North West 200 – Una piccola riflessione

Quando termina un grande evento già si inizia a pensare al successivo, mentre a volte è giusto fermarsi un attimo, guardare indietro e riflettere. 

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Stephen Thompson, BMW Penz13.com (Foto: Chris Usal)

La North West 200 2015 ha avuto come sempre un sapore controverso, un intreccio di azione, spettacolo, polemiche e dolori personali. Ups and downs, insomma.

Partiamo dagli ups. L’edizione 2015 della International North West 200, il primo grande appuntamento internazionale di corse su strada della stagione, ha consacrato il local man Alastair Seeley a Re dell’evento al pari dell’amatissimo Robert Dunlop, entrambi a quota 15 trionfi in carriera sul Triangle Circuit. Stesso traguardo per due personaggi profondamente diversi: l’uno, pilota BSB che fa della North West il suo unico appuntamento annuale su strada; l’altro, famoso purosangue delle road races.

Vincitore di 3 gare su 4 disputate quest’anno, Alastair Seeley è sembrato quasi prendersi gioco degli avversari, prestando il fianco a grandi bagarre salvo poi fare sul serio, salutare la compagnia e andare a vincere questo suo unico impegno agonistico alternativo alle gare su pista. I soli che quest’anno sono riusciti ad infastidirlo seriamente sono stati, guarda caso, due giovani piloti da short circuits: Lee Johnston e Glenn Irwin. Quest’ultimo, newcomer impressionante, ha fatto il suo debutto alla NW200 sfiorando la vittoria nella classe Supersport. Strabiliante. Ma Glenn aveva già dato prova delle sue abilità di road racer già all’Ulster GP 2014. Del resto, buon sangue non mente, essendo figlio dell’ex pilota stradale Alan Irwin.

L’unico, poi, ad essere riuscito a scalzare Alastair Seeley dal primo gradino del podio è stato il “generale” Lee Johnston (classe Supertwin a parte, dove hanno trionfato stupendamente a vicenda i due veterani compagni di squadra Ryan Farquhar e Jeremy McWilliams). Johnston, pilota “da pista” ormai focalizzato sulle road races ed in cerca della sua prima vittoria al Tourist Trophy.

E qui mi permetto una piccola riflessione personale, che lascia comunque il tempo che trova perché fatta da chi, in strada e su quelle moto, non è. Dove sono finiti i vari John McGuinness, Guy Martin, Conor Cummins, Gary Johnson, James Hillier ecc ecc? Abbiamo visto “sprazzi di lucidità” da parte dell’onnipresente Bruce Anstey, del ritrovato Ian Hutchinson, di Michael Dunlop, ma dove sono finiti tutti gli altri in queste gare appena concluse?

Ed eccoci ai downs. La North West 200, purtroppo, ha la fama di essere “la meno road race” della stagione, “gara per piloti da pista”, “grande business”, ma soprattutto, una sorta di test pre-TT in cui si prova la moto senza prendersi troppi rischi. Una gara da correre, metaforicamente, con il gas aperto a metà. E allora istintivamente l’ammirazione maggiore va proprio a quei piloti che danno il tutto per tutto sempre, quale appunto Lee Johnston, anch’egli impegnato al TT tra due settimane ma scatenato alla North West 200. Ma guardiamo anche l’altra faccia della medaglia: è così sbagliato cercare di salvaguardarsi in vista dell’imminente appuntamento del TT, sognato e preparato per un anno intero? Certo, non è bello vedere così sottotono dei piloti che potrebbero senz’altro dare di più, ma come dare loro torto? Un esempio su tutti, il privatissimo Dan Cooper, vittima di una caduta in prova alla North West 200, ora si trova a dover “fare i conti” nel vero senso della parola per poter partecipare al TT, con una moto distrutta e gli alti costi che questo sport implica.

Aggiungiamoci poi la pericolosità del luogo, con mass start, velocità da brivido e marciapiedi pronti a “farti lo sgambetto” (vedi la caduta di Dean Harrison provocata dall’impatto proprio con un marciapiede); aggiungiamoci il tempo sempre inclemente; aggiungiamoci la polemica sulla sicurezza delle chicane, per molti piloti semplice alibi di sicurezza (ricordiamo Mather’s Chicane creata dopo la morte di Robert Dunlop), ma spesso proprio esse teatro di cadute. Guy Martin avrà forse un modo tutto suo di esprimersi e i media non aspettano altro che far diventare un tormentone le sue parole (“Le chicane sono fastidiose. I lunghi rettilinei sono noiosi, anche mia nonna saprebbe guidarci a manetta”), ma forse quel puntare il dito contro le bloody chicanes è stato un dar voce a ciò che molti piloti pensano ma che nessuno ha il coraggio di esprimere.

La North West divide. Ma potrebbe avere un modo per riscattarsi ed è quello, a mio parere, invocato dal buon Olie Linsdell: la North West 200 potrebbe essere spostata a luglio, un mese in cui ci sarebbe meno rischio di pioggia in Irlanda del Nord, un mese in cui le altre grandi International Road Races (TT e Ulster GP) sono più lontane, permettendo all’evento di assumere una connotazione diversa e ai team più piccoli di parteciparvi, senza dover prendere un mese di stacco dal lavoro per affrontare NW e TT, troppo, troppo vicini, come accade adesso.

Chissà, magari un giorno gli organizzatori (Mervyn White & Co., che comunque al momento svolgono un lavoro eccellente e non semplice) ci penseranno. Nel frattempo, auguriamo una veloce guarigione ai piloti infortunatisi in questa North West 200: Sandor Bitter, Matthew Rees, Paul Shoesmith, Daley Mathison, Horst Saiger, tutti già dimessi dall’ospedale. Un pensiero speciale va a chi sta purtroppo molto peggio, ovvero il pilota Stephen Thompson e la signora Violet, spettatrice colpita da una moto durante l’orribile incidente tra Dean Harrison, Saiger e Thompson, al secondo giro della Stock Race sabato mattina, nel tratto tra York Corner e Millroad Roundabout. Thompson e la spettatrice rimangono in ospedale a Belfast, in condizioni critiche ma stabili.

I nostri pensieri sono tutti per loro, al di là di ogni polemica e ogni parola.

 

 

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2 reazioni a North West 200 – Una piccola riflessione

  1. Oreste ha scritto:

    Sono convinto e condivido anche io a portare nel calendario Race la NW 200 nel mese di Luglio vista l’importanza della Race.

    Saluti

  2. Rudolf Friedrich 01 ha scritto:

    Sarebbe da considerare questo spostamento di calendario.

    L’obiettivo di avere diverse gare belle ed importanti spalmate adeguatamente nel calendario (anche considerando la meteo) dovrebbe prevalere su altre argomentazioni.

    Ma che fine ha fatto l’idea di un campionato su strada stile TT? Proporrerei senza olbra di dubbio di inserire il Nordschleife (anche se non prattamente ‘stradale’) nel calendario assolutamente!

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