Bruce Anstey, il “kiwi” dei record. Tra malattia e vittorie

Forse di lui non si parla mai abbastanza. Forse non tutti conoscono a fondo la sua storia, che non è solo una storia di corse, ma anche di malattia e vittoria. 

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Bruce Anstey poco prima della partenza all’Ulster GP (foto: Diego Mola)

Bruce Anstey è nato in Nuova Zelanda nel 1969. Perché dunque è diventato uno dei simboli delle corse su strada britanniche, letteralmente dall’altra parte del mondo?

Un motivo c’è: la madre di Bruce era nata proprio all’Isola di Man e portò il figlio a vedere il suo primo Tourist Trophy nel 1978. E fu amore a prima vista.

Anstey si avvicinò alle competizioni motociclistiche nel 1990, ma all’età di 25 anni gli venne diagnosticato un tumore ai testicoli. Nonostante la malattia, il “kiwi” partecipò al suo primo TT nel 1996, affascinato dal grandioso “comeback” di Mike Hailwood, da sempre suo esempio. Un anno dopo, però, l’Isola di Man diventava per lui solo un miraggio, bloccato dalle cure per sconfiggere il tumore.

Ma Bruce all’Isola ci tornò presto e non se ne separò più: era il 1998, la malattia era stata sconfitta, anche se le cure avrebbero lasciato vari strascichi. L’esordio di Anstey nel mondo delle corse in generale e al Tourist Trophy avvenne con le piccole 250cc e fu proprio in quella categoria che nel 2000 colse il secondo posto nella Lightweight Race all’Isola di Man, dietro a Joey Dunlop. Un sogno. Nel 2002 arrivò la prima vittoria al TT per Bruce, nella medesima classe.

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La Honda RS250 Padgett’s con cui Anstey ha vinto all’Ulster GP e al Classic TT (Foto: LapConcepts)

Ecco perché, quando lo abbiamo incontrato nel paddock dell’Ulster GP ad agosto, come sempre mano nella mano con la compagna Anny e alle prese con il loro nuovo cane, Bruce era apparso così entusiasta della sua nuova “sfida”. Sul velocissimo tracciato di Dundrod, infatti, Clive Padgett aveva messo a disposizione del neozelandese una Honda RS250.

Bruce, com’è tornare a correre con una 250cc?

Io vengo proprio dalle 250cc, quindi è come tornare a casa! Mi sento a mio agio, è bellissima da guidare soprattutto a Dundrod dove sei quasi sempre al massimo.

 

Con una superba vittoria nella Dundrod Lightweight Race (e purtroppo un ritiro nella gara del sabato), il Team Padgett’s si stava preparando per il trionfo al Classic TT dell’Isola di Man, di lì a poco. Vittoria con tanto di nuovo record sul giro della classe Lightweight sul Mountain Course (a 120.475 mph), più nuovo record di gara battendo il precedente primato di ben 1 minuto e 14 secondi. Mostruoso.

Se all’Ulster GP Anstey ha vinto anche con la bellissima RC213V-S marchiata Padgett’s, al Classic TT non è stato certo da meno con la “big bike”: la squadra inglese ha messo di nuovo a disposizione una Yamaha YZR500 con cui Bruce ha sgretolato per ben due volte il precedente lap record categoria Superbike, stabilendo il nuovo primato alla media di 127.496 miglia orarie.

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La bellissima RC213V-S (foto: MaverickPics)

Un personaggio particolarissimo Bruce, caratterizzato anche da lunghi rapporti di collaborazione con i team: se nel 2003 ci fu Valmoto, dal 2004 al 2010 Anstey fu uomo TAS Suzuki (chi si ricorda la bella GSXR Relentless con cui Bruce siglò il nuovo record dell’Ulster GP nel 2010, mantenendo il primato di road racer più veloce al mondo per ben sei anni?), mentre dal 2011 ad oggi Anstey è fedele a casa Padgett’s.

13 vittorie all’Ulster GP, 12 al Tourist Trophy, 10 alla North West, 2 al Classic TT. Non male per un 48enne che neppure si allena.

Come ti prepari fisicamente per le gare, Bruce?

Veramente non mi alleno e non sono più salito su una moto dopo il TT prima dell’Ulster, a parte un paio di volte sulla moto da cross. Tutto qui! Mi piace starmene a casa.

Chiaro. La sua politica è molto semplice quando si tratta di corse: salire sulla moto e darci solo del gran gas!

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8 reazioni a Bruce Anstey, il “kiwi” dei record. Tra malattia e vittorie

  1. Anonimo ha scritto:

    Il bruce è il n.1!!!
    A Dunrod in gara 1 sbk ha fatto esultare tutti, loro che di solito non esultano mai … Un grandissimo

  2. Massimiliano ha scritto:

    Bruce è un fenomeno, alla sua età e in condizioni fisiche non perfette fa cose incredibili, il suo talento naturale è inimmaginabile

  3. franco calissi ha scritto:

    Vero,ha corso e corre sempre con moto bellissime e curate

    Su quell’isola nascono talenti straordinari,uomini e donne straordinari e semplici allo stesso tempo

  4. Rino ha scritto:

    Per me è un grande esempio di vita, fatta di fatti e poco chiasso. una vera Icona dello SPORT, come stile di vita.

  5. Rino ha scritto:

    Credo sia uno dei migliori ambasciatori dello sport motociclistico, fatto di passione e amore per la moto. Una vera Icona delle corse su strada, un esempio per tutti.

  6. David Birchall ha scritto:

    Got to love Bruce!
    One of the Greatest ever Road Racers and a lovely, humble guy

  7. Harno #3 ha scritto:

    Grandioso !

  8. Luca ha scritto:

    Grande pilota, ma soprattutto grande persona.
    Gentile con tutti, leale coi colleghi, mai una polemica.
    E manetta paurosa.
    Non per nulla è amatissimo dal pubblico delle road races.
    Il mio mito.
    Go Flyng Kiwi!

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