Scarborough: a Lee Johnston la Gold Cup, briciole a Harrison. Occhio a James Hind

Lo scorso weekend, in concomitanza con la Cookstown 100, si è svolta la 69^ Scarborough Gold Cup all’Oliver’s Mount, l’ultimo baluardo delle corse su strada su suolo inglese. 

Lee Johnston sulla R6 Ashcourt Racing (foto: Gary Hawlett)

Tre giorni tra prove e gare sul tracciato del North Yorkshire, da venerdì 11 a domenica 13 settembre, con tanto di pubblico e relative norme anti-Covid. Ma Scarborough, così come Cookstown, ce l’ha fatta. Grazie ad un’organizzazione eccellente e tanto buon senso, anche le road races hanno potuto riprendere. Prima la Barry Sheene Classic a metà agosto, poi la Gold Cup sempre all’Oliver’s Mount, poi la Cookstown 100 in Irlanda del Nord e, probabilmente, il Macau GP a novembre: le uniche road races del 2020.

La prestigiosa Gold Cup, terreno di scontro anni fa tra big del calibro di Giacomo Agostini e, più recentemente, teatro di innumerevoli vittorie dell’idolo locale Guy Martin, ha recentemente subito un cambio di rotta in nome di una maggiore sicurezza: abolite le 1000cc, si corre al massimo con le Supersport.

E proprio tra queste è emerso con netta supremazia il nordirlandese Lee Johnston, che si assicura la sua seconda Gold Cup di fila regolando più e più volte il caro amico Dean Harrison, che con un “tuffo nel passato” si presenta al Mount con i colori RC Express. Un grande applauso anche al veterano Ian Lougher, recordman di vittorie all’Oliver’s Mount, ma anche al giovane talento James Hind, due volte vincitore al Manx GP e debuttante a Scarborough solo lo scorso mese, ma già nelle posizioni che contano. Ovvero in cima alla classifica.

 

Sabato 12 settembre

La giornata parte con le rumorose bicilindriche 650cc che accendono subito l’attenzione degli spettatori lungo le 2.43 miglia dello stradale arroccato sull’Oliver’s Mount. In pole James Hind sulla Paton ILR, autore di una performance eccellente, ma non abbastanza da fermare il favorito Jamie Coward, che vince sulla ER6 KTS; terzo posto per Dominic Herbertson, quarto Ian Lougher con la seconda Paton.

Dean Harrison con la Kawasaki Greenall Racing, dominatore tra le Classic Superbike (foto: Gary Hawlett)

Nel corso del pomeriggio, Coward raddoppierà trionfando nella Supertwin Race 2, questa volta regolando il grande assente di gara 1 Dean Harrison sulla ER6 RC Express (Team con il quale “Deano” ha trionfato per ben 2 volte al Tourist Trophy proprio con le 650cc); completa il podio il ventunenne Hind, con il suo team manager Lougher di nuovo quarto.

Il due volte vincitore al Manx Grand Prix riesce a rifarsi nelle “2&4 Strokes Races”: con una Yamaha TZ250, in gara 1 James Hind piazza 11 secondi tra sé e il secondo classificato Joey Thompson, mentre in gara 2 i secondi di vantaggio sono addirittura 26 (su Chris Moore).

Tra i Sidecar, grande attenzione per l’esordio a Scarborough dei pluricampioni del mondo e plurivincitori al TT Ben e Tom Birchall: in gara 1 gli inglesi centrano un terzo posto dietro a Lee Crawford/Scott Hardie e Conrad Harrison/Andy Winkle, mentre in gara 2 riescono a prendere la leadership dopo un contatto tra Crawford e Harrison, salvo poi ritirarsi e lasciare proprio a Crawford la vittoria su Harrison e i Ramsden.

La categoria più attesa di questa prima giornata alla Scarborough Gold Cup è tuttavia la 600cc e il duello previsto tra i rivali e grandi amici Dean Harrison e Lee Johnston. In pole, però, nessuno di loro due, ma il giovane James Hind. In gara Hind viene subito passato da Johnston e Harrison, che staccano il gruppo e danno vita ad un’accesa bagarre per la delizia degli spettatori: Johnston conduce gran parte della gara, cedendo però il passo a Harrison nelle ultime battute, salvo poi riportarsi in testa all’ultimo giro e vincendo con la Yamaha Ashcourt Racing per soli 0.3 secondi sulla Kawasaki RC Express di Harrison. Terzo proprio James Hind.

Il “generale Lee” pare inarrestabile al Mount e centra la doppietta qualche ora dopo: gara 2 Supersport viene interrotta e ripresa per un incidente, ma Lee non perde la concentrazione e trionfa di nuovo su Harrison, entrambi dopo aver girato molto vicini al lap record; completa il podio questa volta Dominic Herbertson.

Piccola consolazione per Harrison la vittoria tra le Classic Superbike, in sella alla Kawasaki ZXR750 Greenall Racing, con un margine di ben 26 secondi sugli inseguitori; “Deano” rinuncerà poi a partecipare a gara 2 tra le classiche, lasciando la vittoria a Dave Bell.

 

Un’accoppiata inaspettata: Harrison con i colori RC Express, dopo tanti anni (foto: Gary Hawlett)

Domenica 13 settembre

Il sole splende sulla costa orientale dell’Inghilterra e sulla vivace cittadina di Scarborough. All’Oliver’s Mount tutto è pronto per la seconda e ultima giornata di gare. Si accendono per primi i motori delle bicilindriche 650cc: riuscirà Jamie Coward a proseguire la scia di successi dopo la doppietta di ieri? No, perchè l’inglese di KTS Racing trova in Dean Harrison un osso troppo duro. E’ bastata una sola gara a “Deano” per riacquistare familiarità con la categoria Supertwin e andarsi a prendere la prima vittoria di giornata, la sua 90^ in carriera a Scarborough; secondo posto per l’ottimo James Hind su Paton S1, poi Dominic Herbertson su una ER6 marchiata Cowton Racing; ancora quarto il veterano Lougher su Paton ILR, mentre Coward è vittima di una scivolata nel tratto del Memorial.

Il pilota inglese di casa KTS ci prova con tutte le sue forze in gara 2, chiudendo dietro a Harrison per soli 2 decimi, con Ian Lougher finalmente sul terzo gradino del podio.

Sorpresa anche tra le 2&4 Strokes, con il favorito Hind che esce di scena al primo giro lasciando la vittoria nelle mani del local man Joey Thompson; Hind non prenderà parte nemmeno a gara 2, conclusasi con la doppietta del giovane Thompson, molto conosciuto sul posto grazie anche alla sponsorizzazione con cui l’azienda di suo padre aiutava gli organizzatori di Scarborough.

In seguito, ecco in griglia le Supersport, per un rinnovato duello Johnston-Harrison. E, in una gara accorciata dalle bandiere rosse per la caduta di Herbertson, è di nuovo il nordirlandese Johnston a tagliare per primo il traguardo sulla R6 Ashcourt Racing, nonostante il ritmo di Harrison che con la ZX6R RC Express fa segnare il nuovo record di categoria all’Oliver’s Mount (in 1’45”625) piazzandosi secondo; completa il podio l’inglese Joey Thompson.

L’equipaggio Crawford/Hardie, 4 vittorie su 4 gare (foto: Gary Hawlett)

Come nella giornata precedente, Harrison si toglie qualche soddisfazione con la Kawasaki Greenall vincendo di nuovo le due gare della Classic Superbike. Ma non è tutto, perchè più tardi, finalmente, “the Bradford bullet” riesce ad imporsi su Lee Johnston nella seconda gara Supersport: è di nuovo una bagarre accesissima quella tra i due amici, che si chiude con la vittoria di “Deano” per soli 5 decimi su Lee, con l’inglese Mike Norbury terzo.

Lo spettacolo prosegue con i Sidecar, che sugli stretti saliscendi del Mount regalano sempre grandi emozioni: da vedere dal vivo una volta nella vita! Senza cambiamenti rispetto al giorno precedente è ancora la coppia Crawford/Hardie a trionfare su Conrad Harrison/Andy Winkle, con Steve e Matty Ramsden al terzo posto. Assenti i Birchall sia in gara 1 che in gara 2, che si conclude con le prime due posizioni invariate e l’equipaggio Bruce Moore/Ashley Moore sul terzo gradino del podio. Davvero una fantastica performance per Lee Crawford e il suo passeggero, con 4 vittorie su 4 gare disputate.

E, per concludere, la gara delle gare, la prestigiosa Steve Henshaw Gold Cup: 8 giri di quella che un tempo era una sfida tra le potenti 1000cc, mentre ora in griglia vediamo di nuovo le Supersport. L’azzurro della R6 Ashcourt Racing sembra “dichiarare guerra” al rosso e blu della ZX6R Dafabet RC Express: un testa a testa che si è riproposto per tutto il weekend e che non mancherà nella gara più attesa dell’evento. Ma, per Harrison, complice anche una moto e un team non suoi, non c’è niente da fare: Johnston è in gran forma e piega l’avversario ancora una volta, per soli 2 decimi, in quella che è una vera e propria lotta a due. Il terzo classificato Joey Thompson, infatti, taglierà il traguardo addirittura dopo 23 secondi!  Seguono l’ottimo James Hind, un Jamie Coward un po’ sottotono, poi Tom Weeden.

E’ la seconda Gold Cup di fila che vede il trionfo di Lee Johnston, che nel 2019 divenne il terzo nordirlandese  della storia a vincerla dopo Ryan Farquhar e Michael Dunlop.

 

 

 

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