A due anni dalla sua ultima partecipazione al Manx Grand Prix, Tommaso Totti torna alle corse su strada debuttando il prossimo agosto nella road race più veloce al mondo, l’Ulster GP.
Dimentichiamo cordoli, guard rail e vie di fuga. Dimentichiamo asfalto liscio e box. Immaginiamo invece di sfiorare alberi e muretti a secco, di percorrere a velocità impensabili delle strade normalmente aperte al traffico, evitando tombini e cartelli stradali. Immaginiamo di passare tra le case di un tranquillo paesino inglese e poi fuori, tra prati verdi e pecore, perdendo lo sguardo all’orizzonte nel mare d’Irlanda. Dimentichiamo per un attimo la pista. Questa è una corsa su strada.
Alto, biondo, occhi azzurri: più che un pilota, Mark Miller sembra quasi un attore hollywoodiano. Statunitense lo è, comparsa in alcuni spot pubblicitari pure. Ma Miller ha scelto ben altro nella vita, ha scelto le moto e le corse. E lo ha fatto nel migliore dei modi, riuscendo a scrivere il suo nome nella storia.
Quando pensavo alle domande per una possibile intervista a Ian Hutchinson a Macao, cercavo il modo più delicato per trattare l’argomento del suo infortunio e il suo rientro alle corse. Credendo, ingenuamente, che il MacauGP 2013 fosse per lui solo un primo timido assaggio della moto dopo 18 mesi di stop.
Introdurre un’intervista a Guy Martin non è poi così difficile… Del ragazzaccio di Kirmington, senza dubbio il pilota più conosciuto al di fuori del mondo delle road races, si sanno “vita, morte e miracoli”, come si dice in questi casi: gli esordi, la visione estrema delle corse, l’amore per il pericolo e l’adrenalina, e quella tanto rincorsa vittoria al Tourist Trophy, condita di podi e trionfi nelle altre gare. Questo, in sintesi, è il Guy Martin “da copertina”.