La stagione road racing 2016 entra ormai nel vivo dopo la tappa d’apertura della Mid Antrim 150 e questo fine settimana approda in Inghilterra per la Scarborough Spring Cup.

(foto: Oliver’s Mount Racing)
Un evento affascinante sul bellissimo (e strettissimo) stradale dell’Oliver’s Mount, ultimo baluardo delle corse su strada in suolo inglese. L’organizzazione perfetta dell’Auto66 Motorcycle Club è recentemente riuscita a riportare quasi ai fasti del passato il tracciato di Scarborough, luogo di epiche battaglie tra altisonanti nomi quali Barry Sheene, Mick Grant e Giacomo Agostini.
L’Oliver’s Mount è un circuito arroccato sull’omonima collina nella cittadina costiera di Scarborough (North Yorkshire). Un luogo, dal nostro punto di vista, davvero “fuori dal tempo”, che ospita ogni anno la Spring Cup in aprile, il Barry Sheene Festival in giugno, la Cock o’ the North in luglio e la più famosa Gold Cup a settembre.
La Bob Smith Spring Cup 2016 prenderà il via sabato 16 aprile con le sessioni di prove dalle ore 9.00 (locali, le 10.00 in Italia) alle 13.00; a seguire ben 10 gare dalle 14.00. Domenica 17 aprile sessioni di warm up e poi 12 gare dalle ore 10.00.
Sul tracciato di 2.43 miglia, davvero particolarissimo e con il caloroso pubblico a pochi centimetri dalle moto che sfrecciano, si daranno battaglia grandi nomi delle road races: presente il nuovo “re” di Scarborough Dean Harrison alla sua prima uscita su Kawasaki Silicone Engineering; il detentore del lap record classe Supersport Lee Johnston, su BMW e Triumph 675 East Coast Racing; William Dunlop con il suo privatissimo team CD/IC Racing; il bravissimo Ivan Lintin sempre su Kawasaki RC Express; e poi il veterano Ian Lougher, il giovanissimo Billy Redmayne, James Cowton, Dan Hegarty, Davy Morgan, Jamie Coward, Ben Wylie su Bimota, il vincitore del TT Privateers Championship 2015 Dan Cooper, Steve Mercer, Daley Mathison, Gary Dunlop…
Spettacolo assicurato nella classe Sidecar, che all’Oliver’s Mount è qualcosa di davvero imperdibile, con i passeggeri che strisciano letteralmente nell’erba nelle strette curve del tracciato: presenti Dave Molyneux e Dan Sayle (da quest’anno di nuovo in coppia), Ian e Carl Bell, Conrad Harrison, Greg Lambert…
Il tracciato – Il percorso dell’Oliver’s Mount, lungo 3.88 chilometri, gira in senso antiorario e presenta tanto curvoni veloci e aperti quanto curve a gomito da prima marcia. Si parte dal brevissimo rettilineo del paddock per infilarsi subito nel primo vero
imbuto del circuito, il “rampino” a sinistra noto come Mere Hairpin, dal quale vengono scattate le foto classiche dell’evento e teatro nel 2013 di una memorabile “carambola”. La sua conformazione e la scalata verso la collina successiva richiamano vagamente il Ramsey Hairpin dell’Isola di Man. Sequenza di marce l’una dopo l’altra per affrontare la salita di Sheene’s Rise che porta alla cima di Quarry Hill, dove inizia il tratto guidato delle Esses (ora Grant’s), un destra-sinistra veloce e molto stretto.
Uscire bene dalla Grant’s è fondamentale per lanciarsi lungo lo strettissimo rettilineo noto come Back Straight, estremamente sconnesso e costeggiato da cespugli. Al termine del rettilineo, nuova scalata per affrontare il secondo tratto guidato dell’Oliver’s Mount, quello dove si trova il Memorial: sinistra, leggera destra e nuovamente sinistra per lanciarsi verso il breve allungo che porta alla seconda curva a gomito, la destrorsa Drury’s Hairpin.
Quest’ultima coincide anche con l’inizio della sezione discendente del circuito. Ci si lascia alle spalle la collina e si affronta il tratto rettilineo e boscoso verso il Mountainside Hairpin, a sinistra, una delle ultime chance per attaccare gli avversari prima del traguardo. La sezione che segue è roba da incorniciare, la quintessenza delle road races: accelerazione dall’Hairpin e dentro tutte le marce affrontando il Jefferies Jump, un terrificante scollinamento in curva dove le moto si dimenano tra impennate e salti, altro luogo prediletto dai fotografi. Segue Weaponness Lane e il Bottom Straight, rettilineo situato al di sotto della zona del traguardo, per poi affrontare l’ultima “esse” nota come Farm Bends, un sinistra-destra in salita che riporta sul breve rettilineo principale.





Un luogo “fuori dal tempo” è bellissimo !