Tandragee 100 – Meeting difficile, Dunlop padrone assoluto

Un weekend di alti e bassi quello della Tandragee 100, storica national road race che si svolge su uno stradale di 5.3 miglia nella Contea di Armagh, in Irlanda del Nord. 

Mike Browne alla Tandragee 100 (foto: Tommy Vennard)

Un tracciato veloce ma tecnico e stretto: dal rettilineo dopo lo start (dove per “rettilineo” si intende un continuo destra-sinistra ricco di dossi, salite e discese) si arriva alla destra secca di Marlacoo, teatro del tragico incidente di Martin Finnegan nel 2008. Si prosegue lottando per tenere le ruote a terra fino alla successiva destra di Castle Corner, poi lungo il tratto molto tecnico di Cooleyhill Road, che porta alla destra di Cooleyhill Cross. Infine l’ultima curva prima del traguardo, Bells Cross (punto in cui cadde il nostro Dario Cecconi).

Come di consueto, i nordirlandesi non corrono di domenica, motivo per cui le prove di queste national si svolgono al venerdì e le gare al sabato.

La entry list dell’edizione 2026 della Tandragee 100 ha visto la presenza di Michael Dunlop (tornato sullo stradale di Armagh per il secondo anno consecutivo dopo un’assenza che durava dal 2013), Conor Cummins (con la sua BMW Conrod Motorsport e in sella anche alla Suzuki Madbros in sostituzione di Gary McCoy, convalescente dopo la caduta al TT), Mike Browne, Shaun Anderson, Micko Sweeney e il mannese Marcus Simpson.

Venerdì 16 giugno il bel tempo ha favorito sessioni di qualifica esaltanti, con Dunlop a scendere sotto il record del tracciato con le 1000cc e Browne con le 600cc. Ma, purtroppo, le due gare previste per la serata sono state annullate e spostate al sabato (con un programma già serrato) a causa di un forte ritardo: questa volta non c’entrano le cadute, bensì il comportamento irresponsabile di un “fan” ubriaco, entrato sul tracciato; i marshal hanno richiesto l’intervento della polizia che, a fatica, ha portato via l’uomo.

Il meteo nordirlandese, si sa, non concede molta tregua: sabato 27 giugno, infatti, la pioggia non ha quasi dato scampo, costringendo gli organizzatori a dichiarare “wet” l’intero meeting, anche se sul finire della giornata il tracciato è andato asciugandosi. E, complici anche parecchie bandiere rosse, non tutte le gare sono state disputate e quelle che si sono svolte sono state ridotte come numero di giri.

Michael Dunlop alla Tandragee 100 (foto: Tommy Vennard)

Re indiscusso dell’evento è stato Michael Dunlop, che ha aggiunto 4 vittorie al suo palmares diventando il terzo pilota più vittorioso di sempre a Tandragee (17), dopo Ryan Farquhar (20) e lo zio Joey (18). Farquhar, tra l’altro, era presente al meeting e ha dato il via ad una delle gare.

Michael ha aperto la giornata con la vittoria nella Open Race sulla sua BMW, scavalcando Browne leader nei primi giri con la Honda Russell; terzo posto per Conor Cummins (BMW Conrod), seguito dal pilota dell’isola di Wight Ryan Whitehall, quinto Marcus Simpson.

Più sudata la vittoria tra le Supersport, dopo l’ottima partenza del poleman Mike Browne; Dunlop riesce nel sorpasso poco prima della fine del terzo giro, mentre nella tornata successiva vengono esposte le bandiere rosse per una caduta e il risultato dichiarato con le posizioni alla fine del giro precedente. Primo Dunlop (Ducati Scars), secondo Browne (Yamaha Russell), terzo Shaun Anderson (Suzuki).

Da una cilindrata all’altra, Michael sale in sella anche alla Moto3 del team di John Burrows vincendo la categoria (che si disputa all’interno della classe Lightweight, vinta invece da Joe Loughlin). Bello vedere Michael sulla Honda NSF250 del team nordirlandese: come a Cookstown, Burrows ha trovato il modo di rimanere coinvolto nelle national road races. Questa volta, però, il cupolino della sua Moto3 aveva un numero differente: 36. A buon intenditor… 

Ciliegina sulla torta per “the Bull”, il trionfo nella “Main Race”, dominando dal primo all’ultimo giro sulla sua BMW MD Racing; secondo posto per il neopapà Mike Browne (sulla Honda Russell Racing), terzo Michael Sweeney (BMW Martin Jones); quarto e quinto posto per i mannesi Simpson e Cummins.

Da segnalare la vittoria di Shaun Anderson (Aprilia Scott Racing) tra le Supertwin, con il favorito Sweeney che scivola al terzo posto sul finale dietro anche a Kevin Lavery, rimanendo a bocca asciutta dopo il dominio di Kells. Il veterano Barry Davidson, invece, sale a quota 110 trionfi nelle Irish road races con la sua vittoria nella Junior Classic.

La giornata è stata purtroppo segnata anche da svariate bandiere rosse; una in particolare ha causato un ritardo di oltre due ore, con il pilota elitrasportato in ospedale. 

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