Forse di lui non si parla mai abbastanza. Forse non tutti conoscono a fondo la sua storia, che non è solo una storia di corse, ma anche di malattia e vittoria.
Durante il Tourist Trophy 2017, Gavin Lupton si divideva tra l’hospitality Top Gun Racing ed il suo bel camper parcheggiato tra le tende nel paddock, accanto alla nostra. Discreto ed educato, dopo aver passato la settimana di prove sostanzialmente da solo era stato finalmente raggiunto dalla moglie Hannah e dalla figlia per le gare.
Ryan Farquhar e Keith Amor sono solo gli esempi più recenti. Ritirati dalle competizioni, non hanno resistito al richiamo delle corse e sono tornati, subendone le conseguenze. Certamente più chiacchierato è stato il comeback di Guy Martin, inaspettato tanto quanto il totale disastro che quest’anno si è rivelato per lui e Honda.
Il Tourist Trophy 2017 è stato piuttosto anomalo dal punto di vista degli esordienti. Come sappiamo, i veri e propri newcomers al TT sono coloro che non hanno mai girato prima sul Mountain Course e, a differenza di qualche anno fa, oggi non è affatto semplice accedervi direttamente. Lo fa chi ha già un nome conosciuto, come Josh Brookes, Peter Hickman o Alex Polita, o chi ha una certa esperienza pregressa nelle corse su strada, come i tre novellini di quest’anno.
This year’s Isle of Man TT has been pretty unusual for what concerns newcomers. As it is known, getting an entry directly to the TT nowadays is not as easy as it was in the past and, unless you are a well known rider like Josh Brookes or Peter Hickman, or you have some road racing experience, the debut at the Manx Grand Prix is almost inevitable.
Nel paddock del TT, quest’anno, non era insolito incontrare la bella famiglia Polita tranquillamente a spasso tra centinaia di appassionati, moto, stand, tendoni. Alex si è spesso trovato a spingere il passeggino con la piccola Ida in attesa che qualcosa accadesse, in attesa che le agognate sessioni di prove e le gare prendessero finalmente il via in questo piovoso e snervante TT 2017.