Intervista a Federico Natali, newcomer al Manx GP 2013

Dall’Isola di Man non si torna indifferenti. L’Isola di Man ti segna, ti entra nel cuore. E correrci coronando uno dei sogni della vita è qualcosa di impareggiabile. 

Classe 1979, di Marina di Massa (MS), Federico Natali questo sogno l’ha vissuto davvero, gareggiando per la prima volta al Manx Grand Prix sul famigerato Mountain Course. Anticamera del Tourist Trophy, obiettivo futuro di “Nat”, ma anche storica gara dal grande fascino: il Manx GP attira ogni anno migliaia di spettatori e in questo 2013 è stato associato al Classic TT, nuovissimo evento con piloti di oggi e moto d’epoca.

Furgone e moto, in puro stile road racing, Natali si è iscritto al Manx nella categoria Newcomers, per affrontare per la prima volta il Mountain Circuit con la sua Suzuki GSX-R 600 del team OnBike Service. L’esperienza c’era, sia in pista (trofei quali Michelin Cup e National Trophy) sia in “strada” (Campionato Italiano Velocità in Salita). “Nat” torna a casa dall’Isola con in tasca un 22° posto nella gara dei Newcomers, ad un soffio dalla bellissima statuetta “Manx GP Replica”; un tempo totale di 1:28:32.902 alla media di 102.263 mph (con un best lap di 21’13’’ a 106.61 mph di media), sul circuito che un domani, glielo auguriamo, affronterà durante una gara del Tourist Trophy!

 

Federico, com’è nata l’idea del Manx GP?

L’idea nasce dalla voglia di correre sull’Isola di Man. Purtroppo il regolamento dice che non è possibile prendere parte al Tourist Trophy come prima esperienza, bisogna prima iscriversi al Manx Gp e partecipare alle tre categorie esistenti: Newcomers, Junior e Senior.
Tu vieni da pista e salite. Hai dovuto cambiare totalmente approccio per affrontare il Mountain Course?

Diciamo che dalle salite si guadagna lo spirito di improvvisazione, mentre dalla pista si acquisisce la tecnica. Con queste due carte si può avere una buona base per partecipare alle Road Races.

 

Che tipo di ambiente hai trovato al Manx? Ti sei sentito a tuo agio?

La prima volta che sono stato sull’Isola era Ottobre 2009. Affittai una moto da Jason Griffiths e passai una settimana circa vivendo come turista. Mi sono innamorato delle persone e dell’ambiente circostante. Mi sentivo a casa. Dopo 4 anni ho avuto la stessa sensazione. L’ambiente è meraviglioso e tutti cercano di aiutarti. L’aria che si respira è quella classica isolana… “Be quiet”!
Dopo quanti giri del tracciato hai iniziato a pensare che potevi “osare di più”, alzare un po’ il ritmo? Premesso che, come dicono, ci vogliono circa 3 anni per imparare molto bene il Mountain Course.

Purtroppo il secondo giorno di prove, quando pensavo di aver preso un buon ritmo, sono caduto a Sarah’s Cottage. L’errore ovviamente è stato provocato dagli scarsi chilometri percorsi sul tracciato. Una curva semplice da percorrere in 2^ marcia si è trasformata in un brivido istantaneo percorsa in 4^. Durante la gara, invece, precisamente all’ultimo giro ho sentito di poter spingere di più, ero consapevole del fatto che potevo azzardare. 
La tua idea iniziale era quella di gareggiare in tre classi, Newcomers, Junior e Senior?

La mia idea è sempre stata quella di gareggiare solo nella categoria Newcomers. Ho avuto la possibilità di poter accedere alla Junior in quanto col tempo fatto registrare durante le qualifiche sono stato ammesso, ma ho preferito godermi solo l’unica esperienza, anche perché sarei dovuto ripartire appena 20 minuti dopo la fine della prima gara.
Qual è la tua sezione preferita del tracciato? E quella secondo te più “pericolosa”?

Il tratto del circuito che preferisco è sicuramente il Mountain, in quanto anche se si va forte le curve sono quasi tutte a vista. La sezione più complessa è stata sicuramente la parte dentro il bosco. Le curve si assomigliano tutte, il manto stradale è molto sconnesso ed il fondo in molti punti è sempre umido.
Ti sarebbe piaciuto correre con un 1000cc, in modo da poter sfruttare la maggior coppia del motore per guidare più in scioltezza, rispetto alla guida “su di giri” che impone una piccola 600?

Ho corso con la 600 per avere un’incognita in meno, dato che con la mia GSX-R quest’anno tra test e gare ho percorso molti chilometri. Il fatto di poter correre con una 1000 sicuramente sarebbe stato emozionante, ma le velocità aumentano in modo esponenziale. Magari il prossimo anno!
Con quante persone hai affrontato l’avventura? In quanti eravate nel tuo team sull’Isola?

Il Team è composto da tre persone, me compreso. Il primo meccanico che si occupa sia del motore che delle sospensioni ed il secondo meccanico (mio padre) che si occupa di tutto il resto. Siamo molto affiatati!
C’è qualcosa che cambieresti in ciò che hai fatto, qualche ulteriore accorgimento organizzativo o di altro tipo?

E’ dal 2007 che volevo correre sull’Isola. E’ sempre stato un sogno nel cassetto. Quest’anno c’è stata la possibilità di partecipare e finalmente il sogno si è coronato. Con l’aiuto di Pier Ortalda (TT Supporters Italy) ho organizzato il viaggio circa 3 mesi prima. Sono stato attento ad ogni particolare e devo dire che a parte le 25 ore di viaggio nel furgone, esclusi i 2 traghetti, è stato tutto perfetto.
Cosa ti ha colpito in particolare dell’Isola di Man e del Manx GP?

Per quanto riguarda l’Isola sicuramente mi ha colpito la tranquillità che si respira. E’ incredibile come tutto sia silenzioso a cose normali, quando poco dopo passano dei bolidi lanciati a 250 all’ora. Altre cose che mi hanno colpito dell’evento riguardano la rapidità dei Marshal e dei dottori quando c’è un incidente; il fatto che quando l’organizzazione e gli altri piloti hanno saputo che ero l’unico italiano iscritto si sono fatti in quattro per mettermi a mio agio e per darmi tanti consigli su come affrontare il percorso. In assoluto la cosa più bella è il fatto che la gara coinvolge tutti i cittadini, si vive esclusivamente per i motori. Non importa a nessuno della posizione di arrivo, solo per il fatto di correre sei un eroe. Ho firmato il mio primo autografo ad un bambino inglese di 7 anni che sapeva chi ero, “Nat #55″ l’unico italiano. E’ stata una sensazione unica!

 

Progetti futuri?

Sicuramente cercherò di ripetere l’avventura anche il prossimo anno, partecipando alle categorie Junior e Senior, così da potermi preparare per il Tourist Trophy del 2015.

 

 

(Foto: George Crawford)

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