“The Birchall Brothers”: i nuovi re della famiglia Sidecar

L’immagine indelebile è quella di due fratelli che, nel pieno dei festeggiamenti, si isolano, si abbracciano, passano minuti interminabili a parlare fitto fitto, fronte contro fronte, tenendo ognuno la testa dell’altro. 

Ben e Tom Birchall dopo la vittoria al TT 2017 (foto: SnapChap)

Due fratelli che hanno appena vinto il loro ottavo Tourist Trophy in carriera, il loro quinto TT di fila, la terza doppietta all’Isola di Man, stabilendo il nuovo record di gara e l’incredibile nuovo record sul giro, i primi nella storia a scendere sotto i 19 minuti al Tourist Trophy con un Sidecar.

E’ questa l’immagine che rimarrà per sempre nella mia mente, quella sera dopo la Senior e la Sidecar Race 2 al TT 2018, in un noto locale di Douglas. Ben e Tom Birchall sono accerchiati dalle loro compagne e dal Team, tuttavia così uniti da sapersi isolare completamente e divenire un tutt’uno nel loro momento di gloria, così come quando affrontano il Mountain Course con il loro “side” LCR Honda.

I fratelli di Mansfield (Nottinghamshire, Inghilterra) hanno riscritto quest’anno i libri di storia del motociclismo a tre ruote. Durante gara 1 Sidecar, sabato 2 giugno, la coppia aveva già battuto il primato fatto stabilire da loro stessi all’Isola di Man nel 2017 a 117.119 miglia orarie di media, ma sarà nel corso dei tre passaggi di gara 2, venerdì 8 giugno, che i due sigleranno l’impresa: in tutte e tre le tornate i Birchall girano al di sotto del lap record. Mentre il primo passaggio li vede secondi in classifica dietro la coppia John Holden/Lee Cain (elogiati dai Birchall stessi per averli spinti a dare il massimo), sarà il secondo giro a consacrare i fratelli Ben e Tom a indiscussi moderni re del Mountain Course su tre ruote. “Da come siamo usciti da Quarterbridge ho capito subito che stavamo per fare qualcosa di grande”, dirà Tom. Un passaggio a 119.250 mph, infatti, fa tremare il Grandstand per il nuovo pazzesco record, il primo giro Sidecar sotto i 19 minuti all’Isola di Man, in 18’59”018. Con l’ottavo TT in carriera, Tom Birchall diventa il passeggero più vittorioso di sempre al TT, a pari merito con il manxman Dan Sayle. Più ardua l’impresa per il pilota Ben, fratello maggiore, che dovrà invece raggiungere i 17 trionfi di Dave Molyneux.

Ancora festeggiamenti per i Birchall (foto: SnapChap)

Ma non è tutto. L’inossidabile duo vanta sul proprio palmares anche tre titoli mondiali: Ben e Tom sono stati incoronati World Sidecar Champions nel 2009, 2016 e 2017. Proprio nel 2009 avvenne il loro debutto al Tourist Trophy, con il primo doppio podio arrivato nel 2012 (dopo aver saltato l’anno 2010); la prima vittoria all’Isola di Man risale al 2013, seguita dalla doppietta 2015, una singola vittoria 2016 e di nuovo doppiette nel 2017 e 2018. Tom, classe 1986, è stato dichiarato secondo miglior newcomer di sempre al TT categoria Sidecar con un best lap in 110.659 mph, appunto nel 2009; meglio di lui solo il pluri-campione del mondo Tim Reeves l’anno precedente.

La carriera dei fratelli di Mansfield al Tourist Trophy non è stata, però, tutta rose e fiori. Due gli incidenti importanti dei Birchall: il primo avvenne nel 2012 a Brandywell, con la coppia costretta a trascorrere una notte in ospedale salvo poi riprendere la settimana di prove e poi salire per la prima volta sul podio in gara. Molto più serio il secondo crash, con il rischio per Ben (classe 1977) di perdere parte della mano destra; lo schianto contro un muretto a Black Dub è infatti avvenuto ad oltre 130 mph e l’incidente ha messo fuori gioco i Birchall dal TT 2014.

I Birchall al TT 2018 (foto: LapConcepts)

La stagione 2018 ha visto Ben e Tom gareggiare su un “side” Honda LCR (ovvero Louis Christen Racing, storico produttore svizzero di Sidecar), ovviamente F2, cioè cilindrata 600cc, l’unica ammessa al Tourist Trophy ormai da parecchi anni.

Il prossimo obiettivo dei “Birchall Bros” sarà il terzo round del Campionato del Mondo Sidecar al Sachsenring, proprio il prossimo weekend (23/24 giugno).

Una coppia che rispecchia al meglio la particolarità della “comunità” delle tre ruote al TT (e non solo), ancora così familiare ed unita. Basti pensare alla coppia padre e figlia Tony Baker e Fiona Baker (lei sposata con il pilota sidecar John Holden), padre e figlio Steve e Matty Ramsden, i fratelli Alan e Peter Founds (che corrono però con equipaggi diversi), o ancora, il compianto Ian Bell che perse la vita in un incidente al TT 2016 con il figlio Carl come passeggero, fino alla coppia scozzese Robin Daykin (lui ultrasettantenne) e la moglie Annette che misero in vendita la loro fattoria per poter correre al TT 2012.

E mentre per loro le entry-list si fanno sempre più ridotte, gli spazi nel paddock non esattamente di primo piano, fino alla richiesta da parte degli organizzatori del TT di “lasciare la sala dopo la premiazione per dare spazio ai piloti moto”, noi ci sentiamo di augurare lunga vita ai Sidecar, emblema di una vecchia scuola alimentata ancora dalla vera passione per le corse.

 

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Una reazione a “The Birchall Brothers”: i nuovi re della famiglia Sidecar

  1. Massimiliano ha scritto:

    Dai Birchall e altri come Reeves e Klaffi si capisce che anche ai campioni del mondo servono almeno tre anni prima di poter vincere il TT. Purtroppo ci sono sempre meno iscritti al sidecar, vedremo quanto la categoria andrà avanti

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