Una corsa su strada, tra muretti, case e pali della luce, lunga oltre 14 km a giro, affrontata con un’epicondilite acuta al braccio sinistro: qualcosa che metterebbe KO tanti piloti, ma non lui.
Andrea Majola ha portato a termine la sua terza North West 200 in carriera, affrontando il “triangle circuit” in sella alla
Paton S1-R Majo Racing Team by Escort Advisor, conquistando un 9° e un 11° posto nella classe Supertwin, non senza grandi difficoltà fisiche.
Andrea, raccontaci brevemente come sono andate le tue gare alla North West 200.
Quest’anno ho corso solo in una categoria, la Supertwin/Sportbike, e in generale di tempo per girare ne ho avuto pochissimo. Nel primo turno di prove pioveva e sono andato molto piano, anche perchè avevo il motore nuovo da rodare, quindi quel turno è stato utile solo come refresh di memoria del circuito. La seconda sessione di qualiche era sull’asciutto e mi ha permesso di prendere il ritmo. Le gare nel complesso sono andate bene entrambe, ma complicate. In gara 1 ho avuto un improvviso problema al braccio che mi ha limitato veramente tanto nell’accelerare e frenare, al primo giro ero già ko! Ero nel gruppo dei primi 7, avrei potuto tenere il passo ma niente da fare, mi faceva troppo male e sono corso ai ripari, finendo 11°. Prima di gara 2 mi sono fatto fare un trattamento al braccio e questa volta ho resistito due giri, ma poi anche in questo caso mi sono dovuto mettere sulla difensiva e ho concluso 9°. Comunque non è per niente male viste le condizioni in cui ho corso. So che il potenziale è più alto e quando sistemerò il braccio penso proprio che andrà tutto meglio.
Qual è stata la maggior soddisfazione di questa North West, anche considerando i problemi di cui hai sofferto al braccio?
Averla portata a termine e aver tanta consapevolezza di me stesso. Ho evitato alcuni incidenti, per fortuna sto sempre molto attento. Ad esempio, alla staccata del ristorante Amici (York Corner) ho sentito che arrivava dietro di me un pilota, Mauro Poncini, un po’ troppo fuori giri; ho immaginato cosa sarebbe potuto succedere, sono stato largo e ho evitato il contatto. Se avessi chiuso la curva un attimo prima saremmo andati a terra entrambi. E poi in generale sono soddisfatto di aver portato a termine una gara così nonostante un grande dolore fisico.
Da quest’anno la gara Supertwin è stata allargata anche alle Sportbike: come vedi il tuo futuro in questa classe e l’uso di una moto come la Paton, da anni punto di riferimento della categoria?
Secondo me il discorso dell’inglobamento delle due classi è un po’ un pasticcio. Di fatto la categoria Supertwin non esiste più ed è un peccato. Quest’anno sicuramente la Paton è ancora uno dei riferimenti, ma probabilmente in futuro questa cilindrata verrà eliminata. Credo comunque che le nuove Sportbike abbiano ancora tanta strada da fare per arrivare ai livelli in cui siamo noi con la Paton.
North West e TT sono road races molto diverse: quale pensi sia più in linea con il tuo stile di guida?
Al momento ti direi che il TT è più indicato per me perché riesco a entrare in una modalità di concentrazione elevatissima per il lungo tempo in cui si sta in moto. Non mi dispiacerebbe capire meglio la North West arrivandoci perfettamente competitivo, penso che potrebbe essere divertente il “combattimento fisico” con gli altri piloti dato che si parte tutti insieme, a differenza del TT. Anche se per le mie caratteristiche probabilmente è più indicata una gara come il Tourist Trophy.
Ora l’attenzione è rivolta al TT: come mai la scelta di abbandonare la categoria 1000cc?
In realtà non è proprio una scelta, non avendo trovato un’opportunità buona ho preferito concentrarmi sulle categorie più piccole perchè comunque con la “vecchia Twin” so che posso dire la mia, ho grandi aspettative per questa gara. Poi all’Isola di Man correrò anche con la Yamaha R6 del Team Basomba Racing; non l’ho mai guidata, ma andrà benissimo per fare chilometri. Cercherò ovviamente di concentrarmi al massimo per entrambe le categorie, ma il mio focus sono sicuramente le due gare della Sportbike/Supertwin. Quindi per quest’anno il 1000 lo mettiamo da parte, continuiamo a guadagnare esperienza e poi vedremo l’anno prossimo. Tra l’altro, a proposito di anno prossimo, un piccolo spoiler: ho ricevuto un’offerta molto allettante, qualcosa che non mi aspettavo. Speriamo vada in porto, perchè sarebbe qualcosa di veramente grande!
Incrociamo le dita! Tornando a questo TT, ti sei prefissato qualche obiettivo?
Difficile da dire, io vado a correre per me stesso e ovviamente una buona posizione al traguardo è molto gradita, ma più che alla posizione guardo alla media oraria. Il mio grande sogno è quello di arrivare alle 120 mph con la Paton. Per questo TT le condizioni attorno a me sono ottime: sarà con i miei ragazzi nel mio team, mancherà Vittorio Salerio (proprietario della S1-R) ma so che mi seguirà da casa; sarò nell’hospitality del team spagnolo di Ramon Basomba, con cui ho ho stretto un rapporto meraviglioso alla North West. E continuo ad avere il supporto del mio sponsor Escort Advisor (Sponsorizza Passioni); loro credono molto in me e il loro supporto è fondamentale. Mentalmente mi sento bene, mi sento tranquillo per questo TT e credo grazie a tutto questo di poterlo affrontare in maniera corretta.






Grande Majo