Simona Zaccardi: “L’Isola di Man ti cambia, tutto il resto è noia”

Non sono molte le donne che possono dire di aver corso all’Isola di Man. Di aver vissuto quell’esperienza che “ti cambia la vita”, quell’esperienza che chi non ha provato non riesce a capire. Non sono in tante a poterlo dire, ma lei sì. 

Dalla pista alla strada: esordio sul Mountain e all’Ulster per Marco Pagani

Dimentichiamo cordoli, guard rail e vie di fuga. Dimentichiamo asfalto liscio e box. Immaginiamo invece di sfiorare alberi e muretti a secco, di percorrere a velocità impensabili delle strade normalmente aperte al traffico, evitando tombini e cartelli stradali. Immaginiamo di passare tra le case di un tranquillo paesino inglese e poi fuori, tra prati verdi e pecore, perdendo lo sguardo all’orizzonte nel mare d’Irlanda. Dimentichiamo per un attimo la pista. Questa è una corsa su strada. 

Intervista a Mark Miller: la Buell, le moto elettriche e la sua Isola di Man

Alto, biondo, occhi azzurri: più che un pilota, Mark Miller sembra quasi un attore hollywoodiano. Statunitense lo è, comparsa in alcuni spot pubblicitari pure. Ma Miller ha scelto ben altro nella vita, ha scelto le moto e le corse. E lo ha fatto nel migliore dei modi, riuscendo a scrivere il suo nome nella storia. 

Intervista a John McGuinness: Macao, David Jefferies e la tuta del pub…

Il suo terreno di caccia preferito è l’Isola di Man, dove ormai da anni vanta l’ambito titolo di “King of the Mountain”. Mentre qui a Macao fatica sempre un po’ di più, dopo l’unica vittoria in carriera al Guia Circuit nel lontano 2001. 

MacauGP -Intervista a Ian Hutchinson: “Ho intenzione di vincere ogni gara che posso!”

Quando pensavo alle domande per una possibile intervista a Ian Hutchinson a Macao, cercavo il modo più delicato per trattare l’argomento del suo infortunio e il suo rientro alle corse. Credendo, ingenuamente, che il MacauGP 2013 fosse per lui solo un primo timido assaggio della moto dopo 18 mesi di stop. 

TT, mountain bike, proverbi e musica: intervista a Guy Martin

Introdurre un’intervista a Guy Martin non è poi così difficile… Del ragazzaccio di Kirmington, senza dubbio il pilota più conosciuto al di fuori del mondo delle road races, si sanno “vita, morte e miracoli”, come si dice in questi casi: gli esordi, la visione estrema delle corse, l’amore per il pericolo e l’adrenalina, e quella tanto rincorsa vittoria al Tourist Trophy, condita di podi e trionfi nelle altre gare. Questo, in sintesi, è il Guy Martin “da copertina”.