Scarborough Gold Cup – Tutti contro tutti all’Oliver’s Mount!

Bellissima giornata di gare qui a Scarborough, con tanto spettacolo,  bagarre, sole e pubblico, il mix perfetto per una  splendida road race! 

Supertwins – Dopo le qualifiche del mattino, alle ore 13.00 locali scatta la gara delle bicilindriche. Assente il favorito Jamie Hamilton dopo la brutta caduta lo scorso week-end a Killalane; è quindi Ivan Lintin a condurre indisturbato dal primo all’ultimo passaggio, seguito a distanza da Dean Harrison e dal giovane pupillo di Ryan Farquhar, James Cowton. Le posizioni di testa rimangono sostanzialmente invariate per tutta la durata della gara, ma è davvero impressionante vedere il passaggio di Lintin e dei due indiavolati inseguitori Harrison e Cowton al Jefferies Jump. In quarta posizione, un po’ attardato, Michael Dunlop sulla ER650 del team Cookstown/BE di John Burrows. Lintin taglia il traguardo con ben 10 secondi di vantaggio su Harrison e Cowton.

125/400cc – Subito dopo partono le piccole cilindrate e lo spettacolo è tutto tra Chris Palmer e Ian Lougher per la prima posizione. Dopo aver guidato l’intera gara, Palmer si ritrova Lougher affiancato per gli ultimi due passaggi: i due veterani, che il prossimo anno non rivedremo più gareggiare (fatta eccezione per il Classic TT), tentano il tutto per tutto ma sul finale è il manxman ad avere la meglio; secondo posto per Ian Lougher a soli 2 decimi, terzo Mark Goodings.

Darran Lindsay Trophy –  Per la terza gara di giornata scendono in pista le “big bikes”. Con le 1000cc Guy Martin dimostra ancora una volta il suo feeling con lo strettissimo circuito dell’Oliver’s Mount, dominando letteralmente la gara. L’unico a tenere il suo passo è Dean Harrison, mentre terzo, più staccato, è un Michael Dunlop non particolarmente affezionato a Scarborough. Seguono Lee Johnston e Bruce Anstey, ma la gara dell’ottimo newcomer del team East Coast Racing si ferma al quarto giro: Johnston è costretto al ritiro per un problema al motore e Anstey, non particolarmente brillante oggi, guadagna la quarta posizione. Martin taglia il traguardo con 3 secondi di vantaggio su Harrison, entrambi veramente impressionanti: il precedente lap record di Ryan Farquhar (2010) viene battuto da Martin al secondo giro, poi da Harrison e di nuovo da Martin, che fa segnare un sorprendente 1:44.269.

E’ quindi il turno dei Sidecar: fa un certo effetto vederli sfrecciare su strade così strette e curve a gomito. Dopo il forfait di Dave Molyneux e l’assenza della coppia Michael Dunlop/Dan Sayle, la vittoria è una questione tra gli equipaggi Harrison/Patterson e Ian Bell/Carl Bell. I Bell guidano la gara dall’inizio alla fine, seguiti da Harrison/Patterson e Fenwick/Crowe: i side sfiorano l’erba in curva, sollevano polvere e al Drury’s Hairpin il motore di Bell scoppietta nei cambi di marcia, mentre Harrison fa scivolare il posteriore in percorrenza di curva. Davvero emozionante! Sono proprio i Bell a vincere la National F2 Sidecar Race con 3.2 secondi di vantaggio su Harrison/Patterson, mentre terzi giungono Fenwick/Crowe.

Jefferies Cup 600cc – William Dunlop, il favorito del gruppo, parte in ultima posizione, ma è protagonista in gara di un eccezionale recupero. Al via scatta bene James Cowton, seguito da Neesom e Mathison, ma Ian Lougher sorpasso dopo sorpasso si porta presto in seconda posizione. Fantastica però la rimonta di William Dunlop, che riesce a concludere al settimo posto. Vince quindi l’ottimo James Cowton, secondo gradino del podio per Ian Lougher e terzo James Neesom.

A seguire, il secondo gruppo delle 600cc. Protagonista assoluto è il giovane Dean Harrison, che conduce la gara dal primo all’ultimo passaggio, guidando in modo davvero spettacolare. I suoi ingressi di traverso al Drury’s Hairpin sono qualcosa di difficilmente dimenticabile! Il suo diretto inseguitore, Lee Johnston, viene però tallonato da Guy Martin, che al secondo giro passa il giovane nordirlandese e si porta alla (inutile) caccia di Harrison. “The Bradford Bullet”, nel frattempo, ha già un vantaggio di 2.6 secondi su Martin, vantaggio che accresce negli ultimi passaggi. Le posizioni rimangono invariate fino al traguardo, con Harrison che vince per 2.9 secondi su Martin, mentre il terzo gradino del podio è per il bravissimo newcomer Lee Johnston. Quarto Ivan Lintin, quinto Jamie Coward, sesto Bruce Anstey.

250cc/moto classiche – Tra le 250cc Parte in testa Ian Lougher, ma alle sue spalle si scatenano i due mastini Michael e William Dunlop, che danno vita ad una bellissima bagarre. Il vantaggio iniziale di Lougher dura poco, perché il gallese viene sopravanzato già al primo giro da Michael Dunlop. Più staccato nelle prime fasi di gara è William Dunlop, seguito da James Cowton e Davy Morgan. Nel frattempo la gara delle moto classiche è comandata da John Fawcett su Seeley G50, mentre Guy Martin è distanziato di parecchi secondi. A metà di questa 250cc/classic Phil Mellor Trophy Race si delineano tre differenti battaglie sul tracciato: il duello spettacolare tra i maestri delle piccole cilindrate, ovvero Michael Dunlop, Ian Lougher e William Dunlop; più staccato il trio James Cowton, Seamus Elliott e Davy Morgan, mentre tra le moto classiche è Guy Martin a duellare con John Fawcett. Il gruppetto di testa tiene gli spettatori con il fiato sospeso, tra sorpassi e staccate al limite, fino a quando all’ultimo giro William Dunlop riesce a mettere la sua Torque Tronix Honda davanti a Ian Lougher e al fratello Michael. La vittoria sembra cosa fatta per William, ma il giovane Michael riesce a strappargli il trionfo nell’ultimo tratto di pista prima del traguardo, vincendo per soli 3 decimi di secondo. Terzo chiude Ian Lougher, quarto Seamus Elliott, che ha la meglio su James Cowton e Davy Morgan. Tra le moto classiche il dominio di Guy Martin diventa assoluto negli ultimi giri, quando recupera, sorpassa e stacca il rivale Jon Fawcett, tanto che il pilota di Kirmington è l’unico della sua categoria a terminare la gara non doppiato dalle 250cc.

600cc David Jefferies Cup – La gara Supersport più importante della giornata è la DJ Cup Race, su una distanza di 8 giri dell’Oliver’s Mount. Tutto è pronto per assistere ad una sfida incredibile tra i migliori piloti qui a Scarborough, ma la corsa viene subito interrotta per un incidente al Mere Hairpin, subito dopo il traguardo. Dodici moto coinvolte e fortunatamente nessun pilota ferito, ma tanto lavoro da fare per i marshal di Scarborough che però, bisogna ammetterlo, riportano la pista in condizioni eccellenti in tempo record. Si riparte, quindi, con le seicento che si lanciano di nuovo verso Mere Hairpin, questa volta, però, senza Dean Harrison e Ian Lougher, entrambi senza moto dopo il crash iniziale. Corsa ridotta a sei giri e assolutamente spettacolare, ma con un chiaro esito sin dall’inizio, con un Guy Martin indiavolato, che tiene un passo decisamente insostenibile per gli altri. Lo segue a distanza William Dunlop, un eccellente Lee Johnston, James Cowton, Ivan Lintin, Bruce Anstey e Jamie Coward. Martin è deciso a fare sua anche questa gara e vederlo affrontare il Jefferies Jump, ruota anteriore alzata e sguardo fisso verso Farm Bends, fa venire la pelle d’oca. I sei giri della gara sono un suo monopolio, mentre dietro di lui imperversa la lotta tra Lee Johnston, James Cowton e Ivan Lintin. Al termine del sesto giro è proprio Martin a prendere per primo la bandiera a scacchi, chiudendo con una bella impennata la prima giornata di gare qui all’Oliver’s Mount. Lo seguono William Dunlop, Lee Johnston, James Cowton, un bravo Ivan Lintin e Bruce Anstey a chiudere la top six.

L’ultima gara, quella dei Non Qualifiers, viene vinta infine da Davy Morgan: il veterano dall’inconfondibile casco fuxia viene acclamato dal pubblico quando passa sul traguardo battendo all’ultimo giro Graves, che aveva condotto la gara dal primo giro.

Si conclude così la prima giornata di gare qui a Scarborough, ricca di battaglie, spettacolo e divertimento. Appuntamento a domani, quindi, per le altre gare e soprattutto, tempo permettendo, per la Gold Cup Race!

 

Classifiche complete Scarborough Gold Cup

(Foto: RRC)

Con le parole chiave , , , , , , , , , . Aggiungi ai preferiti : permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.