Federico Natali e Marco Pagani: tutto pronto per il Manx GP!

Isola di Man. Attorno a noi tutto sta prendendo forma per il grande evento Manx GP/Classic TT, con furgoni, camion e moto che giorno dopo giorno sbarcano sull’isola e affollano il paddock. Un’atmosfera assolutamente familiare, una calma che ben presto lascerà il posto all’adrenalina delle prove e delle gare.

A partire proprio da oggi, sabato 16 agosto, i newcomers del Manx Grand Prix effettueranno il loro primo giro a gruppi dietro ai marshall, pronti poi per iniziare ad affrontare il Mountain Course da soli. Anche le altre classi (Supertwin, Junior e Senior) inizieranno le prove da sabato 16, classi che ospitano piloti già più esperti.

Durante questa edizione 2014 del Manx GP (che, ricordiamo, si corre esattamente sullo stesso tracciato del Tourist Trophy, con le stesse regole di partenza singola ogni 10 secondi e con le stesse identiche difficoltà), il tricolore sarà tenuto alto da due piloti, Federico Natali e Marco Pagani.

Federico è al suo secondo anno di Manx GP, dopo aver ottenuto un 22° posto nella Newcomers Race 2013 in sella alla Suzuki del Team OnBike Viareggio. Ora è pronto per la seconda sfida al Mountain Course, questa volta nelle classi Junior e Supertwin, ma non senza qualche difficoltà: il pilota di Viareggio è stato vittima di una brutta caduta durante la gara CIVS di Carpasio-Prati Piani, rimediando fratture importanti. Oltre che la moto, nei prossimi giorni dovrà anche testare la propria forma fisica.

Marco Pagani affronta invece lo storico circuito dell’Isola di Man per la prima volta, iscritto alle classi Newcomers A e Junior. Il pilota bresciano è al suo anno “di apprendimento”, anche se, per la verità, ci vuole molto tempo prima di considerarsi esperti del lunghissimo tracciato del Mountain (60,7 km).

Abbiamo fatto ad entrambi qualche domanda qui sull’isola, in una doppia intervista che mette in luce i punti di vista di un newcomer e di chi, il Mountain, già lo ha conosciuto.

 

Manca ormai pochissimo all’inizio del Manx GP, il primo in carriera per Marco Pagani ed il secondo per Federico Natali. Come vi state preparando, fisicamente e mentalmente, per affrontare questo evento?
NATALI – Già… Ormai manca veramente poco! Sinceramente il pensiero che mi distruggeva più di tutti era quello del viaggio per giungere a destinazione: tanta autostrada! Al Manx GP ho iniziato a pensarci una volta arrivato al Grandstand. Per quanto riguarda la forma fisica, invece, sto facendo i salti mortali, causa l’incidente che ho avuto il 22 giugno durante una gara. Sto recuperando abbastanza bene, ma sicuramente non sarò al 100%.

PAGANI – Mentalmente mi sto preparando da tanto tempo, perché credo che la conoscenza del tracciato, inizialmente teorica, sia una parte fondamentale per questa gara. Ho fatto moltissimi giri del tracciato con la PlayStation, molto utile, e guardato vari video onboard. Poi, dal vivo è ovviamente tutto un po’ diverso, soprattutto ti rendi finalmente conto di quanto sia sconnesso il tracciato! Durante il TT ho avuto la possibilità di fare un giro del percorso con John Burrows, nel suo furgone: John è un espertissimo ex pilota e mi ha dato consigli veramente preziosi! In questi giorni poi ho cercato di fare più giri possibile con la mia Triumph che mi sono portato sull’isola. Fisicamente invece non sto facendo nulla di più rispetto all’allenamento per le gare nazionali. Cerco però di fare un esercizio particolare, cioè ripercorro mentalmente il tracciato, curva per curva, mentre corro a piedi. 

 

Ricordiamo ai nostri lettori, in seguito alle vostre interviste già pubblicate nei mesi scorsi, con quali moto correrete al Manx e in quali categorie.

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La Gladius di Federico Natali

NATALI – Quest’anno affronterò il Manx con una doppia sfida: prenderò il via infatti sia con una Suzuki GSX-R600 nella categoria Junior, sia con una Suzuki Gladius nella categoria Supertwins.

PAGANI – Correrò con una Kawasaki ZX-6R nelle categorie Newcomers A e Junior.

 

Com’è stata la scelta e la preparazione delle moto per un’avventura così diversa da tutte le altre? 

NATALI –  La decisone di fare la doppia categoria è stata presa sia per fare più chilometri possibili, sia perché dopo l’Eicma è nato un progetto con Suzuki Italia che riguarda la messa in onda di un format televisivo, nello specifico “Sfida da Bar”, nel quale si parlerà dell’esperienza sull’Isola secondo il mio punto di vista in sella a due moto completamente diverse. Per quanto riguarda la preparazione dei due mezzi, la Gladius è stata affidata alle mani esperte di Ezio Rosboch, uno dei preparatori migliori per quanto riguarda le bicilindriche. Il suo compito non sarà facile, in quanto sull’Isola regnano le Kawa Er-6 nella Supertwins, capaci di scaricare ben 94 HP al suolo. Per quanto riguarda invece la preparazione della GSX-R600 mi sono affidato ad uno dei Team di riferimento di Suzuki Italia, Falaschi moto. I ragazzi credono molto a questo progetto e infatti mi hanno messo a disposizione una loro GSX-R a pochi giorni dal mio incidente, dove della mia è rimasto ben poco. Ovviamente con i dati raccolti nell’edizione passata del Manx stiamo cercando di partire con un set-up di base che mi consenta di affrontare subito i primi giorni di prove libere nel migliore dei modi, anche se molte cose andranno riviste sul posto, soprattutto per la Gladius che in versione carenata Supertwins è ben diversa da come la guidavo nel Trofeo Suzuki.

PAGANI – La scelta della moto è stata praticamente obbligata, perché al Manx GP le moto 4 cilindri possono essere al massimo 600cc. La mia è una Supersport e, oltre a revisionarla ed ispezionarla in modo mirato per un tipo di gara così lunga, ho anche dovuto provvedere all’allargamento del serbatoio per riuscire a fare un rifornimento ogni due giri. A questo proposito ringrazio moltissimo Carlo Gelmi di VercarMoto per la sua disponibilità.

 

 Quali sono le vostre principali preoccupazioni?

NATALI – In realtà nell’aria non ci sono molte preoccupazioni a livello tecnico. Le uniche due che per adesso mi vengono in mente sono sicuramente il viaggio, in quanto sono veramente tante ore di furgone. Poi in realtà siamo partiti con due unità: una per la Gladius ed una per la GSX-R . L’altra preoccupazione reale riguarda il mio stato fisico. Come ti dicevo prima, sto facendo i salti mortali per cercare di recuperare il più velocmente possibile, questo grazie ad un mio sponsor tecnico “Ti Riabilita”, un centro fisioterapico dove ormai mi sono trasferito da qualche settimana. Il problema più grande sarà spingere sulle pedane e provare a tenere il ritmo.

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La Kawasaki ZX-6R di Marco Pagani

PAGANI – La mia più grande preoccupazione qui sono le buche e i tratti sconnessi, in particolare quello che va da Ginger Hall a Ramsey. Si tratterà di capire bene come assettare la moto. Abbiamo prove tutti i giorni da lunedì 18 a sabato 23, riuscirò a fare un paio di giri al giorno, bisogna capire in fretta!

 

 

C’è stato un momento, durante questa lunga preparazione per il Manx, in cui la vostra decisione di correre all’Isola di Man ha vacillato?

NATALI – Ecco, forse solo il particolare dell’incidente mi ha fatto vacillare un pochino sulla decisione o meno di andare. Per fortuna ho intorno a me persone forti e motivate, oltre ad alcuni specialisti che mi hanno visitato e mi hanno dato l’ok!

PAGANI – A dire la verità no, sono sempre stato entusiasta di questo progetto avvincente. L’incertezza c’è stata, ma non dovuta a me. Abbiamo avuto parecchi problemi nell’ultimo periodo, ritardi, sfortune… Ma adesso siamo qui!

 

Come vi sistemerete per due settimane sull’isola? E da chi verrete accompagnati?

NATALI – Anche quest’anno abbiamo optato per la sistemazione in uno dei Paddock che ci verrà assegnato. La struttura è composta da due furgoni e due tende per un totale di 21×6 metri quadrati. Per quanto riguarda il personale saremo in cinque in un primo momento: due persone della troupe tra cui l’ideatore del format di “Sfida da Bar”, Leonardo Repetto, poi Ezio Rosboch come meccanico che sarà aiutato dal mio babbo, pedina fondamentale e presenza fissa ormai da anni nelle mie gare. Sarà con noi anche il Team Falaschi.

PAGANI – In questa avventura mi accompagnano la mia fidanzata Marta e Massimo Venturini, che farà da meccanico. Sull’isola poi è sempre presente il mio amico Gabriele Pezzotta, che ha ormai molta esperienza in queste gare. Ci raggiungeranno anche Luca Faso, che si occuperà delle sospensioni, e il mio socio nel team Alessandro Meregaglia. Saremo nel paddock di erba con furgone e un grande gazebo in prestito da Burani Moto.

 

Qual è il vostro obiettivo per questo Manx GP, se ne avete uno?

NATALI – Fino al mese scorso sinceramente il mio obiettivo era quello di migliorare il mio best lap fatto l’anno scorso (21’13”). L’intenzione era quella di inseguire un 20′ alto per quanto riguarda la categoria Junior con la 600, per poi cercare di essere ammesso alla Senior, dove però il ritmo di tutti i piloti cambia vertiginosamente in 19′! Parlando di Supertwins, invece, la differenza tra i primi del TT, che girano in 19′, ed i primi del Manx è di solo 1 minuto, quindi diciamo che volendo rimanere nei primi quindici bisogna impegnarsi a girare almeno in 22′ . Nella mia situazone fisica attuale ovviamente non ho pretese e solo dopo i primi giorni di prove libere capirò quanto posso chiedere a me stesso.

PAGANI – Il mio obiettivo è quello di percorrere il maggior numero di chilometri possibile e acquisire esperienza sul campo in queste due settimane. Mi piacerebbe che questo fosse un progetto a lungo termine, per poter tornare più volte nei prossimi anni e riuscire a  disputare il Tourist Trophy. 

 

Cosa significa per voi correre sul Mountain? Voglio dire, cosa vi spinge a farlo e quando avete pensato per la prima volta (in modo serio e concreto) di volerci correre?
NATALI – Beh, credo che sia il sogno o il desiderio di tanti piloti. Riuscire finalmente a correre ed essere protagonista di una Manifestazione del Motociclismo come questa è una sensazione che ti lascia il segno per sempre. Io ho coronato il mio sogno l’anno scorso, quindi diciamo che ero sufficientemente soddisfatto… Eppure, appena mi si è presentata di nuovo la possibilità di partecipare, ho subito accettato. Praticamente correre sul Mountain è la gara di riferimento che uno aspetta tutto l’anno. In base al TT o al Manx un pilota organizza il resto della stagione!

PAGANI – Correre sul Mountain Course è il coronamento di un sogno per me, per la storia che il tracciato porta con sé e perché per me è fantastico pensare di mettere le ruote dove le hanno messe tanti campioni e piloti che ammiro. Il momento in cui mi sono reso conto di voler concretamente correre all’Isola di Man è stato durante il Tourist Trophy 2013, mentre seguivo la diretta delle prove su Manx Radio dal divano di casa mia.  Era un periodo di stop dalle gare, nel quale mi sono chiesto quale esperienza motociclistica mi sarebbe davvero piaciuta fare. In agosto poi sono andato con la mia morosa a vedere dal vivo l’Ulster GP, che mi ha fatto capire che la cosa era fattibile e, una volta di ritorno, si è cominciato a progettare questa avventura. 

 

Da questo pomeriggio (ore 17.20 locali) partiranno le prime prove (non cronometrate) del Manx GP 2014. In bocca al lupo a tutti e soprattutto a Federico e Marco!

 

 

 

 

Ulster GP – Testa a testa tra Martin e Anstey, ottimo Ansaldi

Nonostante le molte bandiere rosse, la giornata di ieri all’Ulster Grand Prix ha scritto una pagina interessante nella storia di questo evento. Il giovedì pomeriggio, come di consueto dedicato alle gare della Dundrod 150, ha visto una serratissima bagarre tra Guy Martin e Bruce Anstey, consacrando il primo a dominatore della Superbike Race ma lasciando intatto il record di velocità del secondo. 

Ulster GP – Seconde qualifiche, è ancora Anstey il re di Dundrod

La seconda sessione di qualifiche all’Ulster Grand Prix ha visto dominare nuovamente Bruce Anstey nella classe Superbike ed infrangere il record dei newcomers sul tracciato di Dundrod. Indovinate da chi? Dal solito Peter Hickman, ormai diventato una piccola star nel mondo delle corse su strada dopo il suo stupefacente TT e queste ottime premesse all’Ulster GP. 

Ulster GP – Prime qualifiche, Guy Martin vola

Si sono da poco concluse le qualifiche nella prima giornata del Metzeler Ulster Grand Prix 2014, dopo che la pioggia del mattino aveva fatto temere un annullamento del programma di oggi.

Tutto bene sul Dundrod Circuit, con i tempi che si sono già fatti parecchio interessanti. Ben 48 i newcomers presenti, tra cui Glenn Irwin, Peter Hickman, Danny Webb, James Cowton e il nostro Tommaso Totti, che purtroppo ha avuto qualche problema con la sua Honda 125cc e rimanderà le qualifiche a domani. Ricordiamo l’assenza per infortunio di Gary Johsnon, Conor Cummins e Jamie Hamilton (quest’ultimo annunciato da Wilson Craig proprio a inizio settimana).

Aprono le prove le Lightweight/Ultralightweight, con Neil Kernohan (Logan Racing Honda 250) che fa segnare il miglior tempo salvo poi cadere all’Hairpin, fortunatamente senza conseguenze. Chris Elkin comanda invece la classifica dei tempi Ultralightweight con la sua Honda 250 Moto3 Bob Wylie Racing.

Classifiche Lightweight/Ultralightweight

Seguono le prove della Dundrod 150 National/Challenge, con la National dedicata ai Newcomers fino a 750cc e Support Riders, mentre il Challenge è riservato ai Newcomers fino a 1000cc e Support Riders. L’impressionante Peter Hickman (BMW Ice Valley by Motorsave) si piazza subito in cima alla classifica rifilando quasi 7 secondi a Phillip Crowe (BMW Handtrans), mentre terzo è Robert Kennedy (Yamaha R6 Kennedy Racing). Settimo è l’altro newcomer Danny Webb (Kawasaki 600 Collision Recovery), diciottesimo Glenn Irwin (Kawasaki 650  VRS), venticinquesimo Davide Ansaldi (Yamaha R6).

Classifiche Dundrod 150 National/Challenge

Le qualifiche della Dundrod 150 Superbike vedono già un giro ad oltre 130mph da parte di Guy Martin (Tyco Suzuki by TAS); secondo posto per Bruce Anstey (Honda Padgett’s) a poco più di un decimo, terzo William Dunlop (Tyco Suzuki by TAS), poi Michael Dunlop (BMW Buildbase), Lee Johnston (Honda East Coast Racing), Stephen Thompson (BMW Bathams), Dean Harrison (Kawasaki RC Express), Peter Hickman (BMW Ice Valley), Ian Hutchinson (Milwaukee Yamaha) e Ivan Lintin (Honda Taylor Lindsay).

Classifiche Dundrod 150 Superbike

La classe Supertwin viene piacevolmente dominata dalla “vecchia conoscenza” Keith Amor (Kawasaki KMR), tornato alle corse proprio quest’anno. Secondo posto per Ivan Lintin (Kawasaki McKinstry Racing), mentre terzo è l’ottimo newcomer Glenn Irwin (Kawasaki VRS). Quarto Lee Johnston (Kawasaki East Coast), poi Michael Dunlop (Kawasaki McAdoo), Dan Cooper (Kawasaki CMS), Derek McGee (Kawasaki McGee Racing), Connor Behan (Kawasaki KMR), Micko Sweeney (Kawasaki Kiely Heating Racing) e Chris Elkin (Kawasaki Moto-Tech).

Classifiche Supertwin

Si passa poi alle 600cc, con la sessione interrotta a metà con bandiera rossa a causa della rottura del motore di Daniel Cooper a Dawson’s Bend. La categoria Supersport si conclude con William Dunlop (Tyco Suzuki) al primo posto, seguito dal fratello Michael (Honda MD Racing) a soli 0.015 secondi; terzo il Kiwi Bruce Anstey (Honda Padgett’s), poi Lee Johnston (Honda East Coast), Dean Harrison (Mar-Train Yamaha), Derek McGee (Yamaha McGee Racing), Keith Amor (Honda RigDeluge), Dan Kneen (Honda Cookstown/BE), Guy Martin (Tyco Suzuki) e Ian Hutchinson (Milwaukee Yamaha), mentre Davide Ansaldi si classifica 45°.

Classifiche Supersport

Infine, una sessione di qualifiche miste UGP Superbike/Superstock: Guy Martin (Tyco Suzuki) fa segnare un giro in 131.753 mph; secondo Michael Dunlop (BMW Buildbase, a +0.7), terzo Bruce Anstey (Honda Padgett’s), poi William Dunlop (Tyco Suzuki), Lee Johnston (Honda East Coast), Ian Hutchinson (Milwaukee Yamaha), Peter Hickman (BMW Ice Valley), Dan Kneen (Suzuki Cookstown/BE), Dean Harrison (Kawasaki RC Express) e Steve Mercer (Suzuki Traction Control) a chiudere la top ten. Dopo un rapido cambio di moto per qualche giro con la Superstock, è Michael Dunlop davanti a tutti seguito da Hickman, Anstey, Martin, Thompson, Johnston, Sheils, Kneen, Lintin e Barber.

Classifiche Superbike/Superstock

 

Appuntamento a domani mattina con altre sessioni di qualifiche e, nel pomeriggio, le prime gare della Dundrod 150 e Ulster GP!

 

 

(Foto: Diego Mola)

Faugheen 50 – Dominio del newcomer Dan Kneen

Si è svolta la scorso fine settimana l’ultima National Road Race prima dell’attesissimo Ulster Grand Prix. L’Irlanda ha ospitato dopo 5 anni sabbatici la bella Faugheen 50, sullo stradale di 2,2 miglia nel sud dell’isola.  

Ulster Grand Prix – Tutto pronto per la road race più veloce al mondo

Manca ormai pochissimo al via dell’edizione numero 92 dell’Ulster Grand Prix, terza International Road Race per ordine di importanza dopo il Tourist Trophy dell’Isola di Man e la North West 200.