L’Ulster Grand Prix di quest’anno ha riservato una piacevole sorpresa a noi italiani. Lorenzo Tiveron ha fatto il suo debutto nella road race più veloce al mondo, portando a casa un risultato di tutto rispetto se non, addirittura, storico.
Trevigiano classe 1990, Lorenzo ha esordito all’Ulster GP in sella alla sua Honda 125 nella classe Ultralightweight. Ma la fortuna non è stata esattamente dalla sua parte. Costretto a saltare le qualifiche del mercoledì a causa di qualche inconveniente tecnico, Lorenzo ha avuto a disposizione solo la turbolenta sessione di giovedì mattina per qualificarsi, cosa fatta senza problemi alla media di 95.088 miglia orarie. Chi lo ha visto dal vivo ha capito subito che il ragazzo non scherzava.
Il giovedì pomeriggio, poi, la cancellazione del programma di gare della Dundrod 150 in seguito al maltempo e al brutto incidente di Guy Martin. Tutto rimandato a sabato, quindi, con la sola gara dell’Ulster Grand Prix.
Lorenzo parte dall’11^ casella in griglia su 16 partecipanti, molti dei quali già esperti road racers. La sua progressione è continua e i tempi migliorano, finchè al quinto ed ultimo giro Lorenzo fa segnare un ottimo 98.291mph, concludendo la gara al 5° posto assoluto. Questa prestazione fa di Lorenzo Tiveron il miglior italiano all’Ulster GP in termini di classifica generale (non in termini di crono, trattandosi di una 125cc) negli ultimi 45 anni. Dobbiamo infatti tornare agli anni ’70 con la vittoria di Giacomo Agostini su MV Agusta nelle classi 350cc e 500cc; nella classe Ultralightweight fu invece Carlo Ubbiali l’unico italiano vincitore, sempre su MV, nel 1960*.
Lorenzo, innanzitutto complimenti per l’ottima prestazione all’Ulster GP! Cosa ti ha portato a scegliere proprio questa gara e, prima ancora, a tentare l’avventura nelle road races?
Grazie mille! E’ stata una gara molto positiva. A parte la posizione finale, i tempi sono stati buoni, molto meglio di quanto potessi aspettarmi visto che per piccoli inconvenienti tecnici ho anche perso i primi due turni di prove.
Ho cominciato a vedere in tv le corse su strada all’età di dieci anni credo, quando mio padre comprò una VHS del TT 1995. Vedere Joey Dunlop, un omino strano con i capelli grigi e la sigaretta in mano, vincere le gare su strada mi ha affascinato subito e con il passare del tempo ho capito che lì c’era qualcosa di diverso dalle altre gare che vedevo in tv. In seguito ho continuato a seguire il TT e le varie road races in dvd e su internet, ma mai avrei pensato di riuscirvi a partecipare! Il viaggio era troppo lungo e non sapevo se potevo esserne all’altezza. Poi l’anno scorso, parlando con Tommaso Totti, mi sono reso conto che la cosa era fattibile, così mi sono detto “devo provarci, adesso o mai più”. L’Ulster GP è una delle gare più importanti, il tracciato è molto bello ed impegnativo e, cosa da non sottovalutare, si svolge in agosto, in modo da poter accorpare questo evento alle mie ferie estive. Così ho deciso che il mio debutto nelle road races sarebbe stato lì.
Quali sono le tue esperienze motociclistiche pregresse? Gare in pista? So che sei stato Campione Triveneto 125cc.
Ho sempre corso in pista, cominciando nel 2009 nel trofeo Honda RS 125 GP e passando poi per il trofeo Grand Prix e l’Alpe Adria Cup (a cui è accorpato il Campionato Triveneto). Ho vinto il trofeo Grand Prix l’anno scorso (2014) e sono stato Campione Triveneto nel 2013 e nel 2014, sempre in sella alla fida Honda 125 GP da me preparata.
Arrivando quindi dalla pista, come ti sei preparato fisicamente e mentalmente all’Ulster GP?
Non faccio molto allenamento fisico ad essere sincero. Quando riesco vado a correre a piedi, ma tra lavoro, prepararmi la moto e cose varie, di tempo libero me ne rimane ben poco. Mentalmente invece ho cercato di prepararmi guardando molti video onboard e cercando di capire, oltre al tracciato, le possibili variazioni da poter fare ai rapporti del cambio della moto. Ho cercato poi un approccio abbastanza “rilassato”, dandomi come obiettivo al debutto la sola qualificazione alle due gare in programma.
Obiettivo raggiunto e di gran lunga superato! Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato e ciò che invece ti è piaciuto di più in questa tua prima road race?
Le difficoltà maggiori che ho incontrato in questa trasferta sono state quelle di adattarmi al clima nordirlandese e alla lingua (hanno un inglese molto strano da quelle parti…). Il viaggio è stato abbastanza lungo ma senza grossi intoppi fortunatamente, spesso e volentieri mi ha dato il cambio alla guida la mia ragazza, Melissa, alla quale va un grande ringraziamento. Il resto mi è piaciuto tutto moltissimo. L’atmosfera è fantastica, il pubblico è molto caloroso e appassionato, i marshal e i vari commissari sono tutti gentilissimi e ultimo, ma non per importanza, poter correre su strada in un tracciato come quello di Dundrod è stato stupendo. Mi ha dato delle emozioni e dell’adrenalina che in pista non si possono proprio provare. Qui ho trovato proprio l’ambiente che cercavo da tempo.
Sei stato accolto in modo positivo dall’organizzazione, ad esempio con supporto economico o di altro tipo?
Sì, ho contattato su consiglio di Tommaso Totti (che ringrazio) il direttore di gara, Noel Johnston, che è stato sin dall’inizio gentilissimo e molto disponibile. Mi ha dato l’iscrizione alle due gare gratuita, mi ha inviato a casa un dvd contenente la spiegazione del tracciato e diversi giri onboard e addirittura, a mia insaputa, l’organizzazione ha fatto venire un interprete per tutti i piloti stranieri.
Eri già stato a vedere una qualsiasi road race prima di correre all’Ulster GP?
No, questa è stata in assoluto la prima road race che ho visto. Sono stato alcuni anni fa a vedere mio padre fare qualche gara in salita qui in Italia, ma sono due cose notevolmente diverse.
Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai altre corse su strada in programma o a cui ti piacerebbe partecipare?
Per il futuro conto sicuramente di continuare a correre in pista, magari fino a quando sarà possibile in sella a moto a due tempi, che sono la mia passione, e di tornare l’anno prossimo almeno al Gran Premio dell’Ulster. Sarebbe fantastico poter fare anche altre road races irlandesi, ma purtroppo le trasferte sono molto lunghe e costose e non avendo sponsor che mi danno una mano diventerebbe una cosa infattibile. Sto comunque valutando di partecipare a qualche corsa su strada in Repubblica Ceca, appena usciranno regolamenti e calendario cercherò di organizzarmi al meglio. Ci tengo a ringraziare il motoclub Tenni Treviso che quest’anno mi ha dato un aiuto con la licenza agonistica, mio papà e alcuni miei amici che mi hanno aiutato prestandomi attrezzatura o semplicemente qualche ora del proprio tempo libero (Francesco, Alessandro, Manuel, Dario e Tony).
*Un ringraziamento speciale al nostro lettore “MR.Ballymoney” per queste statistiche.






Brava Marta sei stata di parola con l’intervista a Lorenzo. Soprattutto grande Lorenzo sia nella scelta della gara,l’Ulster ha a mio giudizio un fascino notevole, ma anche nella scelta della cilindrata che ti permette con un budget minore di essere competitivo. Detto questo, è evidente che se un pilota alla prima apparizione ad una roadrace di primaria importanza si permette il lusso di arrivare quinto,questo stesso pilota deve avere un talento non comune.Spero proprio che qualche sponsor si accorga di Lorenzo e gli dia il supporto che si merita e perché no lo si potrebbe vedere anche alla NW200. Qualche volta i sogni si avverano…