Shaun Muir, le parole del boss Milwaukee Yamaha dopo l’abbandono di Michael Dunlop

 

 

Era successo tutto all’improvviso, con una notizia che giovedì 4 giugno aveva scosso il paddock del TT, senza troppe dichiarazioni, senza troppi fronzoli. Michael Dunlop aveva lasciato il Team Milwaukee Yamaha dopo soli due giorni di prove al Tourist Trophy 2015, giudicando la nuova R1 non in grado di vincere.

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Shaun Muir (Foto: NICK SOYE)

Una telefonata a Steve Hicken di Hawk Racing e la S1000RR Superbike Buildbase venne trasportata dall’Inghilterra all’Isola di Man, mentre la BMW Superstock e la Honda Supersport MD Racing si trovavano già sull’isola dei gatti senza coda… Tutto come lo scorso anno, perché con BMW Michael aveva vinto e poteva vincere ancora.

Shaun Muir, boss SMR, titolatissimo team inglese da anni nel BSB e nelle road races (i ricordi spaziano dalla Honda Hydrex di Guy Martin, alla gialla Swan Yamaha di Ian Hutchinson, fino alla rossa Milwaukee con cui Joshua Brookes ha centrato la doppietta a Brands Hatch lo scorso week-end) non aveva finora rilasciato dichiarazioni in merito a quanto accaduto. Lo ha fatto adesso, a quasi due mesi di distanza, parlando al noto sito web inglese Bikesportnews, che ci ha gentilmente concesso di tradurre in italiano la loro intervista a Muir.

 

“Partiamo dall’inizio, da quando l’accordo è stato siglato” dichiara il manager Milwaukee Yamaha. “Credo che ciò che Michael abbia faticato a capire è quanto fossimo in ritardo e che quindi la preparazione delle sue moto ne avrebbe risentito. Inoltre sarebbero state le terze in ordine di importanza, dopo quelle che usiamo nel BSB. Abbiamo fatto dei test con lui, quindi, solo con una moto Stock. Nell’accordo originario scritto non si parlava di fare i primi tre round del BSB con lui, ne abbiamo solo parlato a voce. Ma poi non siamo riusciti a far correre Michael per questi primi tre round con elettronica YEC, non avevamo abbastanza pezzi; non avevamo nemmeno parti di ricambio Motec per i nostri due piloti BSB, figuriamoci preparare una terza moto per Michael”

Per ovviare a questo inconveniente, prima dell’inizio della stagione road races Michael Dunlop è stato portato a testare la nuova R1 negli short circuits di Kirkistown, Oulton Park e Donington Park. Tutto troppo diverso dai lunghi rettilinei della North West 200.

“Alla North West 200 non siamo riusciti a fare un singolo giro lanciato sulla Superbike. Abbiamo avuto un problema al motore che non ci aspettavamo, poiché durante i test in circuito non si era presentato. Credo che a quel punto Michael abbia pensato di aver bisogno un Piano B, ma avrebbe dovuto essere onesto e aperto. Ora sappiamo qual era il Piano B di Michael, ma i miei ragazzi hanno lavorato per migliaia di ore, per una quantità assurda di ore, per una quantità stupida di ore, andando in Germania con tutte le moto, cercando di trovare una soluzione per poi tornare indietro e preparare tutto per il TT. Ma dopo la prima sera di prove Michael non era contento. Lo stesso piccolo problema compariva ora sulla moto Stock. La Superbike era a posto, la 600 era a posto. E’ poi uscito la seconda sera di prove, il mercoledì. Ha fatto un giro su ciascuna moto, è rientrato e ha detto: Io non guido questa moto, non posso vincere con questa moto. Fine. Era chiaro che non avrebbe cambiato idea.

Abbiamo parlato a lungo quella sera e, dopo aver consultato anche gli uomini Yamaha, abbiamo convenuto che sarebbe stato nell’interesse di entrambe le parti non creare conflitti. A quel punto sono stato onesto, non ho mai forzato alcun pilota a guidare la mia moto se non se la sentiva. Ho capito che era nell’interesse di tutti lasciar andare Michael, libero di guidare un’altra moto e dare al grande pubblico il pilota che voleva vedere. Ci ha lasciati con un grosso grattacapo. Penso che la grande delusione riguardi soprattutto la 600, una moto vincente, con la quale Michael avrebbe potuto vincere due gare su cinque. Con la Superstock aveva concluso al quarto posto alla North West la settimana prima, segnando il record del tracciato al penultimo giro salvo poi essere ripreso da Alastair Seeley all’ultimo. Credo che lì la moto abbia dimostrato di poter fare qualcosa. Con la Superbike invece non era stato dimostrato. Ci aveva fatto solo tre giri e nemmeno uno lanciato.

Abbiamo preso una fregatura. Sì, la sensazione è quella di aver preso una fregatura. Guardiamo nel complesso: se Michael avesse preso il TT di quest’anno così come doveva essere, avrebbe potuto vincere le due gare Supersport, avrebbe potuto concludere nella top 6 in Superstock e realisticamente nella top 3 o 4 nelle gare con la Superbike. Abbiamo forse detto all’inizio dell’anno che gli avremmo fornito moto vincenti? Ovviamente vogliamo vincere, ma a volte semplicemente non puoi e devi accettare un secondo posto. Ma purtroppo questo non è nella mentalità di Michael e avrei voluto che mi avesse detto all’inizio che se non fosse stato in grado di vincere non avrebbe guidato queste moto. Non sta scritto nel suo contratto né nel contratto di nessun altro. Pensavamo di avere una moto vincente ma sfortunatamente non abbiamo avuto la possibilità e il tempo necessari per svilupparla al punto da poter vincere. Il secondo anno avrebbe potuto essere uno scenario perfetto con una forte relazione tra Michael Dunlop e Yamaha. Non siamo mai arrivati a parlare di questo, non ne abbiamo mai avuto il tempo o l’opportunità. E’ davvero una brutta situazione in cui trovarsi. Non è stato professionale, non si può gestire una situazione in quel modo. E’ davvero insolito che qualcuno arrivi e ti dica  ‘Non corro con questa moto’ e ‘questa moto non può vincere una gara’. Non ti aspetti che si butti giù per Bray Hill e dia il 110% per fare il suo lavoro, ciò per cui viene pagato.

Yamaha è stata scontenta? Tutti sono stati scontenti. Yamaha, Milwaukee, tutti i nostri sponsor, ma le nostre decisioni sono state prese nel modo giusto”.

 

Come riporta Bikesportnews, Michael Dunlop si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito.

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Una reazione a Shaun Muir, le parole del boss Milwaukee Yamaha dopo l’abbandono di Michael Dunlop

  1. Oreste ha scritto:

    Leggere quello che dice Muir è interessante oltre al gap presentatosi sulla R1 TT alla fine della vicenda non bella a parer mio ha penalizzato entrambe le parti,,,,,,,,..

    Saluti

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