Classic TT nel caos parte 3 – La versione di Greenall Racing

Continua la saga di polemiche che ha colpito il Classic TT dopo la squalifica di ben 4 moto dalla classifica Superbike.

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Horst Saiger (foto: LapConcepts)

Mentre l’organizzatore tace, attenendosi al chiaro regolamento, i Team Mistral Racing e Greenall Racing si sono sentiti in dovere di spiegare la loro versione dei fatti, entrambi sottolineando che le moto di Michael Dunlop e Michael Rutter non sono state controllate nel post-gara.

Dopo la versione di Mistral, ecco quella di Angus Greenall, Team Manager Kawasaki Greenall Racing, che ha visto la squalifica delle sue due Kawasaki 750 sulle quali correvano James Hillier e Horst Saiger:

“Dopo il Classic TT degli scorsi anni, noi di Greenall Racing abbiamo convenuto che non avremmo potuto competere contro le grosse Suzuki e Yamaha con i nostri 750cc e abbiamo deciso di correre con pistoni maggiorati. Pensavamo che anche gli altri top team avessero intrapreso questa strada per essere competitivi. Ci è sempre stato fatto credere che lo spirito del Classic TT fosse quello di creare un grande show e il nostro intento era proprio quello, oltre a voler almeno essere competitivi, se non vincere. Ingenuamente, non abbiamo mai pensato che il nostro fosse un imbroglio dato che l’accettazione delle moto è a discrezione degli organizzatori e non ci sono neppure premi in denaro.

Non ci saremmo mai aspettati di essere esclusi dalla classifica, oltretutto negli anni precedenti nessuna moto era stata controllata e sapevamo di aver costruito due delle moto migliori e più sicure di tutto il paddock. Ma con il senno di poi, sembra abbastanza ovvio che il Manx Motorcycle Club e i suoi scrutinatori non abbiano visto di buon grado il Classic TT. Sono certo che i nostri piloti si sono divertiti sul Mountain Course alla guida di moto ben preparate. Ciò che ci fa arrabbiare è il modo in cui siamo stati trattati dopo la gara. Greenall Racing non ha sponsor, è un team formato da persone che prendono ferie dal loro lavoro abituale per venire qui e lavorare per hobby; ci possiamo permettere solo un grosso meeting all’anno e scegliamo il Festival of Motorcycling. Nei 38 anni di presenza di Greenall all’Isola di Man, non siamo mai stati trattati con tanta arroganza e disprezzo da un capo scrutinatore.

Dopo la gara, ci hanno chiesto di aprire il motore assieme al primo e al secondo classificato; nessun problema. Le moto giunte al quarto, quinto e sesto posto sono state messe di fronte all’area scrutinii per verificare la dimensione del serbatoio. Tutti i serbatoi sono stati misurati ad eccezione di quello di Michael Dunlop; i suoi meccanici hanno tolto il serbatoio dalla moto ma poi lo hanno rimontato senza che fosse stato verificato. Poi gli scrutinatori ci hanno detto che avrebbero dovuto controllare i motori (alesaggio e corsa). Quando abbiamo domandato se il motore di Dunlop fosse stato verificato, ci hanno risposto che lo avevano fatto durante la settimana di prove e che era poi stato sigillato. Abbiamo chiesto di poter vedere il sigillo e ci hanno risposto che era già stato tolto e buttato. In tutto il tempo che la moto di Dunlop è stata nell’area scrutinii nessuno si è avvicinato e le carene non sono state tolte. A quel punto volevamo vedere dove era stato messo questo sigillo sulla moto, ma il capo scrutinatore si è visibilmente irritato e ci ha risposto che se non avessimo cambiato atteggiamento saremmo stati esclusi dal meeting. Siamo anche stati informati da diverse persone che la sera precedente il motore di Dunlop era stato visto aperto. Avremmo voluto confrontarci con il suo meccanico, ma era prontamente scomparso. Inoltre, sappiamo che un newcomer aveva chiesto che il suo motore venisse sigillato dopo la Newcomers race per poter correre anche la Junior, ma gli era stato risposto che non c’era la possibilità di sigillare motori…

Dieci minuti più tardi, il capo scrutinatore ci ha chiesto se il motore della nostra seconda moto fosse uguale e abbiamo risposto affermativamente. Si è complimentato per la nostra onestà.

Vorremmo anche correggere l’articolo di BikeSportNews che dice che le prime 3 moto sono state controllate. Questo non è vero perché la moto di Dunlop è rimasta intatta. Dopo la nostra squalifica e quella di Silicone, la moto di Rutter è stata eletta al secondo posto ma nemmeno quella è stata verificata. E’ stato invece chiesto a Mistral Racing di smontare la moto al quinto posto  ma il team manager si è rifiutato dato che le moto di Dunlop e Rutter erano rimaste intatte, ed è quindi stato escluso dalla classifica. Dopo un paio d’ore abbiamo scoperto anche noi di essere stati squalificati. Le voci sul nostro conto sono iniziate a circolare e abbiamo quindi sentito la necessità di rilasciare un comunicato ufficiale. Siamo sicuri che agli spettatori lungo il tracciato non interessino realmente le cilindrate, vogliono solo vedere top riders su moto al top e questo è il nostro fine. Possiamo confermare che la nostra squalifica ha riguardato entrambe le nostre moto perché i motori erano sovradimensionati di 0.5 mm; una Kawasaki 750cc non è competitiva contro le ‘cosiddette legali’ XR69 con motore Bandit e le ‘cosiddette legali’ XJR1300 Yamaha. Negli ultimi tre anni le moto non venivano controllate post gara perché questo era un Festival of Motorcycling ed era nello spirito del meeting avere moto competitive per assicurarsi che non fosse un ‘one man show’ “.

 

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James Hillier (foto: LapConcepts)

Interessanti anche le opposte reazioni dei due piloti del Team Greenall, James Hillier e Horst Saiger.

Il fortissimo Hillier accusa il Team affermando “Non sapevo che la mia moto non fosse conforme al regolamento. Mi sono preso rischi e ho fatto del mio meglio per niente. Le regole sono regole e non le infrangerei mai volontariamente. Mi scuso con tutti gli altri piloti e i miei fedeli sponsor. Tornerò l’anno prossimo con una moto legale per un altro team”.

Più filosofico invece l’austriaco Horst Saiger: “Non è divertente essere squalificati e ci sono molti rumors, quindi sento il bisogno di dire anche io come vedo le cose. Per quanto mi riguarda, il Classic TT è un festival e uno show, il regolamento dice tutto: ‘Agli organizzatori spetta il diritto di accettare l’iscrizione di una moto che non è conforme al regolamento se questo può migliorare lo spettacolo delle gare’.  Non è un campionato e non ci sono premi in denaro. 750cc contro 1300cc, moto ad alta tecnologia contro vecchie moto standard, grandi team con piloti professionisti contro amatori. Onestamente non prendo la cosa troppo seriamente. Sono solo felice di avere una buona moto e un buon team, in modo da poter guidare in sicurezza sul Mountain Course.

No, non sapevo che la mia moto fosse contro il regolamento…ma non l’ho nemmeno chiesto perché semplicemente non lo voglio sapere! Dopo il parc fermè il mio boss Angus Greenall è venuto da me e mi ha detto ‘Mi dispiace Horst, sei fuori. I tuoi pistoni erano sovradimensionati di 0.5mm. E’ stata una questione economica perché i pistoni da 72.5mm sono parti speciali e sarebbero costati 3.000 sterline, mentre i 73mm sono standard al prezzo di 40 sterline’.

Sicuramente non è stata una cosa giusta e avrebbero potuto usare pistoni più piccoli, ma credo che anche il boss non abbia preso la cosa troppo seriamente. Lui e il team mettono i soldi guadagnati con il loro lavoro e ore e ore di lavoro su queste moto per darmi il meglio ed essere parte di questo spettacolo. Non sono arrabbiato con lui e credo che avrei guidato lo stesso anche se avessi saputo che era fuori dal regolamento per 0.5mm. Perché nessuno che conosco nel paddock penserebbe che mezzo millimetro faccia una differenza di risultato! Mi sento sicuro sulla moto quando so che Greenall l’ha preparata e questa è la cosa più importante per me. Ora l’intero paddock ha capito che il Classic TT non è più uno show, ma da adesso in poi sono vere e proprie gare. Starò con il team se decideranno di continuare a tornare al Classic TT e sarò felice di avere il loro appoggio anche alla North West e al TT.

PS: cosa significa l’ultima frase del regolamento? ‘Il pilota ha la totale responsabilità dell’eligibilità della moto’ “.

 

 

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4 reazioni a Classic TT nel caos parte 3 – La versione di Greenall Racing

  1. Alessandro ha scritto:

    Piano piano rovineranno anke le road races, poi come si fa a nn controllare il 1o classificato.Sta cosa mi da molto da pensare…

  2. Bernini Michele ha scritto:

    Come pensavo , di Classic in queste gare c’è poco a parte l’estetica.
    Oh, è così anche nelle gare d’epoca in italia, che frequentavo ai tempi della Guzzi. le gare son gare e la gente vuol vincere.
    Credo che a questo punto gli organizzatori dovranno essere un pò più chiari in materia di regole. anche perchè l’evento sta crescendo oltre le aspettative. o forse proprio perchè l’evento sta crescendo nella direzione che gli organizzatori volevano, e ci competono i top rider del TT, ci vogliono regole chiare.

    E comunque, che una XR69 del 1981 vada più forte di una YZR500 degli anni 90 non ci credo manco se lo vedo.

  3. Anonimo ha scritto:

    Comunque, aggiungo una domanda. Come può una XR69 essere 1300cc ed essere regolare visto che l’originale era 1000cc?

  4. Bernini Michele ha scritto:

    Comunque, aggiungo una domanda. Come può una XR69 essere 1300cc ed essere regolare visto che l’originale era 1000cc?

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