Adam McLean assiste all’incidente di Cowton: “Non so se correrò ancora”

Nel giro di soli cinque giorni molte cose sono cambiate. Gli incidenti fatali di William Dunlop alla Skerries 100, seguito a ruota da quello di James Cowton alla Southern 100, sono andati a sommarsi ad emozioni non ancora sopite date dalla scomparsa di Dan Kneen e Adam Lyon al TT. Ma anche a quelle per molti ancora fresche di Dan Hegarty a Macao, di Gavin Lupton e Jamie Hodson all’Ulster GP, di Alan Bonner, Jochem van den Hoek e Davey Lambert al Tourist Trophy 2017, nonché a quella del nostro Dario Cecconi a Tandragee. Solo per citare i più recenti. 

Adam McLean alla Southern 100 la scorsa settimana (foto: LapConcepts)

Ciò che è accaduto nel giro di cinque giorni è però stato determinante per molti, sia piloti, che appassionati e addetti ai lavori. Non che ci siano piloti di serie A o di serie B, ma l’impatto è certamente più forte quando a morire sono nomi che si sentono, leggono e incontrano costantemente. O, peggio, se si tratta del tuo compagno di squadra, caduto proprio davanti a te.

É successo durante il secondo giro della 600cc Challenge Race, penultima gara della Southern 100, giovedì scorso. Mentre Dean Harrison si trovava al comando, alle sue spalle James Cowton tentava di ricucire il gap con il connazionale, ma qualcosa è andato storto: esperto, plurivincitore al Billown Circuit dell’Isola di Man, “Jimbo” quel giorno è andato troppo vicino al muretto a secco di Stadium Bends, veloce sinistra prima dell’ultima curva del tracciato. Stando a quanto riportano i testimoni, Cowton ha urtato il muro alla sua sinistra. Il resto è facilmente intuibile.

Cowton e McLean alla Cookstown 100 ad aprile (foto: Chris Usal)

I piloti che lo seguivano a brevissima distanza, i giovani Joey Thompson e Adam McLean, lo hanno evitato per un soffio, assistendo all’incidente. Il ventenne di casa ILR ha proseguito fino al traguardo, sbracciandosi per avvisare la direzione gara di esporre immediatamente le bandiere rosse. McLean, invece, ha parcheggiato la sua ZX-6R McAdoo Racing ed è tornato indietro correndo per cercare di soccorrere il suo compagno di squadra. A nulla sono valsi gli immediati interventi dei medici: Cowton è deceduto sul tracciato.

Qualche secondo dopo Thompson e McLean, a Stadium Bends è arrivato il gruppo composto da Michael Evans, Ivan Lintin e Jamie Coward: le tre moto hanno colpito i resti dell’incidente di Cowton, prendendo fuoco. Il manxman Evans e l’inglese Coward si sono trascinati nel giardino di una casa, dove hanno subito ricevuto assistenza per infortuni lievi. Lintin, invece, ha sofferto danni ben peggiori e si trova al momento ancora in condizioni critiche all’ospedale di Liverpool.

Adam McLean al TT 2018. Fu best newcomer al Tourist Trophy 2017 (foto: Andrea Hawley)

Due giorni dopo, l’atmosfera che si respirava alla successiva road race di Walderstown, in Irlanda, non era certo delle migliori e tante sono state le defezioni; in primis un top rider nelle Nationals come Derek Sheils, che ha affermato di avere bisogno di “tempo per pensare a ciò che è successo”. Oggi, poi, la dichiarazione di Adam McLean, ventiduenne di Tobermore (Irlanda del Nord), una delle giovani stelle delle road races:

 

“Per il momento non intendo fare nessun’altra road race quest’anno. Penserò a cosa fare durante l’inverno”.

Un duro colpo per il Team McAdoo Racing, storica squadra di Cookstown che vide tra le sue fila piloti quali Ian Hutchinson, Ryan Farquhar, Conor Cummins, Michael Dunlop.

E che ora si trova a fare i conti con la pesantissima perdita del ventiseienne Cowton, pilota del Team dal 2017. E a fare i conti anche con la “crisi nera” del giovane talento McLean.

“Al momento mi sento un po’ perso” dice Adam. “Sono giorni davvero bui, è difficile assimilare tutto ciò che è successo e mi chiedo dove starà il futuro di questo sport. Credo ci sia permesso essere emotivi ogni tanto, e in un certo senso anche arrabbiati. Ciò non significa voler abolire le road races o non amare questo sport, solo che sono rimasto con tante domande. 

McLean in una foto di Phillip McCammon

Una cosa che mi chiedo è: ne vale la pena?  Ho lavorato duro per anni per raggiungere un certo livello nelle corse e adesso che iniziavo ad esserci vicino…cosa faccio? Mollo tutto o continuo? Dubito che mi ritirerò completamente dalle road races, ma sto pensando a tante cose e cercando di rispondere a tante domande. Sarà praticamente impossibile però che io torni a correre quest’anno, sono stato travolto da quello che è successo…”.

Aver assistito alla perdita del compagno di squadra e amico James Cowton ha traumatizzato non poco il talentuoso McLean, pilota che abbiamo conosciuto alla Cookstown 100 nel 2017, dove vinse da newcomer la Supersport Race, e che da lì in avanti abbiamo deciso di supportare. Come supportiamo al 100% anche questa sua decisione e qualsiasi prenderà in futuro.

 

 

 

 

 

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Una reazione a Adam McLean assiste all’incidente di Cowton: “Non so se correrò ancora”

  1. franco ha scritto:

    Ci sentiamo tutti un pò persi,il sapere dei rischi non li fa dimenticare,e poi la sequenza è di quelle che toglie il fiato

    L’ambiente,i ragazzi,sapranno cosa fare quando sarà il momento,ci devono arrivare da soli,ovunque sia,anche smettere sarebbe più che giustificabile
    Piuttosto dare un segno,toccare quello che si può per ridare fiducia e perchè no più sicurezza

    Gli “anziani”,quelli che sono li da tanto, sarebbero un bel punto di riferimento per i giovani,morale e materiale

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