Scarborough – A Michael Dunlop la Gold Cup, Dean Harrison inarrestabile

Seconda giornata di gare qui all’Oliver’s Mount, purtroppo meno gloriosa di ieri a causa della pioggia che ha rovinato parte degli eventi. Tutto si è svolto comunque come da programma nonostante il maltempo, ma con gare spesso accorciate, fermate con bandiera rossa o addirittura non interrotte laddove sarebbe davvero servito… 

Dopo le qualifiche del mattino, parte la prima gara alle ore 13.00 circa: in pista 600cc e 1000cc per il Darren Lindsay Trophy. Sulla scia delle tre vittorie di ieri, Guy Martin scatta in testa e tenta di mettere subito dei metri tra sé e Dean Harrison. Le prime gocce di pioggia arrivano però a disturbare i piani del basettone Tyco Suzuki: bandiera rossa, gara interrotta. Si attende qualche minuto, la pioggia cessa e si può ripartire: il tracciato però è molto bagnato, le pozzanghere sono ovunque. Ma, colpo di scena, non tutti montano gomme rain. Tra questi, proprio Guy Martin, che perde subito il treno di uno scatenato Dean Harrison. Alle loro spalle Bruce Anstey, Michael Dunlop, Lee Johnston e John McGuinness, arrivato solo ieri sera (per impegni contrattuali). Mentre Harrison accresce il proprio vantaggio su Martin, ricomincia a piovere e questa volta in modo molto forte: ma la gara non viene fermata. McGuinness e Johnston perdono posizioni e decidono di ritirarsi, mentre davanti Dean Harrison termina i soli tre giri della gara con un vantaggio di ben 27.7 secondi su Tom Weeden, che porta la sua Triumph al secondo posto grazie ad una saggia scelta di gomme. Terzo è Michael Dunlop, mentre un Guy Martin in difficoltà scivola in quinta posizione dietro a Ian Lougher.

Seconda gara di giornata, 250cc – Classic: sullo schieramento di partenza mancano Guy Martin (vincitore ieri sulla Matchless ex Martin Finnegan) e William Dunlop (che avrebbe dovuto correre con la 250cc del fratello Michael). Proprio “Micky D” scatta dalla pole con la sua 250cc Cookstown/BE, ma al Mere Hairpin il veterano Ian Lougher stacca fortissimo e si porta in prima posizione. La gara di Michael si fa ora tutta in salita: Lougher si fa avvicinare solo al momento dei doppiaggi, ma infine andrà a vincere con oltre 1 secondo di vantaggio su Michael Dunlop, festeggiando così la sua ultima apparizione a Scarborough. Terzo James Cowton, mentre Gary Jamison vince la gara delle Classic con ampissimo margine (39.5 secondi).

Arriviamo quindi al “main event”, la Steve Henshaw Gold Cup: in pole Guy Martin, al suo fianco Harrison, McGuinness e Michael Dunlop. Vuota la casella di Lee Johnston, costretto a dare forfait per la rottura del motore della sua Superstock. Si prospetta una sfida davvero agguerrita: ma la Gold Cup si rivelerà più che altro una vera carneficina. Al via è McGuinness a scattare davanti a tutti, seguito da Martin e da Michael Dunlop che passa all’esterno Harrison all’Hairpin. Primo colpo di scena: Bruce Anstey scivola, Ian Lougher lo colpisce (fortunatamente senza conseguenze) e cade infortunandosi lievemente una mano e una gamba. Al termine del primo passaggio, Guy Martin viene passato sia da Michael Dunlop sia da Dean Harrison, che però scivola all’Hairpin abbandonando la gara. Intanto, si ritira anche William Dunlop. Il fratello minore invece tallona da vicino McGuinness, ma il sorpasso non è necessario: all’inizio del terzo giro anche John scivola al Mere Hairpin: punto pericoloso, forse con olio perso durante la prima caduta, o forse semplicemente scivoloso per la pioggia. Quattro cadute di fila nello stesso punto, ma la gara prosegue. Michael si ritrova solo nella volata verso la vittoria: Martin, ora secondo, è staccato di circa 10 secondi; ma il nipote di Joey non se la prende comoda, anzi non si risparmia qualche brivido in uscita di curva. Michael Dunlop vince quindi la Gold Cup, rivelatasi una vera e propria gara ad eliminazione, davanti al “re di Scarborough” Guy Martin (visibilmente poco contento, ma soddisfatto del lap record ottenuto ieri). Terzo l’ottimo James Cowton, con la prima delle 600cc.

National F2 Sidecars: bellissima la prima gara di giornata dei sidecar, con una gran lotta per la prima posizione. Harrison/Patterson, dopo aver comandato per i primi giri, sono costretti a cedere il passo ai fratelli Bell, che vanno a vincere davanti al papà di Dean e al suo passeggero. Terzo posto per Lindley/Bell, dopo una bella bagarre con Fenwick/Crowe e Thirkell/Barlow.

In pista le 600cc per la David Jefferies Cup: qui potrebbe arrivare il momento di Guy Martin, ma oggi proprio non è giornata. Al via Dean Harrison (che scatta dalla pole) stringe verso destra e schiaccia letteralmente Martin tra sé e Cowton. Martin è costretto a chiudere il gas perdendo tempo prezioso. Nel frattempo Harrison si è portato al comando seguito da Ian Lougher, James Cowton, Lee Johnston e Guy Martin. Il ragazzino di Bradford è inarrestabile e accresce il proprio vantaggio giro dopo giro. Ma Guy tenta il tutto per tutto ed inizia una rimonta che lo porta a superare prima Lee Johnston, poi James Cowton e infine Ian Lougher, ma Harrison è ormai troppo lontano. Johnston intanto è costretto al ritiro per problemi alla sua Honda East Coast Racing. Tra i più veloci in pista c’è Ivan Lintin, che ha intanto raggiunto la coppia Lougher e Cowton assieme a William Dunlop: i quattro danno vita ad una bella bagarre per il terzo gradino del podio, ma sarà Lougher a spuntarla davanti a Cowton, Lintin e Dunlop. Il velocissimo Dean Harrison vince quindi questa gara 600cc con quasi 7 secondi di vantaggio su Guy Martin. Un vero spettacolo vederlo guidare.

E’ poi il turno delle Supertwins, dove ancora una volta si impone in solitaria Ivan Lintin. Assente Jamie Hamilton a causa dell’infortunio a Killalane: se ci fosse stato anche il giovane pilota della KMR Kawasaki si sarebbe prospettata una bella bagarre, ma con esito ignoto, perchè Lintin sta diventando una vera certezza sulle bicilindriche. La gara è stata fermata per ben due volte a causa di due cadute nelle prime fasi: James Cowton, in particolare, ha riportato a Ryan Farquhar la sua ER650 in condizioni davvero “critiche”. Ma fortunatamente nessuna conseguenza per i piloti. Dopo il dominio dell’intera gara, Ivan Lintin vince davanti a Dean Harrison, il cui nome è ormai costantemente al top delle classifiche di ogni categoria. Terzo posto per Tom Weeden.

125-400cc: Chris Palmer si aggiudica la gara delle piccole cilindrate davanti a Mark Goodings e Joe Thompson. Il mannese Palmer riceve il suo premio quasi commosso: anche per lui, come per Lougher, si tratta dell’ultima gara di una lunga carriera.

La penultima gara di giornata all’Oliver’s Mount, con un paddock che tristemente già inizia a svuotarsi, è la Sidecars National F2: ancora una volta dominano Ian e Carl Bell davanti a Harrison e Patterson. Terzo gradino del podio per Lindley e Bell.

Infine, la Non Qualifiers Race: per il secondo giorno di fila è Davy Morgan a vincere l’ultima gara di giornata. Il simpaticissimo numero 71 taglia il traguardo con oltre 7 secondi di vantaggio su Paul Battersby e Rad Hughes.

Finisce qui la Scarborough Gold Cup 2013, un evento davvero unico su un tracciato, l’Oliver’s Mount, di rara bellezza e spettacolarità. La stagione road racing può ormai dirsi conclusa, fatta eccezione per l’ultima trasferta in estremo oriente per il Macau Grand Prix di novembre.

 

Classifiche complete Scarborough Gold Cup 

(Foto: RRC)

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