Dalla pista alla strada: esordio sul Mountain e all’Ulster per Marco Pagani

Dimentichiamo cordoli, guard rail e vie di fuga. Dimentichiamo asfalto liscio e box. Immaginiamo invece di sfiorare alberi e muretti a secco, di percorrere a velocità impensabili delle strade normalmente aperte al traffico, evitando tombini e cartelli stradali. Immaginiamo di passare tra le case di un tranquillo paesino inglese e poi fuori, tra prati verdi e pecore, perdendo lo sguardo all’orizzonte nel mare d’Irlanda. Dimentichiamo per un attimo la pista. Questa è una corsa su strada. 

Potrebbe essere così il primo vago approccio di un pilota abituato ai circuiti chiusi che fa il suo ingresso da newcomer nel mondo delle road races. Un altro mondo.

Marco Pagani è un pilota non professionista, ma un nome noto nei Trofei Italiani: due volte vicecampione Premier CUP 1000, negli ultimi anni ha partecipato con successo ad alcuni tra i più importanti campionati a livello nazionale, con qualche wild card anche nel CIV (Campionato Italiano Velocità).

Ma quest’anno, oltre agli impegni in pista, dall’11 al 16 agosto Marco Pagani farà il suo esordio all’Ulster Grand Prix (Irlanda del Nord), la “gara più veloce del mondo”, con un record sul giro di 133.977 mph di media (oltre 215 km/h), fatto segnare da Bruce Anstey nel 2010. Dopo le gare sul tracciato di Dundrod sarà la volta dell’Isola di Man per il Manx Grand Prix: a differenza dell’Ulster, qui si parte uno alla volta per affrontare il Mountain Course, tracciato di 60,7 km che il Manx GP condivide con il Tourist Trophy. Stesso tracciato, medesima difficoltà. E l’obiettivo 2015 di Pagani sarà proprio il TT.

Sfatiamo subito una falsa credenza: il Manx non è una gara necessaria per accedere al Tourist Trophy. Per partecipare al TT è indispensabile aver totalizzato 6 risultati validi in gare riconosciute FIM, così come per accedere al Manx GP. Gli organizzatori, tuttavia, consigliano vivamente di esordire al Manx prima del TT: sul Mountain Course è necessario accumulare molta esperienza e il Manx è l’esercizio migliore per arrivare poi al Tourist Trophy già parzialmente preparati. Così hanno fatto negli anni passati altri piloti italiani come Tommaso Totti e Federico Natali. E così farà Marco Pagani.

 

Chi è Marco Pagani, sportivamente parlando?

Innanzitutto sono un camionista e per passione corro in moto. Ho cominciato tardi, nel 2006 all’età di 24 anni, con una gara al Mugello nel Trofeo Premier CUP sfiorando subito il podio. Da quel momento l’impegno è stato totale cercando di fare sempre meglio! Ma in Italia il talento purtroppo non basta. Negli ultimi anni ho disputato varie gare tra Premier CUP e Motoestate con una puntata nel 2009 come wild card al CIV Stock 1000. Partivo tra Napoleon Loic Martin ed un certo Loris Baz! Stesso tempo! Lui ora fa la WSBK ed io guido ancora il camion. Pazienza (ride). Senza valigia non si va da nessuna parte ormai!

 

Come mai questo passaggio dalla pista alla “strada”?

Non è un passaggio a senso unico, farò entrambe le cose quest’anno. Sono sempre stato attratto dal Tourist Trophy, conservo ancora la videocassetta di Mondocorse del TT 2000 con Jefferies e Dunlop! Quando nel 2003 giravo illegalmente (causa limitazione sulla patente) con una R6 sulle strade di montagna nei dintorni di Brescia, un ragazzo della zona si era iscritto al TT (Umberto Rumiano), ma nello stesso anno persi un amico in un incidente stradale in moto. Da lì cominciai con la pista ed il desiderio rimase nel cassetto. Con tutta onestà a vent’anni non avrei avuto né le capacità tecniche, né la testa per affrontare un impegno simile. Il Mountain Course non è un tracciato per tutti. 

Inoltre il “sistema-Italia” per quanto riguarda la pista è deprimente: con gli anni si è deteriorato di pari passo all’esponenziale innalzamento dei costi. Tanti soldi, poca passione, pochi chilometri e zero pubblico. Così negli ultimi anni ho cominciato a desiderare qualcosa di diverso, finché qualcuno non mi ha mostrato che il mare d’Irlanda non è poi così lontano!

 

Perché non debuttare subito al Tourist Trophy?

Primo perché giugno 2014 è troppo vicino e non riuscirei a portare a termine i sei risultati richiesti dal regolamento ACU per poter fare l’iscrizione, avendo fatto solo una gara nel 2013. Secondo perché credo che il Manx GP sia il giusto approccio al Mountain Course per un Newcomer, con turni e gare riservate appunto ai nuovi partecipanti. Del resto, prima di debuttare al TT per questa gara ci sono passati piloti come Joey Dunlop, Carl Fogarty, Steve Hislop e più recentemente Ian Hutchinson, Dan Kneen e molti altri.

 

Come mai la scelta di partecipare anche all’Ulster GP?

Sono stato ad assistere all’UGP di persona nell’agosto dello scorso anno ed è stato un fulmine a ciel sereno! E’ un evento fantastico, il tracciato è bellissimo, pieno di saliscendi e curvoni veloci. L’organizzazione funziona molto bene, si gira molto ed il contesto è stratosferico! La gente è il punto di forza, appassionati veri! Molti anche di una certa età, che girano in mezzo ai piloti a fare due chiacchiere e ad osservare le moto. C’è tanto rispetto, sia fra gli appassionati che fra i piloti. E’ fantastico! E’ molto diverso rispetto ad una gara delle nostre. Assomiglia molto di più ad una Bike Week di qualche organizzatore tedesco. Trovi dal pilota giovane a livello mondiale al pilota super privato e con qualche annetto sulle spalle. Ma non bisogna fare l’errore di pensare che quest’ultimo sia un fermo! Nelle Road Races conta l’esperienza e non esistono i baby fenomeni. Questi il gas glielo danno tutti e se non ti qualifichi non corri, punto.

Considerando che l’UGP è una gara a livello internazionale, girando per il paddock sembra di vedere davvero un filmato del Circus iridato di tanti anni fa per quanti sono i furgoni e gazebi montati! Comunque siamo nel 2014 e ci sono due megaschermi per seguire la gara filmata in diretta dall’elicottero! Ma la vera chicca è la partenza: semaforo e…. musica sparata a tutto volume da casse enormi! Pronti, partenza, via! Da brivido!

 

Già! Credo che l’Ulster GP sia una delle road races più belle, conserva ancora un’atmosfera intima nonostante sia una International Road Race. In che modo invece ti stai preparando ad affrontare le 256 curve del Mountain Course?

Ho cominciato una vera e propria preparazione in settembre, studiando la piantina del tracciato suddivisa in miglia e con i nomi delle cento principali curve e serie di curve, scrivendole e riscrivendole su svariate cartine bianche. Fatto questo ho reperito il centinaio di foto che corrispondono a quelle curve tramite un amico che le ha scattate personalmente sull’isola lo scorso agosto. Poi sono passato ad esaminare filmati onboard completi tramite dvd analizzando traiettorie, sconnessioni, scollinamenti, discese, salti, marce e punti di cambiata.

Però, la cosa che mi ha maggiormente aiutato ad imparare il tracciato è stato fare mediamente tre giri al giorno del Mountain con un vecchio gioco della Play2 tutte le sere. Questo, comparato con i filmati reali onboard, ha fatto sì che ora oltre a riconoscere qualsiasi punto del tracciato “da dentro”, in aggiunta alle classiche inquadrature esterne, io sia in grado di girare mentalmente lungo tutti i 60,7 chilometri mentre corro a piedi per allenare il fisico. Inoltre, in giugno andrò sull’Isola di Man per assistere al TT ed avrò la possibilità di studiare il tracciato dal vivo. Sono comunque consapevole che girarci in moto realmente sarà tutta un’altra cosa!

 

Molti piloti considerano le road races troppo pericolose. Tu cosa ne pensi?

Guarda, io faccio il camionista, in dodici anni ho percorso più di due milioni di chilometri e visto una marea di incidenti, talvolta restandone coinvolto. Sono sulla strada tutti i giorni dalla mattina alla sera: ecco, questo credo sia di gran lunga più pericoloso che passare due settimane in moto per le strade dell’Isola di Man! Ho perso amici sia in strada che in pista e mio padre per una brutta malattia. Diciamo che se non lo ero, sono diventato fatalista. Per come la vedo io, se è il tuo momento ti può cadere in camera il motore di un jet mentre stai dormendo, come in Donnie Darko. Per cui no, non credo siano più pericolose di altre cose che si fanno abitualmente.

 

Quali sono i tuoi obiettivi per il Manx GP?

Nulla di predefinito, va bene qualsiasi risultato. Già esserci sarà una vittoria per me. Voglio solo fare esperienza, macinare chilometri, imparare il tracciato e, condizioni climatiche permettendo, staccare una media sul giro discreta che mi consenta di ottenere l’iscrizione al Tourist Trophy 2015.

 

Ti appoggerai a qualche team o struttura esterna per correre?

No, farò tutto in proprio. Il progetto nasce in seno alla mia società di Corsi di Guida Sicura TWC (twowheelscamp). Il team sarà formato da poche persone di mia fiducia e forse potremo avvalerci della professionalità di una figura nota nel settore, stiamo definendo in queste settimane. Le moto dovrebbero essere una BMW S1000RR 2011 Stock con la quale corro da tre stagioni ed una Yamaha R6, visto che scegliendo un quattro cilindri per la gara dei Newcomers A sull’Isola di Man è obbligatorio usare un 600.

 

Come reperisce il budget necessario a correre un pilota non professionista come te?

Ah, bella domanda! Fino al 2009 ho corso utilizzando il mio stipendio, sparandomi nazionale, estero e sud Italia col camion. Poi nel 2009 ho conosciuto una persona (Franco Donati) che mi ha dato una grossa mano. Abbiamo unito le forze riuscendo a dar vita alle ultime quattro stagioni, seppur con un budget risicato rispetto a molti avversari con i quali ci siamo battuti, riuscendo a conquistare qualche bella vittoria e due secondi posti in campionato. Bisogna bussare a molte porte senza abbattersi, contattare amici ed appassionati, proporre un progetto avvincente. Così facendo qualcosa si può trovare, ma è sempre più difficile. Ad oggi ho la possibilità di dar vita a questo ambizioso progetto, ma da qui a poterlo fare in modo competitivo e professionale serve un budget più sostanzioso. Sono sempre alla ricerca di nuove collaborazioni, chiunque voglia supportarmi in questa avventura è il benvenuto.

 

Quali altre gare affronterai in Italia quest’anno?

Il regolamento del Manx GP stabilisce che per poter vedere accettata la propria iscrizione si debbano presentare sei risultati positivi ottenuti in eventi a circuito chiuso riconosciuti FIM, per cui parteciperò a gettone ad alcune gare dei principali Trofei Italiani al fine di raggiungere questo obiettivo entro fine giugno. Se il budget lo permetterà mi piacerebbe tornare a disputare anche qualche gara di CIV, ma lì i costi sono molto alti per un pilota fai-da-te.

 

Altri progetti futuri?

Anni fa mi è stato proposto di fare la 8 ore di Suzuka (come pilota pagante…) ma la mia valigia era vuota e non se ne è fatto nulla già in partenza. L’Endurance però mi piace tantissimo come disciplina ed il “progetto futuro” sarebbe quello di partecipare alla 24 ore di Le Mans a fine settembre appoggiandomi ad un team esistente. Se il budget e gli impegni lavorativi lo permetteranno!

 

 

In bocca al lupo a Marco Pagani per questo suo progetto. E’ sempre bello notare che l’atmosfera di passione delle road races ha un richiamo davvero forte…

 

(Foto: Oliver)

 

 

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10 reazioni a Dalla pista alla strada: esordio sul Mountain e all’Ulster per Marco Pagani

  1. Gabriele Pezzotta ha scritto:

    Gare speciali per un pilota e una persona speciale: evvai! Un super in bocca al lupo!

  2. Davide ha scritto:

    Ora 2 cuori al tt che bello, quanta passione si legge e si sente , i sacrifici, tutto per esserci in quel magnifico posto che è il mountain forza ragazzi nel 2015 saró al tt con la mia moto e speri tanto di venire al vostro tendone nel paddok a stringervi la mano

  3. Pingback: Italia e road races, la storia continua... - DaiDeGas Forum

  4. Mr Ballimoney ha scritto:

    Grande Marco, siamo tutti con te! Anche Guy Martin in fondo ripara i camion e guarda come viaggia! Sono sicuro che andrai alla grande.In bocca al lupo, sei tutti noi gente normale.

  5. Andrea ha scritto:

    Straordinario questo ragazzo…Forza Marco

  6. Alessandro D'argenio ha scritto:

    Grande!!!!! In bocca al lupo!!

  7. Andrea ha scritto:

    CazzoFigataaaaa
    Dacci dentro

  8. marco grasso ha scritto:

    in bocca al lupoooo!!!!!!!

  9. stefano ha scritto:

    Tanto di cappello , ci vanno le palle nel vero senso della parola per andare lì!! Un consiglio , confrontati con un certo sig Franco Martinel , che ovviamente tutti gli appassionati di TT conosceranno immagino.

  10. Domenico CROCICCHIA ha scritto:

    Voglio farlo anche IO

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