Intervista a Ian Lougher: il ritiro e il ritorno

E’ sempre triste quando un pilota annuncia il ritiro dalle competizioni. Ancor più se questo pilota ha fatto la storia, se ha lasciato il suo nome impresso in cima alle classifiche e nella memoria degli appassionati. 

Uno dei grandi delle road races che ha recentemente dato l’addio alle gare è stato Ian Lougher, il cinquantenne gallese che dagli anni ’80 è presenza fissa nelle principali corse su strada, vantando una lunga serie di vittorie e podi. Nato a Cardiff nel 1963, Lougher debutta sull’Isola di Man al Manx Grand Prix del 1983, concludendo al terzo posto la Newcomers Race 350cc alle spalle di Robert Dunlop e dell’amico Steve Hislop.

L’anno successivo arriva il suo primo Tourist Trophy, che Lougher conquisterà per ben 10 volte a partire dal 1990: con il drago rosso del Galles sempre in vista, Ian viene presto riconosciuto “maestro” delle piccole e medie cilindrate, vincendo il Tourist Trophy anche nel 1997, 1999, 2000, 2002, 2005, 2008 e 2009 (2) nelle categorie 125, 250 e 600cc.

Altri 19 podi al TT, 8 successi alla NorthWest 200, 32 alla Southern 100, 132 a Scarborough (dove è il pilota più vincente di sempre) e 13 all’Ulster GP. Proprio qui gli

Richard Britton e Ian Lougher (foto: realroadracing.com)

Richard Britton e Ian Lougher (foto: realroadracing.com)

organizzatori gli hanno dedicato la curva Budore rinominandola Lougher’s.

La figura di Ian Lougher è poi associata anche a moto e livree che hanno fatto la storia: V&M Yamaha, Tas Suzuki, DMRR Honda (compagno di Richard Britton), Aim Yamaha, Blackhorse Yamaha, Blackhorse Honda (con il mitico 600 viola), VK (di Paul Bird), Stobart Honda, fino ad arrivare a Blackhorse Kawasaki, squadra della quale fu pilota e team manager. Nel 2012 il team cambiò nome in ILR (Ian Lougher Racing), disputando il British Superstock 1000 con Victor Cox (con supporto ufficiale Kawasaki UK) e le road races con lo stesso Lougher.

Il 2013 è stata la sua ultima stagione da pilota: Ian, sulle Honda gialle e nere Corless/Jackson, è riuscito a portare a casa altri successi, come all’Ulster GP (125cc) e alla Scarborough Gold Cup (250cc), dove lo abbiamo incontrato e intervistato. Il suo non sarà un ritiro definitivo, essendoci già in programma la partecipazione al Classic TT 2014, ma piuttosto un ritiro dalle corse delle “moto moderne”. Un ritiro forse premeditato ma sicuramente accelerato dalla scomparsa del caro amico Yoshinari Matsushita al TT

2013: proprio Lougher aveva fatto debuttare Matsu al Tourist Trophy, così come fece con Mark Buckley, che ebbe invece un incidente fatale alla NorthWest 200 2012.

Episodi che certamente segnano e fanno riflettere. Ma Lougher ha voluto terminare la

Ian Lougher, MacauGP 2013 (Foto: Luca Colombara)

Ian Lougher, MacauGP 2013
(Foto: Luca Colombara)

sua carriera, ironicamente, proprio sul tracciato più pericoloso di tutti, dove non correva dal 2006: Macao. Vederlo passeggiare sereno per la pit lane è stato un vero piacere: “Just to finish a big part of my life with a smile even bigger”, disse Ian all’amico Mario Donnini. E a Macao, quel sorriso Lougher lo aveva eccome…

 

(L’intervista seguente è stata realizzata alla Scarborough Gold Cup a settembre 2013. In fondo si trova il video dell’intervista in lingua originale, dove Ian scherza anche in italiano. Purtroppo il video ha qualche disturbo in sottofondo: si stava svolgendo poco distante la consueta festa dopo le gare all’Irish Quarter, mentre il camion del team RC Express suonava ripetutamente il clacson per salutare la folla. Rumori, sì, ma da “vero paddock road racing”!) 

 

Allora Ian, come è andata questa Scarborough per te?

Mah, bene! Ovviamente è stata la mia ultima partecipazione qui a Scarborough, un posto molto speciale. E’ stato un po’ altalenante, a dire la verità. Qualcuno è caduto e ha atterrato sette piloti ieri nella 600cc, quindi mi sono infortunato leggermente la mano e la gamba, niente di che, ma quella è stata un po’ la nota negativa. Ho vinto la 250cc oggie e sono contento! Non vedevo l’ora della gara delle 125cc oggi, ma il motore si è rotto. Ieri ho fatto una bella battaglia con il mio vecchio rivale, Chris Palmer, ero fiducioso per oggi, ma come ho detto il motore si è rotto nella 125cc. Abbiamo fatto un primo ed un secondo ieri, sfortunatamente non nel modo in cui avrei voluto vincere la gara, ma queste sono le corse… Nella gara principale di oggi, la Gold Cup, Bruce Anstey è caduto davanti a me alla prima curva. Sono riuscito ad evitare la sua moto, ma ho colpito lui e ci siamo trovati l’uno sopra l’altro. Ma lui era ok e questa è la cosa più importante. E’ stato un peccato però essere eliminato dalla gara.

Hai fatto parecchie gare qui negli anni, ti piace correre a Scarborough?

E’ una cosa simpatica poiché la prima volta che sono venuto qui, nel 1985, un po’ di tempo fa (ride), non mi era piaciuto veramente, ma le moto sono migliorate molto dal punto di vista delle sospensioni e da allora ho iniziato ad apprezzarlo di più. Sì, mi piace e negli anni, dopo la mia prima vittoria, mi è piaciuto sempre di più. Mi diverto molto qui. Inoltre gli organizzatori sono sempre stati gentili con me e Scarborough è stata sempre dalla mia parte!

Come sta procedendo questa stagione, il 2013, come pilota e come team manager?

E’ stata nuovamente una buona stagione come team manager. Lo scorso anno uno dei nostri piloti, che è tuttora con noi, ha concluso al terzo posto il British Superstock 1000, che è un campionato molto combattuto nel BSB. Ha finito terzo, quindi un’ottima stagione. Quest’anno al momento siamo terzi e quarti con un altro pilota, Phillip Buckalnd, un ragazzo svedese. Quindi sta andando tutto molto bene… All’ultimo round abbiamo finito secondi e terzi, quindi le cose stanno andando bene e ne sono felice perché penso che questo sarà il mio ruolo nello sport nei prossimi anni. Per quanto riguarda la mia stagione da pilota ho fatto delle cose buone qua e là… Dal punto di vista del TT sono peggiorato un po’, perché sono stato molto occupato con il team e la cosa mi ha un po’ infastidito… Da qui la mia decisione di ritirarmi: se so di non dare il 100% nelle gare posso commettere degli errori e non essere competitivo, ed io voglio esserlo. Se iniziassi a fare degli errori, poi, potrei anche farmi male.

Hai intenzione di fare il Classic TT l’anno prossimo? Ci sono dei rumors secondo i quali farai il Classic, non è vero?

Sì sì, ho fatto il Classic un paio di settimane fa ed è stato molto bello, mi sono divertito! Un bel meeting, delle belle gare e penso che diventerà sempre più grande. Se dovessi avere una buona moto parteciperò il prossimo anno. Sono arrivato quarto questa volta facendo il giro più veloce di sempre con una monocilindrica “push rod”… E’ stato molto bello e piacevole, hai il tempo di pensare alle cose, mentre le moto moderne sono così veloci, da pazzi! Sì insomma, spero nel futuro di continuare a guidare.

Qual è il ricordo o il momento migliore della tua carriera? Questa è difficile…

E’ difficile sì! Probabilmente la mia prima vittoria al Tourist Trophy, quando ho battuto Steve Hislop, che era mio amico. In un certo senso siamo arrivati alle gare assieme e lui aveva una Honda ufficiale, mentre io era su una Yamaha privata. Non avrei mai pensato di poter finire vicino a lui, magari dal quinto all’ottavo… Invece ho finito per batterlo con un lap record, è stato fantastico! Questo penso sia il mio ricordo migliore. Ho fatto tante altre belle gare, ma quando si tratta di ricordi migliori la tua prima vittoria al TT è sempre qualcosa di speciale.

Qual è la tua curva, sezione o il tuo posto preferito al TT?

Mi piacciono molto una serie di curve dopo il Gooseneck. La seconda curva a sinistra dopo il Gooseneck mi piace, penso sia la mia favorita.

Prima di Guthrie’s?

Sì, prima di Joey’s. E’ una curva a sinistra davvero veloce ed è molto particolare. Mi piacciono le curve piuttosto cieche, dove devo usare la mia immaginazione per vedere oltre e dove si sfrutta tutta la strada. E’ molto soddisfacente quando riescono bene, parlando di TT. Probabilmente anche il 33° miglio, che porta poi a Keppel Gate, è la mia seconda parte preferita. Altre curve oltre a queste sono all’Ulster GP…

Penso sia Lougher’s, non è vero?

Sì! Quella è davvero speciale… Mi chiesero qual era il mio punto preferito e lo chiamarono con il mio nome. Sai, una cosa molto speciale per un pilota.

Fantastico!

E’ fantastico! Fantastico (lo ripete in italiano)

Dici bene! Grazie mille Ian!

Grazie! Ciao!

 

 

(Foto copertina:David Collister. Ian Lougher, TT Zero 2013, Matsushita Tribute)

 

 

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3 reazioni a Intervista a Ian Lougher: il ritiro e il ritorno

  1. marco grasso ha scritto:

    IAN è una leggenda!!!!

  2. Mr Ballimoney ha scritto:

    Grande Ian, uno che ha lasciato il segno nelle piccole cilindrate ed un gran signore. Avrebbero molto da imparare da lui i piloti della moto Gp. Uno che viene purtroppo penalizzato dalla caduta di Bruce (Anstey) e risponde che l’ importante è che nessuno si sia fatto male. Sicuramente anche come manager farà molro bene.

  3. davide ha scritto:

    MASSIMO RISPETTO un Pilastro delle RR!

    Grandissimo e velocissimo

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