Scarborough Gold Cup, penultima road race della stagione

Se l’Irlanda del Nord e l’Isola di Man sono comunemente considerati il cuore pulsante delle corse su strada, esiste in Inghilterra un tracciato tanto piccolo quanto affascinante, ultimo baluardo delle road races in suolo inglese.  

Si tratta dell’Oliver’s Mount, circuito arroccato sull’omonima collina nella cittadina costiera di Scarborough (North Yorkshire). Un luogo fantastico che ospita ogni anno, tra i vari eventi, le più famose Spring Cup in aprile, Cock o’ the North in luglio e Gold Cup a settembre. I saliscendi dell’Oliver’s Mount saranno teatro proprio della Steve Henshaw International Gold Cup tra domani e domenica, 13 e 14 settembre.

Un evento ben organizzato dall’Auto66 Motorcycle Club, che è recentemente riuscito a riportare Scarborough quasi ai fasti del passato, luogo di epiche battaglie tra strette stradine. Proprio in onore di quei tempi, la “Esses” è stata da poco rinominata “Grant’s”, come omaggio a quel Mick che qui all’Oliver’s Mount fu autore di vere e proprie bagarre con il collega Barry Sheene. Lo scorso anno, invece, due curve sono state titolate a Ian Lougher e Chris Palmer.

La penultima road race della stagione prima del Macau GP giunge quest’anno alla sua 64^ edizione, attirando come sempre grandi nomi. Saranno presenti John McGuinness, Bruce Anstey, Ryan Farquhar, Lee Johnston, Steve Mercer, Jamie Hamilton, il bravissimo James Cowton (attualmente secondo nella classifica Duke Road Race Rankings alle spalle di Dean Harrison, che sarà invece assente a causa dell’infortunio dell’Ulster GP, lasciando quindi a Cowton la possibilità di mettere le mani sul primo posto). E poi Daley Mathison, Ivan Lintin, numerosi campioni sidecar come Dave Molyneux, Tim Reeves, Ian Bell e il pilota di casa Conrad Harrison.

Assente il vincitore della Gold Cup 2013, Michael Dunlop, e assente anche Guy Martin, solitamente l’uomo da battere qui a Scarborough, impegnato però con il mondiale endurance alla 24 ore di Le Mans.

L’appuntamento è sabato 13 settembre alle ore 9.00 con le prime prove e a seguire le gare dalle ore 13.30 (locali). Domenica si parte con le prove ancora dalle 9.00 e le gare dalle 10.30.

 

Il tracciato – Il percorso dell’Oliver’s Mount, lungo 3.88 chilometri, gira in senso antiorario e presenta tanto curvoni veloci e aperti quanto curve a gomito da prima marcia. Si parte dal brevissimo rettilineo del paddock per infilarsi subito nel primo vero scar mapimbuto del circuito, il “rampino” a sinistra noto come Mere Hairpin, dal quale vengono scattate le foto classiche dell’evento e teatro lo scorso anno di una memorabile “carambola”. La sua conformazione e la scalata verso la collina successiva richiamano vagamente il Ramsey Hairpin dell’Isola di Man. Sequenza di marce l’una dopo l’altra per affrontare la salita di Sheene’s Rise che porta alla cima di Quarry Hill, dove inizia il tratto guidato delle Esses (ora Grant’s), un destra-sinistra veloce e molto stretto.

Uscire bene dalla Grant’s è fondamentale per lanciarsi lungo lo strettissimo rettilineo noto come Back Straight, estremamente sconnesso e costeggiato da cespugli. Al termine del rettilineo, nuova scalata per affrontare il secondo tratto guidato dell’Oliver’s Mount, quello dove si trova il Memorial: sinistra, leggera destra e nuovamente sinistra per lanciarsi verso il breve allungo che porta alla seconda curva a gomito, la destrorsa Drury’s Hairpin.

Quest’ultima coincide anche con l’inizio della sezione discendente del circuito. Ci si lascia alle spalle la collina e si affronta il tratto rettilineo e boscoso verso il Mountainside Hairpin, a sinistra, una delle ultime chance per attaccare gli avversari prima del traguardo. La sezione che segue è roba da incorniciare, la quintessenza delle road races: accelerazione dall’Hairpin e dentro tutte le marce affrontando il Jefferies Jump, un terrificante scollinamento in curva dove le moto si dimenano tra impennate e salti, altro luogo prediletto dai fotografi. Segue Weaponness Lane e il Bottom Straight, rettilineo situato al di sotto della zona del traguardo, per poi affrontare l’ultima “esse” nota come Farm Bends, un sinistra-destra in salita che riporta sul breve rettilineo principale.

Un luogo quasi d’altri tempi che abbiamo avuto il piacere di visitare lo scorso anno proprio per la Gold Cup. E che consigliamo vivamente!

Informazioni utili Scarborough – Oliver’s Mount 

(Foto: Stephen Davison)

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Una reazione a Scarborough Gold Cup, penultima road race della stagione

  1. Oreste ha scritto:

    Il circuito è fantastico da come lo hai descritto è esaltante l’unica parte che a me non piace sono le curve con la prima marcia questi sono i tipi di circuito dove i piloti delle race danno il massimo infatti tutti i piloti elencati sono dei veri assi.

    Saluti

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