT: come mai la scelta di cambiare categoria e abbandonare la Supertwin?

Con la Supertwin non è andata bene, è stato più il tempo passato fermo per problemi tecnici che quello passato in moto. Dato che queste sono gare che si fanno una volta all’anno ho preferito cambiare e cercare una Supersport, categoria tra l’altro molto più vicina a una 1000cc e che potenzialmente mi permette di fare più chilometri. Perchè io ho bisogno di questo, di macinare chilometri per poter fare esperienza e poter andare più forte.

 

Hai un obiettivo per il TT?

A inizio stagione mi sono prefissato obiettivi molto molto alti. Non dico che mi sembrano quasi irraggiungibili, ma sicuramente mi sono voluto prefissare uno step molto importante. Già alla North West mi sento di averlo raggiunto, perché mi ero dato come obiettivo quello di stare in top 5 o quantomeno ai piedi della top 5: nella gara Superstock, nonostante i problemi e nonostante partissi 18°, perché non è facile partire dietro e mettersi subito nel gruppo davanti, ho fatto tutta la gara sesto, quindi il primo obiettivo l’ho centrato. Per il TT mi sono prefissato 130 mph. So che è tanta roba, però ci voglio credere. Come per Macao che mi sono prefissato il podio e la top 5 al Classic TT. 

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