In queste due settimane abbiamo raccontato le varie sessioni di qualifica del Tourist Trophy, le attese e le gare. Ora, a TT concluso, vogliamo parlare di qualche curiosità raccolta qua e là nel paddock dell’Isola di Man.
DEAN HARRISON E LA SUPERBIKE IBRIDA
Nonostante le 3 vittorie di Michael Dunlop e le 2 di Harrison, la sensazione generale è che il pilota più in forma in questa edizione del TT fosse proprio “Deano”. Il road racer inglese, che ora vive a Laxey, sull’isola di Man, ha impressionato con le “big bikes”, facendo segnare il giro più veloce di sempre nel primo giorno di prove e proseguendo a ritmi inarrivabili dagli altri.
Le sue vittorie nella Superbike Race e nel Senior TT, però, non sono arrivate con una CBR1000RR-R Superbike “pura”. Come spesso accade sul Mountain, infatti, i piloti scelgono delle moto “ibride”, un mix più maneggevole tra Stock e Superbike, ed è quello che Harrison ha chiesto al Team Honda Racing UK: telaio Stock ed elettronica HRC standard, motore Superbike, freni Brembo (non di serie) e radiatore più grande.
DA 4 NEWCOMER A 2
Durante questo TT abbiamo sentito parlare solo di due esordienti, Gary McCoy e Rhys Stephenson, ma i newcomer previsti per il Tourist Trophy 2026 sarebbero dovuti essere 4. Tutti e 4 sono effettivamente arrivati all’Isola di Man, ma due di loro, per motivi diversi, non hanno potuto gareggiare. Franco Bourne, atteso al debutto con il team di Ian Lougher, ha dato forfait prima dell’inizio delle prove per motivi personali; Franco ha solo 21 anni e molto tempo per tornare sul Mountain Course quando si sentirà pronto. La sua Paton ILR ha presto trovato un altro accompagnatore, l’australiano Davo Johnson. L’olandese Jaimie van Sikkelerus, invece, convalescente dopo un infortunio, è stato dichiarato “unfit” dai medici. Avrebbe guidato un 600 preparato da Michael Dunlop.
Il nordirlandese Gary McCoy ha fatto registrare tempi interessanti, salvo poi cadere durante la Supersport Race 1 nel tratto particolarmente umido di Kerrowmoar, fratturandosi alcune vertebre. Il premio di “RST Stars of Tomorrow” è andato quindi a Rhys Stephenson, 20enne del Lincolnshire proveniente dalla pista, pilota più giovane in questo TT 2026.
L’ULTIMO SALUTO DI MCGUINNESS?
John McGuinness ha celebrato durante questo TT i 30 anni sul Mountain Course, usando anche una livrea ispirata alla Honda RS250R Paul Bird Motorsport da lui guidata nel 1996. Nel paddock lo abbiamo visto molto disponibile con la gente, molto più del solito…
Dopo il quinto posto nella Superbike Race, John ha rilasciato un’intervista visibilmente commosso. E dopo l’interruzione del Senior ha dichiarato: “Non voglio finire tutto con una bandiera rossa”…
Aria di ritiro per il leggendario McPint?
ANDREA MAJOLA PREMIATO DAL MANX GP
Gli organizzatori del Manx Grand Prix hanno fatto visita nel paddock del TT ad una loro vecchia conoscenza, Andrea Majola, vincitore della Junior Manx GP Race nel 2024. Andrea è stato premiato con il Malachi Mitchell-Thomas/Billy Redmayne MGP Trophy, un riconoscimento che va ogni anno al miglior pilota che, dopo il Manx, passa al TT. Ovviamente il trofeo in questione si riferiva al Tourist Trophy 2025 disputato dal Majo, con un 11° e 12° posto nelle gare Supertwin. Il premio è stato consegnato direttamente da Dave Redmayne, papà di Billy, straordinario talento mannese scomparso purtroppo a Scarborough nel 2016.
20 CANDELINE PER CONOR CUMMINS
Sembra ieri che quel ragazzino magro e altissimo muoveva i primi passi sul tracciato di casa, ma in realtà sono passati esattamente 20 anni dall’esordio di Conor Cummins al TT (nel 2006 vinse il titolo di miglior newcomer). Quest’anno Conor si è presentato con un suo team, “Conrod Motorsport”, con una BMW per la classe Stock e una Suzuki GSX-R750 (ex James Hind, che si è preso un anno di pausa dalle gare). Cummins avrebbe dovuto correre con la M1000RR Bathams di Michael Rutter nella Superbike, ma dopo le prime qualifiche ha optato per proseguire con la Superstock anche nelle classi Superbike e Senior, non trovandosi perfettamente a suo agio con l’elettronica BSB.
Uno dei momenti iconici di questo TT 2026 è stato il giro d’onore di Michael Dunlop in sella ad una replica della Honda VTR SP1 con cui lo zio Joey Dunlop vinse la Formula 1 Race al TT 2000. Voci di corridoio dicono che Michael si è esibito in un giro tutt’altro che a ritmo di “parata”…
Michael ha inoltre scelto moto tutte diverse per questo TT: Honda per Superbike e Senior, BMW per Superstock, Ducati per Supersport e Paton per Sportbike.
Sono ormai famosi i suoi continui cambi di marchio e il fatto di non legarsi a nessuna casa. Eccetto la Paton: con la squadra milanese Michael ha instaurato una “love story” che dura dal 2018.
LA STORIA DI STEPHEN PARSONS
C’è chi vince perchè taglia per primo il traguardo e chi vince in silenzio la propria battaglia personale. E’ il caso di Stephen Parsons, al quale esattamente 5 anni fa era stato diagnosticato un tumore al quarto stadio esteso a torace, collo e anca. Dopo le chemio, Stephen è tornato al TT ma non è riuscito a completare nemmeno un giro; l’anno successivo ha finito la gara delle 600, quello dopo 4 giri con la 1000. Ora il suo obiettivo era chiudere i 6 giri della gara Superbike: e ce l’ha fatta. Se non è una vittoria questa…
BONETTI A QUOTA 83
Stefano Bonetti estende il suo primato di italiano con più partenze all’attivo al TT, ben 83. Stefano ha esordito sul Mountain Course nel 2004 e ci è tornato quasi ininterrottamente. Il Bonny detiene attualmente il record di italiano più veloce all’Isola di Man, con un best lap a 127.070 mph di media fatto segnare nel Senior TT 2018.





